MILLE E... UNA STORIA - 2010
l’[email protected] compie 30 anni!

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Musica, cultura e… ospiti straordinari alla festa del 26 novembre.
 
BUSTO ARSIZIO – Mille e… Una STORIA per celebrare il trentesimo anniversario di vita editoriale de l’[email protected] e augurarle di continuare a raccontare Busto Arsizio e Comuni del Medio Olona per tanti e tanti anni ancora. Venerdì 26 novembre la redazione, i lettori e gli amici de l’[email protected] hanno gremito il Teatro Sociale in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Letterario organizzato per ricordare il “compleanno” della rivista. Una grande festa, per rallegrarsi dei tanti successi ottenuti in passato, ma anche e soprattutto per guardare al futuro, incarnato dai tantissimi giovani presenti in sala: “Sarebbe bellissimo – ha detto dal palco il direttore Gianluigi Marcora – se qualcuno di questi ragazzi raccogliesse un giorno il nostro testimone e organizzasse qui fra trent’anni un’altra serata per celebrare il sessantesimo de l’[email protected]”.
La serata non ha avuto un solo protagonista, ma è stata un’occasione di festa corale nella quale c’è stato spazio per tutti. Perché, come ha esordito Luciano Landoni, il giornalista de l’[email protected] che ha fatto gli onori di casa insieme alla collega Marina Galatioto: “Il nostro è un giornale fatto per i lettori, con i lettori, dai lettori.
I nostri unici “padroni” sono proprio i lettori, quelli presenti e quelli futuri”. A ribadire il concetto ha poi provveduto nuovamente Marcora: “Qualcuno, nel corso della nostra storia, ci ha tacciato di qualunquismo. Se questo significa dare voce a tutti, lasciando a ognuno il diritto di esprimere la propria opinione, siamo orgogliosi di essere qualunquisti. Ci hanno anche dato dei visionari: lo siamo, ma non perché abbiamo la testa tra le nuvole. Piuttosto perché sappiamo che nessun traguardo è impossibile da raggiungere. Bastano buona volontà, un pizzico di fortuna e soprattutto cuore”.
Ecco il messaggio che il direttore de l’[email protected] ha voluto indirizzare specialmente ai più piccoli. Infatti, ha sottolineato Landoni: “Questa serata vuole essere un inno al futuro e ai giovani, che del futuro saranno gli indiscussi protagonisti. È dovere nostro e loro fare in modo che possano conquistarlo”.
 
 
Giovani e musica
 
Sono quindi stati i giovanissimi artisti della Kinder Orchestra, diretti dal maestro Davide Scazzosi, a dare il via allo spettacolo, sulle celebri note di Procession & Nightmare e di America.
“La musica è un elemento fondamentale nella formazione dei ragazzi – ha sottolineato il maestro Fabio Gallazzi, direttore del Circolo Accademico Culturale di Vanzaghello, che ha fondato l’orchestra nel 2005, aprendola a tutti i bambini dai sette anni in su – Li educa e li aiuta a crescere. Basti pensare all’attività di Josè Antonio Abreu e di Claudio Abbado, che tolgono dalla strada i piccoli venezuelani mettendo loro in mano uno strumento musicale. Suonando tornano a sognare”.
E proprio di sogni hanno parlato nei loro racconti i più giovani partecipanti al Premio Letterario: “Qualche tempo fa, in redazione è arrivata una lettera che ci ha colpito molto – ha spiegato Marina Galatioto – Era intitolata “Il potere de l’[email protected]” e diceva così: “A volte basta poco per sognare… o per sentirsi importanti e amati. Un articolo, il buon lavoro di un giornalista può rendere felici molte persone. Ecco come alcuni alunni della classe ID della Scuola Secondaria “Edmondo De Amicis” di Busto Arsizio hanno espresso i loro sogni, le loro speranze, le loro reali esperienze e hanno immaginato la felicità”.
Tutti gli elaborati sono stati premiati con la pubblicazione nel libro Raccolta di Racconti, edito da GMC editore e distribuito a fine serata agli ospiti, e Rachele Forasacco, Rachele Gallazzi, Ottavia Pisoni, Raffaella Bove, Chiara Mapelli, Alessia Guzzo, Martina Ferrarese e Guendalina Gualmo sono state chiamate sul palco insieme alla loro docente di Lettere Lorena Crippa e alla vicepreside Roberta Gallazzi. Ragazze e docenti hanno ricevuto il libro Raccolta di racconti, una copia de l’[email protected] con un abbonamento annuale gratuito, la cartolina con il francobollo dedicato al centenario di Indro Montanelli e l’annullo postale e un gadget.
 
