A COMUNITÀ GIOVANILE SI AFFRONTA IL PROBLEMA DEL GIOCO D'AZZARDO
Ludopatia, dati sconcertanti: “Una piaga da arginare”

Nella sede di vicolo Carpi si è parlato del fenomeno, sempre in aumento, con il dott. Giovanni Grieco, psichiatra e psicoterapeuta, Giorgio Rizzitano, responsabile di Grimes Italia, Matteo Sabba (Busto Grande) e William Pili (Casapound Italia Basso Varesotto)

Silvia Bellezza

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I numeri sono in aumento.  Il fatturato ufficiale del gioco d’azzardo, in Italia, nel 2017, è stato pari a 105 miliardi di euro. Il 60 per cento degli italiani, almeno una volta all’anno, gioca e circa 800/900 mila persone sono affette da un grave problema di ludopatia.
I dati ufficiali sono stati presentati giovedì nella serata organizzata da Comunità Giovanile, nella sede di vicolo Carpi. Si è parlato di come tentare di arginare questo fenomeno in aumento, con il dottor Giovanni Grieco, psichiatra e psicoterapeuta, Giorgio Rizzitano, responsabile di Grimes Italia, Matteo Sabba (Busto Grande) e William Pili (Casapound Italia Basso Varesotto).

“Siamo nel campo delle dipendenze senza sostanza, il problema è sempre esistito ma oggi l’offerta è molto più ampia – ha spiegato Grieco – Anche un gioco apparentemente innocuo come il gratta e vinci non è casuale; in realtà è stato studiato accuratamente, a servizio della mala cupidigia, dell’interesse del capitale”.
Un ruolo importante  per contrastare la diffusione del fenomeno è svolta da Grimes, Gruppo Intervento di Medicina Sociale: “Il primo passo è informare – afferma Rizzitano – l’Italia ha una delle più grandi reti di servizi per arginare il fenomeno ma quasi la metà delle persone a rischio di sviluppare ludopatie non è in grado di accedervi perché manca un ponte. Lo scorso anno, Grimes Italia ha introdotto un percorso di conferenze a Voghera, considerata la capitale europea del gioco d’azzardo. Stiamo facendo medicina sociale, per informare le persone dei rischi che corrono e aiutarle a difendersi”.

All’aumento delle dipendenze bisogna rispondere non soltanto con azioni di prevenzione e di promozione della salute, ma intervenendo sul gioco legale, sottolineano gli esponenti politici presenti: “Il Comune di Busto ha già fatto qualcosa in merito, istituendo sportelli informativi – sottolinea Sabba – ma la politica ha il compito di portare proposte concrete e prendere decisioni, un’amministrazione deve cercare in tutti i modi di difendere il cittadino e impedire il proliferare di queste attività con tasse e controlli continui. Il rischio di far perdere dei posti di lavoro nelle sale slot non è paragonabile a fronte dell’enorme disagio sociale provocato da questo fenomeno. Bisogna porre un freno ai luoghi fisici dove si gioca d’azzardo”.

Il Comune di Busto aderisce al progetto Gap 2.0  contro il gioco d’azzardo patologico “ma occorre fare di più”, evidenzia  Pili: “Sono stati mappati 98 luoghi che offrono questo tipo di devianza che rovina le famiglie. Il Comune deve non solo determinare i luoghi sensibili ma deve anche dare limitazioni temporali alla loro apertura, soprattutto in determinate fasce orarie. È una strada che va percorsa in sinergia collaborando tra Comuni”.

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