AD AREA GIOVANI DI CASTELLANZA
“Lo sport come palestra di vita”. I campioni si raccontano

Il valore educativo dello sport attraverso la testimonianza di atleti che hanno ottenuto straordinari risultati, nell’incontro organizzato dall’associazione culturale di Castellanza

Silvia Bellezza

CASTELLANZA

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“La passione e l’amore per il mio sport, l’instancabile voglia di continuare, oltre qualsiasi pregiudizio è la forza motrice che mi ha fatto andare avanti”. La testimonianza di Daniele Cassioli, atleta non vedente, 22 titoli mondiali conquistati, considerato il più grande fuoriclasse dello sci nautico paralimpico, è uno degli esempi più belli ed importanti del valore educativo dello sport, emersi nella serata organizzata dall’associazione culturale Area Giovani di Castellanza, al Teatro di via Dante.

Attraverso i racconti di campioni olimpionici e atleti che hanno conquistato straordinari risultati si è cercato di far luce sul significato dello sport come palestra di vita. Alessio Gasparoli, presidente di Area Giovani, spiega: “L’idea di questa serata nasce dalla volontà di coinvolgere i giovani sull’importanza che lo sport ricopre nella crescita di ogni persona. Come affermato da Nelson Mandela: lo sport ha il potere di cambiare il mondo”. Ospiti, Caterina Cialfi, pallavolista della Futura Volley, Arianna Castiglioni, campionessa italiana di nuoto e detentrice del record italiano nei 50 metri rana, e Giorgio Rocca, sciatore e campione mondiale di slalom nel 2006.

Moderatore della serata, il giornalista Daniele Dallera, responsabile dello sport per il Corriere della Sera: “Quando sono venuti da me questi giovani in gamba a propormi l’invito per questa serata ho subito accettato, perché mi hanno motivato parlandomi dello sport dal versante giusto, quello di educazione e palestra – afferma – sarà interessante ascoltare storie di campioni sport e del pensiero”.

Don Alessio Albertini, responsabile ecclesiastico nazionale del Csi, che ha in famiglia un grande campione del calcio, Demetrio Albertini, sottolinea: “A parlare di valori  spesso c’è il rischio di perdersi perché lo sport è pratico, fatto di immagini ed emozioni però è altrettanto vero che la sua grandezza ci viene trasmessa attraverso tante parole sulla carta stampata. Ma dentro le parole ci sono le storie, sono quelle che sanno insegnare qualcosa sulla vita. La forza educativa dello sport tiene aggregati giovani e adulti. In un tempo in cui si fa di tutto per isolarsi, lo sport ti costringe a vivere l’amicizia e le relazioni, a rimetterti in gioco sottostando alle regole. Mettercela tutta per superare i propri limiti credo sia la vittoria più bella”.

Daniele Cassioli ha poi raccontato la sua esperienza: “Il pregiudizio nei miei confronti è diventato per me un forte stimolo, la mia vera mission era quella di far conoscere che pure chi non vede, può sciare e compiere imprese ancora più tecnicamente evolute. In questo periodo sto portando bambini non vedenti a sciare sull’acqua. Questa, per me, è la medaglia più bella”. Come evidenziato da Emanuele Arioli, psicologo dello sport, “è una palestra di vita per i ragazzi ma anche per gli adulti. L’emozione è la benzina per andare oltre, superare i limiti e per affrontare la fatica”.

Giorgio Rocca ha vinto una coppa del mondo di slalom e ha dato spettacolo ovunque ma nella sua carriera ci sono state anche sconfitte amare: “Sono molto fiero di essere stato al centro del mondo per cui ho vissuto una vita. Ho insegnato ai miei figli che vincere non è così semplice”. Arianna Castiglioni, giovane campionessa, racconta: “E’ sempre un’emozione ricordare le esperienze belle che ho vissuto, ho avuto diversi problemi fisici negli anni ma ci vuole tanta forza di volontà, pazienza e non bisogna mai scoraggiarsi”.

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