 
Così, dopo l’esibizione del coro di voci bianche Onda Anomala, che ha cantato Matilda e Amazing Grace diretto da Stefania Gandola, è entrata nel vivo la serata conclusiva di Mille e… Una STORIA. “Dopo una prima scrematura fatta dalla redazione, l’arduo compito di selezionare i migliori tra le centinaia di elaborati pervenuti – hanno sottolineato i presentatori dell’evento – è toccato a tre personaggi che rappresentano i principali luoghi in cui si produce e diffonde cultura: Francesca Boragno, titolare di una delle principali librerie della zona, Loredana Vaccani, direttrice della Biblioteca civica di Busto Arsizio, e Mauro Luoni, responsabile delle relazioni esterne di Univa, che richiama l’importanza per il nostro territorio della cultura del fare”. Per il loro impegno, i giurati hanno ricevuto dalle mani del generale Antonio Pennino della Caserma Nato “Ugo Mara” una penna speciale, il libro Raccolta di Racconti, la cartolina con il francobollo dedicato a Montanelli e l’annullo postale, una copia de l’[email protected], un orologio e un gadget.
 
 
I tre racconti premiati della categoria “Lettori” sono stati valorizzati dall’interpretazione di Delia Cajelli e dei suoi allievi della Scuola di alta formazione per attori.
Il Terzo premio è andato al giovane MARCOANDREA SPINELLI, autore di Pur di non pensare al Milan in serie B, con la motivazione: “Per la grande capacità di inserire nel racconto la frase chiave in maniera logica ed armonica rispetto al contesto narrativo”. Maria Gabriella Amore, della ditta Amore Rappresentanze, ha consegnato a Spinelli il diploma attestante il riconoscimento, un premio in denaro di 200 Euro, il libro Raccolta di racconti, una copia de l’[email protected] con l’abbonamento annuale per il 2011, la cartolina per il centenario di Montanelli con l’annullo postale e un gadget.
A questo punto si è verificato il primo colpo di scena della serata: Luciano Landoni, noto interista, non è riuscito a trattenersi dal porre un’impertinente domanda al premiato. “Perché – gli ha chiesto – non dovremmo pensare al Milan in serie B? Io ci penso tutti i giorni e d’altra parte è già successo due volte”. Mentre il divertito autore del racconto rispondeva di condividere l’opinione del presentatore, da buon juventino, il silenzio della sala è stato rotto dallo squillo di un cellulare.
Proveniva dalla tasca dello sbigottito Landoni, che si è affrettato a rispondere e ha assunto un’espressione sempre più stupita via via che l’invisibile interlocutore parlava. “Ma no, Presidente, non faccia così… Era solo una battuta… Le assicuro, non volevo… Va bene… Faccia come crede” ha abbozzato, per poi concludere la chiamata e comunicare sconsolato alla platea: “Era Berlusconi, ha detto che mi querelerà perché non ha gradito le critiche rivolte alla sua squadra. Vorrà dire che mi farò difendere dagli avvocati del mio presidente, Massimo Moratti”.
 
 
Terzo Premio cat. Lettori a Marcoandrea Spinelli e, sotto, Secondo Premio per Elisa Bollazzi.
 
