Convegno sull’inclusione scolastica di “Amici Team Down”
“Lo studente disabile è parte integrante della società”

L’associazione ha organizzato il convegno intitolato “Incluso me”, incentrato sulla delicata problematica dell’inclusione tra i banchi di scuola

CASTELLANZA

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L’inclusione è il contrario dell’esclusione.

Quest’ultima, però, al di là delle formule di circostanza e del pietismo ipocrita un tanto al chilo, sembra essere la cifra del nostro tempo.

Il “diverso” è visto con sospetto, con diffidenza e si tende ad escluderlo, appunto.

Ecco perché l’associazione “Amici Team Down”, che raggruppa le famiglie all’interno delle quali ci sono persone con la sindrome di Down, ha organizzato il convegno intitolato significativamente “Incluso me”, incentrato sulla delicata problematica dell’inclusione tra i banchi di scuola.

Cosa significa “includere” durante il periodo della formazione?

Quali sono le tecniche di insegnamento attraverso le quali è possibile passare dalle belle parole ai fatti concreti?

La sala convegni della biblioteca civica di Castellanza ha ospitato la giornata di studio ospitando un centinaio di partecipanti provenienti da tutta Italia.

Il convegno è stato introdotto dal sindaco della città Mirella Cerini che ha evidenziato come l’inclusione «lasci ancora aperte tante questioni da risolvere, in modo da fornire soluzioni calate nei bisogni di ciascuno». L’amministrazione comunale era rappresentata anche dall’assessore ai Servizi sociali Cristina Borroni – «se alle persone fragili si dà la possibilità di esprimere le proprie potenzialità, si scopre che sono una ricchezza» – e dalla consigliera delegata all’Istruzione, Rosangela Olgiati.

La presidente di “Amici Team Down”, Gianna Leo, dal canto suo, ha definito gli scopi alla base dell’iniziativa di studio e sensibilizzazione: «Far riflettere sul fatto che senza inclusione scolastica non c’è inclusione sociale e per i nostri figli vogliamo un futuro da cittadini attivi».

Il tema è stato esaminato attraverso l’illustrazione di esperienza di vita concrete – come quelle presentate da Elena Giovannoni della cooperativa “Elios”, responsabile del progetto “Pomeriggia” all’oratorio castellanzese San Giuseppe, e da Manuela Garbini, presidente della cooperativa sociale “Il Villaggio in Città” di Busto Arsizio – ma anche mediante un reading teatrale e musicale con Carlo Scataglini, insegnante di sostegno che ha raccontato la sua esperienza accompagnato dai musicisti Davide Granato e Francesco Rapinesi.

Evelina Chiocca, del Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi e Flavio Fogarolo, formatore e già referente per l’integrazione scolastica dell’Ufficio scolastico provinciale di Vicenza, hanno parlato della legislazione in merito al tema dell’inclusione scolastica, mentre Luigi Macchi, responsabile dell’inclusione scolastica presso l’Ufficio scolastico territoriale di Varese, ha fatto una panoramica della situazione a livello locale.

Il fil rouge  dell’intera giornata è riassumibile in queste parole: «fare inclusione significa considerare lo studente disabile non semplicemente come qualcuno da assistere, ma come una parte integrante della società, con un suo progetto di vita», secondo Giancarlo Onger, presidente bresciano del Coordinamento nazionale degli insegnanti specializzati.

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