LARA COMI INCONTRA GLI IMPRENDITORI
“L’Europa offre opportunità, bisogna saperle sfruttare”

Finanziamenti europei, accordi commerciali, investimenti e politiche fiscali. Queste le tematiche toccate dall’eurodeputata di Forza Italia Lara Comi in un incontro con gli imprenditori del territorio tenutosi all’Eurotek di Busto Arsizio

Simone Testa

Busto Arsizio

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Finanziamenti europei, accordi commerciali, investimenti e politiche fiscali. Queste le tematiche toccate dall’eurodeputata di Forza Italia (candidata anche alle prossime elezioni) Lara Comi, in un meeting con gli imprenditori del territorio tenuto all’Eurotek, azienda di Sacconago che lavora nel settore dell’automazione industriale.

Ad introdurre l’incontro è stato Marco Quarantotto, ex consigliere comunale di Forza Italia, che dopo aver ringraziato Roberto Simonini, titolare Eurotek, che ha messo a disposizione la “location”, sottolinea la vicinanza dell’eurodeputata con le realtà locali: “Lara Comi è un’eccellenza nel mondo politico. È di Saronno, conosce bene il territorio e da sempre promuove iniziative a favore del mondo dell’imprenditoria”.

Nel suo intervento, l’onorevole Comi evidenzia le tante occasioni e possibilità che presenta l’Europa, ma che spesso le aziende non riescono a cogliere, e mette in luce un dato allarmante: “Bruxelles ci fornisce 76 miliardi, ma ne spendiamo solo il 10 per cento. Non ci viene dato nulla di meno rispetto alla Polonia che però, a differenza nostra, ne spende il 100 per cento”. I fondi europei sono risorse fondamentali per l’Italia, che non sa però sfruttare appieno; con inevitabili ripercussioni sull’economia, che continua ad arrancare: “Ormai sembra quasi strano dirlo – ammette Lara Comi – ma i soldi ci sono, bisogna solo imparare ad utilizzarli nella maniera più corretta. Dove manca l’informazione girano tante fake news, e ci tengo a smentirne una in particolare: i bandi non sono complicati, serve solo maggiore conoscenza sull’argomento. Nemica delle imprese è la mancanza di consapevolezza sui bandi. È fondamentale conoscere l’inglese: questo è uno dei nostri deficit rispetto agli altri paesi, soprattutto per le piccole realtà”.

Saper guardare all’Europa, per le imprese, si traduce quindi in un vantaggio competitivo: “La realtà europea è molto più pratica, più rapida e influente rispetto a quella nazionale. L’Europarlamento legifera con due anni d’anticipo rispetto alle normative che poi arrivano nel nostro Paese: questo per gli imprenditori si traduce in business, nella possibilità di giocare d’anticipo”.

Sul tema fiscale, sottolinea: “Manca una politica fiscale comune all’interno dell’UE. In Italia, le clausole di salvaguardia, con tutta probabilità, porteranno ad un aumento dell’aliquota IVA (che potrebbe così raggiungere anche il 25%) in tempi brevi; ciò crea paradossalmente qualcosa di molto simile a un fenomeno di “dumping” proprio fra gli stati membri dell’Unione Europea. Questa è un’Europa che va cambiata, e porteremo avanti questa battaglia per proteggere imprese e imprenditori italiani. Le aziende sono la chiave per far ripartire l’economia nostrana”.

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