Lo scandalo è speculare sulla salute pubblica

Sono un bustocco anch’io e lungi da me voler difendere l’operato dell'Assessore Max Rogora. Tuttavia, meglio precisare quant'è accaduto al Pronto Soccorso...

Ospedale Busto Arsizio

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Sono un Bustocco anch’io e lungi da me voler difendere l’operato dell’Assessore (Giunta in Busto Arsizio) e residente legnanese, Max Rogora. Tuttavia, meglio precisare quant’è accaduto al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Busto Arsizio e la reazione di chi è “toccato” dall’evento.

Che il Consigliere Regionale, Giampiero Reguzzoni, leghista come Rogora, snoccioli cifre dettagliate sul Pronto Soccorso dell’Ospedale di Busto Arsizio è più che accettabile: 4.826 persone visitate dal 15 dicembre al 9 gennaio – 6% della Popolazione – media 185 persone al giorno – bimbi visitati 1.029 con 11 in codice giallo – adulti visitati 54 in codice rosso e 116 in codice giallo… gli altri, codice verde e bianco, ci sta.

Certo che ci sta. Il lavoro del Personale del Pronto Soccorso di Busto Arsizio è altamente professionale, anche se la struttura è stata definita “vecchia e che avrebbe dovuto andare bene 20 anni fa” ed è pure un lavoro logorante e massacrante.

Poi, Gianluca Castiglioni, Bustocco e medico e pure Consigliere comunale e capo di “Busto al centro“, all’Opposizione. Fa bene a difendere l’operato di medici e infermieri del Pronto Soccorso di Busto… ci mancherebbe altro. Viste le cifre sopra esposte, sarebbe inaudito, non farlo.

Che c’è – allora – da dire? Quello che in molti pensano e che in pochi hanno il coraggio di dire. L’abbiano noi, il coraggio! Un papà qualsiasi che si rivolge al Pronto Soccorso con la figlia che s’è spezzata un braccio, cosa avrebbe dovuto fare? Come avrebbe dovuto agire? Prendere la figlia e portarla in un altro Ospedale (Legnano, come ha fatto Rogora) e pretendere l’immediato intervento come avrebbe preteso Rogora al pronto Soccorso di Busto Arsizio? O attendere il proprio turno?

Lascio stare il campanilismo tra Busto Arsizio e Legnano (in ogni campo, s’intende), ma la “pretesa” di Rogora voleva significare: “Sono Rogora, sono un Assessore, mia figlia sta male, curatela“. Se insieme a Rogora e figlia si fosse presentato (che so), il Sindaco Emanuele Antonelli col figlio con braccio rotto, come si sarebbero dovuto comportare i lavoratori del Pronto Soccorso? E se fosse arrivato (che so), il Capo Lega, Matteo Salvini col figlio col braccio rotto, medici e infermieri gli avrebbero concesso il codice rosso? (o rossonero?). Per Balotelli (allora) il Milan prese appuntamento e pagò profumatamente lo spazio occupato.

Lascio stare l’esempio di Matteo Renzi al Pronto Soccorso e Busto Arsizio o quello (che so) di Laura Boldrini (esempi a caso) che sarebbe successo? Precedenza assoluta anche… senza il braccio rotto?

La morale è una: il Governo ha tagliato la spesa sulla Sanità di 700 milioni di Euro e un sesto di quel taglio di risorse ricade sulla Lombardia. Chi dirige l’Ospedale di Busto dice categoricamente “se ho i soldi posso assumere medici e infermieri e pagare loro (magari) gli straordinari, altrimenti no“. Questo è il vero scandalo: speculare sulla salute pubblica e (scandalo nello scandalo) sul Pronto Soccorso. Anche questo ragionamento non mi garba. Il Governo armonizzi i costi, poi parli di tagli. E che nessuno dei 945 abbia “figli col braccio rotto” da pretendere il… codice rosso o la via preferenziale, altrimenti li mando da… Rogora e insieme, invece di farsi curare a Busto Arsizio li mandiamo direttamente a Legnano.

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