Da San Siro (Milano) a Roma
L’oligopolio della forza illegittima

Curva di San Siro, quella “presidiata” dagli ultras dell’Inter, prima partita di campionato (Inter vs Fiorentina), una famiglia occupa i propri posti e il padre chiede ad uno dei tifosi della Beneamata di abbassare la bandiera così da poter vedere il campo di gioco...

Luciano Landoni

Busto Arsizio

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Curva di San Siro, quella “presidiata” dagli ultras dell’Inter, prima partita di campionato (Inter vs Fiorentina), una famiglia occupa i propri posti e il padre chiede ad uno dei tifosi della Beneamata di abbassare la bandiera così da poter vedere il campo di gioco.

Richiesta del tutto legittima, dato che si va allo stadio per  v e d e r e la partita e non soltanto le coreografie sugli spalti del medesimo.

Invece, no! L’ultras la prende male e insulta il padre di famiglia che reagisce a sua volta.

Non l’avesse mai fatto: peggio di una dichiarazione di guerra, l’energumeno gli si avventa contro e gli rifila una raffica micidiale di cazzotti. La moglie urla e chiede aiuto, i figli sono ovviamente terrorizzati.

Intervengono, finalmente, gli addetti alla sicurezza che bloccano l’aggressore (che sarà poi sanzionato con il cosiddetto Daspo, vale a dire la proibizione di frequentare lo stadio).

Scene di ordinaria e folle violenza all’interno dello stadio.

Però, dico io, quella famiglia dove vive? Proprio in curva si doveva mettere? Si sa che quello è il ‘territorio’ della tifoseria più scatenata …”, commento finale della vicenda. Vox populi, vox dei!

 

Cambiamo scenario. Piazza Indipendenza, Roma.

La polizia effettua lo sgombero di qualche centinaio di rifugiati provenienti dall’Africa che avevano “occupato” la piazza, dopo essere stati sloggiati dagli appartamenti di un palazzo nei quali vivevano abusivamente da 4 anni (4 anni!).

L’operazione di sgombero provoca tafferugli e le forze dell’ordine, fatte oggetto del lancio di bombole a gas da parte dei rifugiati (che avevano rifiutato la proposta del comune di Roma di alloggiare altrove), reagiscono ruvidamente e, in qualche caso, malmenano gli occupanti la piazza.

Anche in questo caso, scene di ordinaria violenza urbana.

Non si possono trattare così dei poveri rifugiati! Siamo diventati uno Stato razzista, violento e incapace di accogliere i bisognosi …”, commento molto diffuso sui media.

Vox populi, vox dei!

I due fatti, in apparenza, non hanno nulla in comune.

Diversi i contesti, diversi i protagonisti, diversissime le ragioni che ne hanno determinato i comportamenti.

Eppure, a ben vedere, c’è un minimo comun denominatore che lega la prima vicenda con la seconda.

Qual è? Il progressivo venire meno degli spazi di legalità e, per converso, il sempre maggior allargamento di quelli di illegalità.

Insomma, vi sono “aree” nel nostro Paese al cui interno le regole del cosiddetto Stato di diritto semplicemente non esistono (quasi)più, dato che vengono sostituite da altre “regole”, che chiameremo “regole extraterritoriali” (tipiche delle “zone franche”), in base alle quali il “monopolio della forza legittima” (copyright Max Weber) – caratteristica saliente dello Stato di diritto – si frantuma in una specie di “oligopolio della forza illegittima” (ma assolutamente effettiva e pericolosamente penalizzante, la “forza illegittima”, per i cittadini che pagano le tasse e vorrebbero – il condizionale è purtroppo d’obbligo! – veder garantita la propria incolumità, almeno quella).

Intendiamoci, nulla di nuovo sotto il sole.

E’ da tempo immemorabile che, in Italia, lo Stato ha abdicato in gran parte del territorio nazionale alla protervia del non-Stato (mafia, camorra, ‘ndrangheta), tuttavia in questi ultimi anni il progressivo duplice venir meno del “senso civico” e della stessa “educazione civica” ha poderosamente ampliato le “aree extraterritoriali”.

Non solo. Si è anche ingigantita l’indifferenza giustificativa dei più.

Un combinato (in)disposto in virtù del quale la convivenza civile diventa sempre più difficile e quella incivile, viceversa, cresce progressivamente e rende sempre più diffusa la convinzione/accettazione che tutti possano fare ciò che vogliono dove e quando vogliono.

Coraggio, inutile disperare: la situazione peggiorerà ulteriormente!

La situazione, in Italia, oltre ad essere grave, comincia a diventare molto seria (versione riveduta e aggiornata della massima di Ennio Flaiano).

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