AI MOLINI MARZOLI
L’internazionale Orsato agli arbitri bustocchi: “Date sempre il massimo!”

L'arbitro internazionale Daniele Orsato ha tenuto una lezione tecnica agli arbitri bustocchi: "Facendo tanti sacrifici sono partito dal niente per arrivare in Serie A!"

Igor Mutinari

BUSTO ARSIZIO

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La sezione di Busto Arsizio dell’Associazione Italia Arbitri ha invitato Daniele Orsato, uno dei migliori arbitri di calcio al mondo, per tenere una lezione tecnica ai propri associati. In questi incontri periodici gli arbitri bustocchi si ritrovano per aggiornarsi, studiare il regolamento del gioco del calcio e approfondire le casistiche emerse. Grazie al patrocinio del Comune di Busto Arsizio, la lezione tecnica di lunedì 4 febbraio si è tenuta alla Sala Tramogge dei Molini Marzoli.

A fare gli onori di casa, è stato un amico di lunga data dei fischietti bustocchi, l’assessore Gigi Farioli (presente anche Massimo Tosi presidente di Assb): “La genealogia del nome di Busto Arsizio ricorda l’industriosità della nostra città. In questo contesto, la sezione locale degli arbitri è una perla di eccellenza”.

Alla presenza del componente della Commissione Nazionale Alberto Zaroli, storico vice presidente dell’era De Bernardi, il presidente Diego Carrara introduce ai quasi 150 presenti il 42enne fischietto di Schio ricordando che è a Busto all’indomani del pareggio tra Udinese e Fiorentina.

“Ho giocato a calcio fin da ragazzo – racconta Orsato – ma ho dovuto smettere per il fallimento della mia squadra. Il mio sogno era fare l’elettricista e dopo la scuola ho iniziato a lavorare. Un collega mi propose di fare il corso e convinsi mio padre a portarmi a Schio. Mi ricordo che a ottobre del ‘92, durante il corso, dissi a mio fratello che in sedici anni sarei arrivato in serie A!”

Di anni ne passarono solo quattordici: l’esordio in massima serie fu nel dicembre del 2006 in Siena-Atalanta, poi nel 2010 divenne internazionale per entrare nel 2014 nella categoria Elite, i migliori arbitri al mondo. In totale vanta oltre 200 partite in massima categoria.

“Io sono partito davvero dal niente – prosegue la giacchetta nera veneta – nessuno mi ha regalato nulla e nessuno vi regalerà niente né risolverà i vostri problemi. Bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare, dovete avere degli obbiettivi e volerli raggiungere. Al primo raduno in serie D eravamo in 200: mi chiedevo cosa avessero loro più di me. Niente! L’arbitraggio non è una carriera, è una esperienza da vivere. Ogni volta che ho sbagliato è stata per colpa mia. Bisogna fare tanti sacrifici, ma arbitrare rimane comunque un hobby, non deve essere una ragione di vita, dobbiamo imparare anche a riconoscere chi è più bravo di noi!”

Interessanti anche alcuni intrecci di Orsato con arbitri bustocchi. Il primo nel 2003 al Trofeo Dossena, quando nel 3-0 che il Boca Juniors inflisse alla squadra araba del Banyas i suoi assistenti furono i bustocchi Massimo Gorletta e Roberto Caccia. Qualche anno più tardi, nel 2014, Marco Avellano, in Serie A, gli fece da “guardalinee” nel 1-2 del Parma al Bentegodi contro il Chievo, in cui a Paloschi risposero Cassano e Alessandro Lucarelli. Più nostalgica una sua partita diretta allo Speroni: nel campionato di Serie C 2005/06 arbitrò la Pro Patria contro lo Spezia (1-1 con goal tigrotto di Temelin).

Dopo un serie di domande tecniche dei ragazzi bustocchi, con delle risposte precise e la massima disponibilità di Orsato, si arriva ai saluti: “Gli arbitri di oggi non hanno mai problemi di carattere o personalità, molti non hanno voglia di fare sacrifici. Ricordatevi sempre di impegnarvi e di dare sempre il massimo!”

Per chi volesse ripercorrere il cammino dell’arbitro veneto e sognare di fischiare in Serie A, la sezione di Busto Arsizio a partire dal 21 marzo organizza un corso arbitri.

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