 
Mentre si stava ancora spegnendo l’eco delle risate del pubblico (per la telefonata inventata), è giunto il momento del Secondo premio della categoria “Lettori”, assegnato a Mistero, di ELISA BOLLAZZI, con la motivazione: “Una storia insolita che suscita l’interesse di chi legge, tenendolo… sveglio fino alla fine”.
La vincitrice è stata premiata dal direttore della Filiale di Busto Arsizio del Credito Valtellinese, Pietro Mistò, con il diploma attestante il riconoscimento, un premio in denaro di 200 Euro, il libro Raccolta di Racconti, una copia de l’[email protected] con l’abbonamento annuale per il 2011, la cartolina per il centenario di Montanelli con l’annullo postale, un orologio e un gadget.
“Sembra che la morale del suo racconto sia che non ci si può limitare a guardare la realtà, bisogna osservarla – sono intervenuti i presentatori – È un’esortazione a vincere la superficialità?”.
Meditata la risposta dell’autrice, che ha spiegato: “È il mio modo di vedere la vita. Talvolta mi capita di concentrarmi troppo sui dettagli e così perdo la visione d’insieme”. Con la motivazione: “Racconto dallo stile scorrevole e piacevole, arricchito ulteriormente da un ritmo incalzante che cattura il lettore sino al finale che si tinge di giallo”, FRANCESCA BERNACCHI ha conquistato il Primo premio con Una storia da copertina. Il Sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, e la giuria le hanno quindi consegnato una scultura in vetro di Murano, il diploma attestante il riconoscimento, un premio in denaro di 1000 Euro, il libro Raccolta di racconti, una copia de l’[email protected] con l’abbonamento annuale per il 2011, la cartolina per il centenario di Montanelli con l’annullo postale e un gadget.
In Una storia da copertina, come ha sottolineato Luciano Landoni, “sembra che morire sia l’unica soluzione per scoprire realmente quanto sia difficile vivere”. A una lettura frettolosa, il racconto potrebbe apparire intriso di pessimismo, ma l’autrice ha chiarito che “il messaggio che ho voluto trasmettere va letto con ironia”.
 
 
Francesca Bernacchi, Vincitrice del Primo Premio cat. Lettori.
 
In scena gli studenti e…  il nonno del pianoforte
 
Al termine della recitazione degli elaborati vincitori, il folto pubblico presente ha potuto godere di un nuovo intermezzo musicale, che ha visto protagonista il maestro Thomas Scardone al fortepiano con l’esecuzione di una Fantasia in re minore di Mozart. Questo strumento, al quale sono legati i nomi di geni del calibro di Mozart e Haydn, è una sorta di antenato del pianoforte e sta conoscendo una nuova giovinezza grazie anche a Moreno Novello imprenditore della provincia di Varese.
Oltre a Gigi Farioli, erano presenti Fabrizio Caprioli, Sindaco di Gorla Maggiore, Celestino Cerana, Primo Cittadino di Marnate e Giorgio Volpi, Sindaco di Olgiate Olona. Tra le autorità intervenute, bisogna poi ricordare monsignor Franco Agnesi, prevosto di Busto Arsizio, e gli ufficiali della Caserma Nato “Ugo Mara”: colonnello Francesco Cosimato e maggiore Vincenzo Ciaraffa.
Al centro della scena sono poi tornati i giovani, con i racconti scritti dagli allievi delle scuole superiori di Busto: il  Primo premio assoluto della categoria “studenti” è andato a NOEMI MAGUGLIANI, dell’ITC “Enrico Tosi”, per Il rifugio delle emozioni con la motivazione: “Impareggiabile per lo stile struggente, ma equilibrato nel coinvolgere il lettore. Rappresenta una testimonianza emblematica del disagio giovanile in presenza di una situazione di dissidio fra i genitori”. La vicenda è incentrata sulle difficoltà di una ragazza abbandonata dal padre quand’era piccola.
La giovane scrittrice, premiata da Massimo Tosi, dirigente scolastico dell’ITC “Enrico Tosi”, dal Sindaco Gigi Farioli e dalla giuria, ha ricevuto una scultura in vetro di Murano, il diploma attestante il riconoscimento, un premio in denaro di 1000 Euro, il libro Raccolta di Racconti, una copia de l’[email protected] con l’abbonamento annuale per il 2011, la cartolina per il centenario di Montanelli con l’annullo postale e un gadget.
 
