Gaspare Tronconi Industriale Srl - Fagnano Olona
“L’Italia è un Paese ‘viscoso’ dove è difficile fare impresa!”

La famiglia Tronconi, nel corso degli anni, anzi, dei secoli, ha visto passare molta acqua sotto i ponti dell’Olona...

Luciano Landoni

FAGNANO OLONA

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La famiglia Tronconi, nel corso degli anni, anzi, dei secoli, ha visto passare molta acqua sotto i ponti dell’Olona.

“Già nel 1597 la mia famiglia praticava il cosiddetto candeggio al prato: sfruttare l’azione sbiancante del sole stendendo dei tessuti sul prato. Un’attività che possiamo considerare l’antenata della moderna nobilitazione tessile”.

Esordisce così Michele Tronconi, classe 1962, amministratore delegato della Gaspare Tronconi Industriale Srl di Fagnano Olona specializzata nella nobilitazione dei tessuti, mentre Beppetex Srl (il cui amministrato delegato è Beppe Tronconi, 41 anni, fratello di Michele) è l’azienda commerciale del Gruppo al vertice del quale c’è la holding  Gaspare Tronconi Spa (immobiliare).

“Partecipiamo anche alla Ternate Coating Srl che si occupa prevalentemente di spalmati in pvc che finiscono poi nel settore nautico e negli articoli per la casa”, puntualizza Michele Tronconi dal suo ufficio direzionale nella storica sede di Fagnano Olona, lambita per qualche centinaio di metri dal fiume Olona.

“La nostra … croce e delizia. Le sue acque sono indispensabili per la nostra attività, così come diventano un grosso problema quando il fiume si ingrossa ed esce dagli argini, il che è già successo con le conseguenze che si possono ben immaginare”.

“Agli inizi del ‘900 – prosegue Michele Tronconi –  mio nonno Gaspare, di ritorno da Berlino dove era andato a studiare chimica, rilevò l’azienda di suo padre, Attilio Paolo, e la registrò dapprima all’Ufficio Registri della Camera di Commercio di Milano e poi, nel 1937, a quello della Camera di Commercio di Varese. La Gaspare Tronconi divenne una società per azioni negli anni ’70. Mio padre Attilio è scomparso nel 2016 ed io e i miei fratelli andiamo avanti nel pieno rispetto della tradizione di famiglia. Io, Beppe ed Emilio, che si occupa dell’impiantistica, direttamente e chi indirettamente, come nostra sorella che è architetto e l’altro nostro fratello che esercita la professione legale”.

L’intero Gruppo impiega 50 persone e il fatturato consolidato oscilla fra gli 11 e i 12 milioni di euro all’anno.

La “parola d’ordine” in azienda è sostenibilità.

“Lavoriamo 45 milioni di metri di tessuti nell’arco dei dodici mesi e per ogni metro di tessuto utilizziamo 250 litri d’acqua. Ebbene – sostiene Beppe Tronconi – tutta quest’acqua noi la depuriamo, mediante procedimenti naturali a base di microrganismi, e la riversiamo nell’Olona. Gli investimenti finalizzati a qualificare la nostra produzione eco-sostenibile sono una costante da sempre”.

A riprova, l’ad della Beppetex Srl ci fa omaggio di una piccola bottiglia contenente acqua depurata “a prova di analisi!”, di una cartolina colorata raffigurante la sede aziendale e il fiume Olona che le scorre a fianco (“Vede l’acqua azzurra? Le giuro – afferma Beppe Tronconi – che è l’emblema veritiero del nostro impegno ecologico, del quale la depurazione delle acque è una delle logiche conseguenze. Sarà uno dei nostri assi nella manica alla prossima edizione della fiera internazionale Première Vision, a Parigi!”) e un adesivo ovale a sfondo giallo che riproduce un simpatico omino stilizzato (Beppetex) e super colorato: capelli verde smeraldo, mani rosso fuoco e piedi blu.

“Un’immagine pop che vuole infondere allegria e ottimismo. Fra gli ‘ingredienti’ ideali, se ci pensa, per favorire i consumi e quindi la voglia di acquistare il meglio del made in Italy!”, sottolinea sorridendo Beppe Tronconi.

