Il ministro Carlo Calenda a Varese
L’impatto sul territorio del Piano Industria 4.0

VARESE

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In occasione della visita a Varese del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, l’UNIVA ha presentato una ricerca in merito all’impatto sul contesto industriale locale del Piano Industria 4.0, voluto dallo stesso ministro, da cui emerge che:

l‘89% dell’industria varesina conosce il Piano Nazionale Industria 4.0;

le aziende varesine che nel 2017 hanno fatto almeno un investimento in industria 4.0, utilizzando almeno uno strumento di incentivo legato al Piano Industria 4.0, rappresentano una quota del 52%;

il 25% delle imprese ha utilizzato il credito d’imposta in ricerca e sviluppo;

il 23% ha utilizzato la Nuova Sabatini, con una predominanza di investimenti superiori agli 80mila euro;

il 20% è ricorso all’iper-ammortamento, con investimenti concentrati per lo più tra i 100mila e i 500mila euro.

solo il 4% del campione ha invece utilizzato il Patent Box;

per quanto riguarda le previsioni sul 2018 la percentuale di imprese del campione analizzato che dichiara di voler investire, grazie al Piano Nazionale, in Industria 4.0 salirà dal 52% del 2017 al 58%.

Il presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi dal canto suo ha sottoposto al ministro un documento di cui di seguito riproduciamo un’ampia sintesi.

“”Un territorio ove continuare a trasformare complessità in opportunità.

Uno dei pochi territori italiani caratterizzato per esempio dal confine con uno stato non-UE con oltre 26.000 frontalieri ma anche con qualche ricorrente problema di “barriere all’entrata” per i piccoli e medi imprenditori pur in presenza di accordi bilaterali.

Un territorio con un aeroporto come Malpensa che negli ultimi anni ha registrato, nonostante il dehubbing, crescite significative nei movimenti passeggeri (oltre 22 milioni) ma anche nelle merci, oltre che nelle destinazioni raggiunte, con una dimostrazione di fiducia da importanti compagnie aeree di livello mondiale.

La vicinanza con la Città Metropolitana ha inoltre da sempre caratterizzato, condizionato in un rapporto di reciproca interconnessione, la realtà economica produttiva ed infrastrutturale del nostro territorio.

La presenza di due affermate università, di un centro di ricerca di livello europeo, il JRC di Ispra, la terza più grande sede della Commissione Europea dopo Bruxelles e Lussemburgo, con 2000 ricercatori provenienti da ogni paese d’Europa, di una scuola Europea che costituisce fattore di attrattività per la città e per la provincia (e che sappiamo essere stato insieme all’Aeroporto di Malpensa uno dei fattori determinanti nella candidatura di Milano per ospitare l’EMA, l’agenzia europea del farmaco, speriamo Signor Ministro che vi sia ancora una possibilità in relazione alle ultime notizie che giungono da …Amsterdam, per il ns territorio sarebbe molto importante…).

Non dimentichiamo, inoltre, la costante crescita del turismo, col raddoppio di arrivi e presenze negli ultimi 10 anni, in un momento di pesante trasformazione della nostra economia, che rimane fieramente in larga prevalenza manifatturiera, ma che vede interessanti prospettive nei settori dei servizi, della logistica, della gestione infrastrutture.

Il progressivo miglioramento delle infrastrutture trasportistiche, da ultimo con il completamento dell’Arcisate Stabio – inaugurata dal suo collega Del Rio e dal governatore Maroni – che ci interconnette oltre che con Como, con la vicina Svizzera facendo di Varese un ideale “hubda e verso la regione dei laghi svizzeri e prealpini, potrebbe trarre giovamento da ulteriori investimenti sia stradali che ferroviari.

Quanto al tema Impresa 4.0, come dicevo prima, “noi ci siamo”, in particolare immaginiamo un network unico sul territorio, con molteplici “caselli di entrata” per le imprese:

– la Camera di Commercio con il suo PID (Punto Impresa Digitale);

– le associazioni imprenditoriali con i DIH (Digital Innovation Hub);

– le università ed i centri di ricerca del territorio quali Competence Center.

Tutto ciò quindi, in linea con il piano Impresa 4.0 che l’ha vista in prima linea, Signor Ministro, e che ci impegneremo ad attuare nell’interesse dell’economia, delle imprese e, non da ultimo, delle nuove generazioni””.

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