 
Noemi Magugliani, Vincitrice del Primo Premio Assoluto cat. Studenti.
 
Ha poi ricevuto un riconoscimento (ovvero il relativo diploma, un premio in denaro di 200 Euro, il libro Raccolta di racconti, una copia de l’[email protected] con l’abbonamento annuale per il 2011, la cartolina per il centenario di Montanelli con l’annullo postale e un gadget) il miglior elaborato di ogni istituto. Ciascun ragazzo è stato accompagnato sul palco e premiato dal proprio dirigente scolastico: il Liceo Artistico “Paolo Candiani” è stato rappresentato da ANDREA DOLA, autrice di Catarsi. L’elaborato, una storia tormentata che sembra rappresentare il male di vivere, è stato premiato da Andrea Monteduro con la motivazione: “Racconto da cui emerge la maturità dell’autore nell’affermare come la difficile condizione esistenziale di solitudine possa essere superata attraverso il dono di se stesso agli altri”.
Per l’ISIS “Cipriano Facchinetti” è stato segnalato Profumo di casa di CRISTIANO ERRE con la motivazione: “Straordinaria descrizione della casa, vista come un vero e proprio luogo degli affetti. Nella diffusa situazione di precarietà delle famiglie d’oggi, un grido d’invocazione da parte di un giovane che fa riflettere”.
Dopo aver ricevuto il premio da Carlo Famoso, Cristiano ha spiegato che “il cammino dal deserto dell’indifferenza all’oasi della speranza è difficile, ma non impossibile”.
Tra gli allievi del Liceo Classico e Linguistico “Daniele Crespi” ha vinto CHANTAL FRATTINI con Come uscire dall’armadio, con la motivazione: “Narrazione che sfiora da un lato la poesia e dall’altro la pittura. Una prosa figurativa capace di fornire una rappresentazione efficace del contesto nel quale ha luogo l’episodio e in grado di suscitare emozioni.
Notevole anche il contrasto fra il pessimismo dell’inizio e la speranza solare del finale”. Il premio è stato consegnato da Cristina Boracchi. All’IPC “Pietro Verri” si è invece distinta CHIARA MARCELLINO, autrice di Chilometri d’amore, premiata da Eugenia Bolis con la motivazione: “Prosa delicata che dimostra profonda consapevolezza dei veri valori dell’esistenza, sia individuale che collettiva, da parte di un giovane che si rispecchia nella vicenda di una coppia molto anziana e storicamente molto significativa”.
Una questione di fiducia, di CHIARA TRUNFIO, è stato il racconto migliore tra quelli provenienti dal Liceo Scientifico “Arturo Tosi”, premiato da Giulio Ramolini con la motivazione: “Racconto intriso di speranza che viene conquistata di volta in volta nonostante le difficoltà della vita”.
Chiara è anche riuscita a eludere brillantemente l’interrogativo dei curiosi presentatori che volevano sapere se “quella buca nel terreno che divora la ruota della mia bicicletta e mi fa perdere l’equilibrio”, da lei citata nella storia, fosse reale e in quale città si trovasse.
“Prendo spunto dalle mie esperienze, ma ovviamente le enfatizzo per esigenze narrative” ha risposto sicura, permettendo ai Sindaci presenti di tirare un bel sospiro di sollievo…
Ha chiuso la rassegna degli studenti premiati ALESSANDRO COLOMBO del Liceo Scientifico “Blaise Pascal” con Ci provi lei, se ne è capace! con la motivazione: “Evidenzia il male di vivere, tipico dell’età adolescenziale, aggravato dall’oggettiva consapevolezza di non essere in grado di fornire risposte valide al senso della vita”.
Il titolo del racconto suona come una sfida provocatoria e, subito dopo aver ricevuto il premio da Antonella Maino, ha risposto per le rime a Landoni, che gli aveva chiesto se “amare” possa essere un sinonimo di “vivere”. “Secondo lei cosa emerge da quello che ho scritto?”.
 