State ridefinendo l’intera strategia aziendale, all’insegna della modernità (anche dal punto di vista della comunicazione) e della fiducia nel futuro?

“Certo. Per noi qualità e sostenibilità sono sinonimi. Una politica aziendale che costa parecchio e che tuttavia è indispensabile. D’altra parte – riprende Michele Tronconi –, tutto quello che vale veramente ha anche un costo. Crediamo nel ‘valore condiviso’. Siamo orgogliosi del nostro lavoro ed evitiamo le ‘esternalità negative’ salvaguardando al massimo l’ambiente. Noi lavoriamo per le grandi firme della moda e abbiamo flessibilizzato la nostra attività ad un punto tale da essere capaci di fornire lotti di prodotto piccoli, consegne veloci e qualità assoluta per la fascia medio-alta di mercato che serviamo. I nostri sono articoli cellulosici fatti di cotone e lino, più le cosiddette ‘mischie’: vale a dire accoppiate tipo cotone-lino, o cotone-lana, oppure ancora cotone-seta. Per raggiungere simili obiettivi investiamo mediamente ogni anno dai 300 ai 400.000 euro in ricerca e innovazione, con dei ‘picchi’ che superano di gran lunga la soglia media, tipo i 700.000 euro di investimenti del 2016”.

Investire per crescere e per non essere vittime della globalizzazione?

“Certo. Tenga conto che la Turchia è in assoluto il Paese che investe di più nel tessile-abbigliamento. La Turchia è … dietro l’angolo. A questo punto, al di là delle strategie imprenditoriali, è inevitabile parlare del sistema Paese Italia…”.

In che senso?

“Nel senso che fare impresa, in Italia, continua a essere … un’impresa! Per iniziare un’attività industriale si devono scontare tempi biblici. Si potrebbe fare molto di più, soprattutto in relazione allo straordinario bagaglio di conoscenze e di competenze che c’è nel nostro Paese. Peccato che il nostro sia un Paese viscoso!”.

Cosa ci vuole(vorrebbe) per renderlo più… fluido, più libero?

“Difficile rispondere. Sostanzialmente impossibile. Una risposta potrebbe essere questa: investire di più, anche a livello pubblico. Poi, però, ci si scontra con l’elevata corruzione sistemica e allora inevitabilmente l’investimento si devitalizza. La riforma più efficace è quella che si pratica con la gomma …”

Come, scusi?

“Sì, la gomma per cancellare! Occorre togliere, togliere parecchio. Invece, cosa accade? La classe politica si auto-legittima attraverso delle ‘riforme’ che consistono nell’emanazione di nuove leggi aventi lo scopo di eliminare quelle vecchie. Alla fine, il risultato finale è sempre lo stesso. Anzi, no, si determina un’ulteriore complicazione normativa. Pensi alla cosiddetta ‘riforma federale’ dello Stato. Qual è stato il risultato finale? Sovrapposizione/confusione fra leggi dello Stato e leggi delle Regioni che, a loro volta, hanno dovuto fare i conti con le leggi dell’Unione Europea. Lo sa che nel 2005 ho acquistato un impianto da un’azienda toscana che risultava ‘a norma’ per la regione Toscana, però non lo era per la regione Lombardia? Come è possibile intraprendere in un simile contesto? Altro che processo di devoluzione. Questo è un processo di involuzione! Il referendum abrogativo dello scorso anno avrebbe potuto migliorare qualcosa, peccato che sia finito com’è finito. Le cose vanno bene solo quando c’è un’autentica sinergia collaborativa fra pubblico e privato. E’ per questo motivo che la regione Emilia Romagna è quella che funziona meglio …”

Che ne dice del governo Gentiloni? Il piano Industria 4.0 (voluto dal ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda) ha risvegliato gli investimenti e il progetto decontributivo per favorire l’assunzione dei giovani ha ricevuto il plauso della Confindustria.

“Apprezzo molto il governo in carica. Mi dispiacerebbe una sua ‘chiusura’ anticipata. Stimo moltissimo il ministro Calenda che conosco personalmente (Michele Tronconi è stato presidente di Sistema Moda Italia e di Euratex e attualmente è consigliere della finanziaria Simest controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, ndr) e che considero un tecnico prestato alla politica capace di prendere le decisioni giuste e di saperle concretizzare”.

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