Nella Busto di un tempo che fu
L’osteria e la morra

A volte in redazione arrivano domande di “spiegazione” sull’etimologia di una parola. Una di queste parole è “brusògiu”...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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A volte in redazione arrivano domande di “spiegazione” sull’etimologia di una parola. Una di queste parole è “brusògiu” che ha una provenienza ligure e che fa parte del nostro vocabolario e che (come spesso accade) vuol significare più… significati.

Nella fattispecie, “brusògiu” è bruciore di stomaco. Come si evince dalla succinta risposta. Il bruciore di stomaco è quanto di più fastidioso ci possa essere; peggiore “dùl mà da cò” (mal di testa, emicrania) o di un fastidio di poco conto. Il bruciore di stomaco, col suo fastidio e la sua riluttanza, fa subito pensare a chi è nocivo; a chi supera ogni limite di considerazione e di indignazione.

Dire quindi a una persona “t’è se’n brusògio” vuol proprio dire “sei antipatico oltre ogni dire”, intollerabile, estremo caso di non sopportazione. Provate a immaginare le due scene: quella di una persona col bruciore allo stomaco e quella dell’antipatico a oltranza. Col “brusògiu” si quantificano le due situazioni analoghe.

Un’altra spiegazione richiesta, riguarda l’Osteria “dùl bùs del cù“. La traduzione è pleonastica. Il suddetto luogo di ritrovo, come dice la parola iniziale è (era) il sottotitolo dell’Osteria del Cacciatore. Anche qui è facile capire chi erano gli habituè. Mescita di vino e nulla più, per una bicchierata in compagnia.

Durante le discussioni dell’attività venatoria, c’era pure lo spazio per una partita a carte, ma pure per tante partite a MORRA. Per chi avesse dimenticato le regole del gioco, diciamo subito che la MORRA era ed è un gioco d’azzardo, quindi proibito per Legge. Tuttavia, la MORRA si giocava lo stesso… fino a quando non si aveva la “visita” delle Forze dell’Ordine.

C’era un tavolo senza nulla sopra e intorno al tavolo c’erano i “contendenti” (due) con una cerchia di amici e di “testimoni” con gli occhi puntati sulle mani dei giocatori. Regola? quella di dichiarare la somma delle dita palesemente messe in bella mostra. Per dirla in parole spicciole: vinceva chi (ad esempio) dichiarava DUE e metteva in mostra UN dito della propria mano, sperando che l’avversario avesse fatto altrettanto. Quindi, UNO + UNO faceva DUE e vinceva chi avesse dichiarato il DUE. In caso di dichiarazione uguale, nessuno prendeva il punto e si andava avanti. Chiaro che, uno poteva dichiarare QUATTRO e giocare TRE dita e sperare che l’antagonista mettesse UNO. Si andava al tre o al cinque partite vinte.

Si poteva pure dire TUTA e ovviamente mettere la mano intera. Vinceva chi diceva TUTA (che non à la tuta da jogging ma voleva dire TUTTA o INTERA) sperando che la mano intera la giocasse l’altro giocatore.

E siamo alla spiegazione del significato dell’Osteria del bùs dèl cù che è di una spiegazione disarmante, ovvia, segno della pragmatismo dei Bustocchi. La MORRA si giocava in piedi. Erano i contendenti a volerla giocare in piedi. Da seduti, i movimenti del braccio diventavano goffi e non si poteva mettere nel gioco sia l’ardore della voce sia la velocità dei movimenti.

Chi passava all’esterno dell’Osteria che vedeva? Semplice: sederi in esposizione con le schiene chine sopra il tavolo. E a un certo punto… sedere oggi…sedere domani, si apostrofò l’Osteria con un nomignolo (e non spregiativo) per taluni simpatico, per altri volgare, per altri ancora storico.

Tale osteria era situata a Sacconago, proprio in prossimità di via Magenta e per tanti anni rimase attiva.

Per onor del vero, la MORRA venne proibita non solo per essere un gioco d’azzardo (la posta in gioco era in denaro, ma c’era chi giocava per un bicchier di vino), ma pure perché, anche con la presenza dei testimoni c’era sempre chi aveva a ridire e a “giurare” che quel che aveva fatto era giusto, senza aver barato. Per dire che talvolta accorrevano i carabinieri, non per un sopralluogo qualsiasi, ma per mettere le manette a qualcuno che estraeva il coltello e pretendeva di aver ragione. Tranquilli, non c’è più l’Osteria e la MORRA non si gioca più (salvo smentite).

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