 
Un ponte tra il mondo della scuola e quello del lavoro
 
L’avvenire di questi ragazzi sarà nel mondo del lavoro e non poteva quindi mancare – in una serata che ha fatto dell’attenzione al futuro l’ingrediente principale – un momento di confronto tra scuola e impresa. l’[email protected] dell’Altomilanese,  è profondamente ancorato al proprio territorio e quindi molto attento alle dinamiche economiche e sociali dalle quali è interessato.
“In un convegno dal titolo “Oltre le apparenze: scuola e impresa del terzo millennio”, organizzato da Confindustria e tenutosi lo scorso 19 novembre a Modena – ha esordito Luciano Landoni – sono stati presentati dei dati che fotografano la “fame” di tecnici delle aziende italiane: ne sono stati richiesti 236 mila nel 2010, in particolare nel campo meccanico, dove la domanda è stata di 22.660 persone a fronte delle 14.840 dell’anno precedente, e nel settore elettrotecnico, che ha visto la richiesta passare dai 7.790 addetti del 2009 ai 10.460 del 2010.
Le imprese hanno bisogno di personale giovane, ma chiedono che sia caratterizzato da apertura al mondo, visione del nuovo e capacità”. Quest’analisi è condivisa dal primo imprenditore intervenuto, Roberto Garavaglia, Presidente della Arendi (azienda del gruppo Marcegaglia specializzata nella realizzazione di pannelli fotovoltaici) di Lonate Pozzolo: “Ho due figli che studiano e quindi posso dire per esperienza diretta che la scuola italiana può contare su docenti sempre più preparati.
Questo ovviamente contribuisce alla formazione di giovani competenti e motivati. Per questo noi abbiamo deciso di aprir loro le porte della nostra azienda, chiedendo addirittura agli istituti della zona di permetterci di organizzare dei corsi per preparare ulteriormente e selezionare i ragazzi.
Vogliamo essere un’industria all’avanguardia e in questo momento la nostra traversata del “deserto dell’innovazione” si sta avvicinando al termine. Siamo quasi pronti ad assorbire persone giovani, entusiaste e con tante idee”.
Una tale apertura verso il nuovo che avanza non può che far piacere al mondo della scuola, che di queste novità è il principale “serbatoio”, nonostante venga talvolta accusato di “sfornare” ragazzi privi della necessaria preparazione e motivazione. “Ovviamente un istituto non può preparare uno studente già completamente pronto ad inserirsi in una determinata azienda – ha sottolineato Carlo Famoso, dirigente scolastico dell’Isis “Cipriano Facchinetti” di Busto Arsizio – Però lavoriamo perché i nostri allievi, una volta arrivati sul mercato del lavoro, sappiano adattarsi alle esigenze di chi si trovano di fronte.
A questo proposito, posso affermare con orgoglio che in questi giorni nella nostra scuola è stato organizzato un importante convegno su chimica e innovazione e i dirigenti di una nota impresa del settore mi hanno garantito che i loro migliori tecnici provengono dall’Isis Facchinetti”.
È convinto delle grandi potenzialità dei giovani anche Mauro Miele, titolare della Stamperia Olonia di Gorla Minore, ma ha rivolto loro anche un’esortazione ben precisa: “I ragazzi non devono dimenticare che l’area di Busto è la culla del tessile italiano e che ha bisogno anche di loro per risollevarsi dalla crisi dell’ultimo periodo, anche facendo leva sul prestigio di cui il made in Italy continua a godere a livello internazionale.
In realtà, operando in questo settore, mi sono reso conto che sempre meno giovani pensano di cercare un impiego nel tessile. Questo è sbagliato: le opportunità ci sono, ma bisogna crederci”.
Ha concluso lo scambio di battute Andrea Monteduro, preside del Liceo artistico “Paolo Candiani” di Busto Arsizio: “In passato si riteneva che l’alternanza scuola-lavoro avvenisse solo negli istituti tecnici, mentre ormai da anni anche i licei sono molto attivi su questo fronte.
Ed è molto positivo, perché penso che gli imprenditori debbano venire nelle scuole a conoscere i nostri ragazzi per capire che chi li definisce stupidi e vuoti non sa assolutamente di cosa parla”.
 
