NUOVO PIANO DI WELFARE AZIENDALE PER I DIPENDENTI
Lilt e Comune, insieme per la lotta ai tumori

Si è svolta ai Molini Marzoli la conferenza con cui Comune e Lilt hanno presentato, ai dipendenti comunali, il nuovo piano di welfare aziendale per la prevenzione dei tumori. Una serata multidisciplinare, con l'intervento di diversi esperti

Riccardo Torresan

BUSTO ARSIZIO

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Se c’è un settore della ricerca medica che, più di altri, può essere considerato “in guerra”, quello è l’oncologia. Una guerra perenne, quella contro i tumori, che riporta ogni giorno risultati alterni. A fronte di grandi successi e scoperte, che tengono aperta la via della speranza, restano infatti tanti i malati. Come a ricordarci che, dopotutto, in trincea ci siamo tutti.

Questo lo spirito che ha animato il Comune nella programmazione di un nuovissimo piano di welfare aziendale, dedicato ai propri dipendenti, in collaborazione con Lilt. Il piano è stato presentato nella serata di giovedì 11 ottobre, con una conferenza ai Molini Marzoli. Tante le voci intervenute a dare il proprio contributo. In primis le autorità, con il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore al personale ed all’innovazione Alessandro Chiesa. A fare da relatori, poi, un rappresentante Lilt e quattro figure professionali che, a vario titolo, intervengono sul paziente oncologico.

“Siamo orgogliosi di questa serata e di questo progetto – ha esordito Antonelli – perché crediamo fortemente nel valore della prevenzione. Grazie al consigliere Alessandro Albani per aver profuso così tanto impegno in questa iniziativa”. A fargli eco anche l’assessore Chiesa, che ha spiegato come “nei prossimi mercoledì di ottobre la Lilt erogherà visite di controllo specifiche per tutte le dipendenti comunali. Ci inseriamo così nell’iniziativa dell’Ottobre Rosa, per la lotta contro il tumore alla mammella.”

A questo punto è iniziata la staffetta dei relatori. Primo a prendere la parola è stato il dott. Mazzucchelli, rappresentante della Lilt, che ha enumerato le diverse attività seguite dall’ente.

“Siamo una delle due associazioni riconosciute in Italia che si occupano di tumori – ha chiarito – insieme all’Airc, e siamo molto controllati nel nostro operato. Ci occupiamo di prevenzione, diagnosi precoce e assistenza al malato. Facciamo anche molto lavoro sui giovani, nelle scuole, creando una nuova cultura. La nostra diffusione è capillare in tutte le Provincie italiane, dove eroghiamo visite, controlli e servizi di supporto”.

La parola è quindi passata al dott. Bernasconi, primario di Radiologia dell’ospedale di busto, ed alla sua collaboratrice, dott.ssa Iosca, che hanno illustrato il percorso diagnostico nel caso del tumore alla mammella. “La prevenzione secondaria – ha spiegato la dottoressa – ha lo scopo di diagnosticare la malattia in uno stadio molto precoce, per aumentare le chance di guarigione. Il percorso normale, per una donna asintomatica, consiste nella successione di mammografia, ecografia ed eventualmente esami istologici (come una biopsia, ndr). Così si apre un cammino che porta fino all’intervento, cammino che coinvolge una serie di figure professionali molto diverse e specializzate. La multidisciplinarietà, infatti, è oggi uno dei valori più importanti intorno al paziente. Solo così possiamo sommare competenze diverse ma tutte coordinate, con un obiettivo comune che è quello della guarigione. In tal modo si superano anche le numerose difficoltà tecniche di un processo diagnostico, che possono essere di vario tipo e riscontrarsi in ogni step dell’indagine”.

Proprio a rappresentare questa multidisciplinarietà, i successivi relatori sono stati il dott. Artale, primario di Oncologia a Gallarate e molto attivo sul piano nutrizionistico, e la psicologa dott.ssa Marconi, responsabile di un progetto di psicoterapia con l’Accademia di Brera. Il primo ha approfondito il tema della dieta e della (mal)nutrizione in relazione al tumore, mostrando come una corretta alimentazione, unita al moto fisico, possa incidere in modo anche decisivo sulla prevenzione (o sulla guarigione) della malattia. Ha poi dedicato del tempo a sfatare alcuni “falsi miti”, come la dannosità dei latticini o le sedicente diete “estremiste” che vengono talvolta proposte ai pazienti. “Non servono diete mima-digiuno, pratiche meditative, veganesimo o altri estremismi – ha commentato – perché a volte fanno più danni di quelli che vogliono curare. La dieta mediterranea, con alcuni piccoli aggiustamenti, ci fornisce già un apporto nutritivo che può aiutarci in modo sensibile”.

La seconda, invece, ha testimoniato come la parte psicologica ed emotiva, in un paziente oncologico, non sia meno importante della parte fisiologica. “Il tumore alla mammella, nello specifico, colpisce la donna in un organo che la identifica e che rappresenta, per lei, una mole importante di significati e di emozioni. Il punto, per uno psicologo, è fare da contenitore per le emozioni negative del paziente, aiutandolo a trovare un senso agli eventi. Solo così si può sconfiggere quella paura di vivere che, purtroppo, spesso permane anche dopo la guarigione. Una donna ha bisogno di essere messa di nuovo a contatto con la propria femminilità e con la propria voglia di vita”.

Infine, la dott.ssa Marconi ha spiegato lo sviluppo del progetto “Donne Guerriere”, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Brera. Iniziativa, questa, che ha coinvolto un gruppo di donne colpite dalla malattia in un progetto artistico dagli effetti riabilitativi e terapeutici. Risultato ne sono stati degli scudi decorati, simbolo della lotta al tumore ed esposti nella Sala Tramogge durante la serata. La conferenza si è chiusa proprio con le parole di una delle donne coinvolte in questo progetto. “Il gruppo mi ha aiutato tantissimo, anche più di quanto mi aspettassi – ha affermato – permettendomi di non lasciarmi andare. Stando insieme eravamo sempre concentrate sul progetto, sulla salute l’una dell’altra, sul nostro umore. Così il tempo passava ed il nostro umore rimaneva relativamente alto. Alla fine, credo di poter dire che il tumore è stato quasi un’occasione per diventare una persona migliore”.

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