 
 
La serata è poi proseguita coi giovani che sono tornati protagonisti con l’esibizione dei virtuosi della chitarra Davide Bontempo e Marco Longhi. Dopo aver eseguito Tango, Milonga y Final, il duo è stato invitato a dimostrare il proprio valore esibendosi a quattro mani con una sola chitarra. Longhi e Bontempo hanno raccolto la sfida e la prova è stata brillantemente superata con la magistrale esecuzione dell’Invenzione a due voci n.4 di Bach. I musicisti più piccoli, però, non sono certo stati da meno: il coro Onda Anomala si è guadagnato la standing ovation di gran parte dei presenti con l’esecuzione di Voir sur ton chemin, di Do Re Mi, tratto dal celebre musical Tutti insieme appassionatamente, e dell’Inno alla gioia di Beethoven, cantato con l’accompagnamento della Kinder Orchestra.
I riflettori si sono infine spostati sui festeggiati, ovvero la squadra de l’[email protected]. Schierata al gran completo sul palco e presentata dal direttore editoriale Massimo Castiglioni, che ha chiamato uno per uno tutti i giornalisti, collaboratori ed opinionisti che ogni settimana arricchiscono la rivista con i loro contributi.
“Quando abbiamo iniziato, creando Busto Sport – ha detto Castiglioni, abbracciando con lo sguardo Giorgio Romussi, Aldo Restelli e Claudio Rossini (per gli amici Jean Claude), gli altri "soci fondatori" del giornale – volevamo realizzare un giornale che parlasse della nostra gente, del ragazzino appassionato di sport che abitava alla porta accanto alla nostra. Eravamo innanzitutto un gruppo di amici che portavano avanti quest’avventura nel tempo libero, lavorando di sera nella cucina di Gianluigi o nella mia cantina. Nei primi tempi abbiamo fatto moltissimi sacrifici: ricordo quando Jean Claude si sobbarcava interminabili viaggi in macchina solo per fare una foto alla Pro Patria impegnata in trasferta.
 
 
Massimo Castiglioni presenta la redazione "stretta" e, sotto,
il direttore Gianluigi Marcora con tutti i componenti il giornale l'[email protected]
 
 
Ora le cose sono cambiate e l’[email protected] dà lavoro a molte persone, ma lo spirito non è cambiato: continuiamo a sentirci una famiglia, stretta intorno a chi ci ha sempre tenuti uniti: Gianluigi Marcora”.
 
Per il gran finale arriva… James Bond
Il pubblico aveva già iniziato ad applaudire il direttore de l’[email protected] quando si è verificato uno dei classici “inconvenienti della diretta” e l’intero teatro è piombato improvvisamente nel buio.
La calma che Massimo Castiglioni aveva coraggiosamente cercato di mantenere è stata messa a dura prova dall’apparizione sul palco di un misterioso personaggio, infagottato in una tuta da lavoro senza adesivi o scritte che ne consentissero l’identificazione. Il nuovo arrivato si è fatto largo tra i giornalisti presi alla sprovvista agitando una pila e borbottando parole incomprensibili su un non meglio precisato “guasto tecnico&rd

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