In tempo di mugugni e denunce
L’ufficio del buon senso

Forse bisognerebbe aprire l'Ufficio del Buon Senso, con lo spazzino in giro a raccattare la sporcizia impunemente gettata dai finestrini delle automobili in transito, a tenere conto dei “consigli gratuiti” di Alfredo Solbiati, a segnalare quel che avviene sotto casa...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Tempo di denunce e di mugugni. La cronaca ne è ricca. Non solo da noi, ma il “fenomeno” si manifesta in ogni luogo. Stiamo da noi, dunque. Parliamone. Anche per non arrivare all’irreparabile. A Solbiate Olona hanno rubato bibite e ne hanno fatto una ragione di vanto. “Bere gratis” con tanto di selfie è solo porcheria e non si capisce come la mentalità contorta di questi “ragazzini” possa far fronte all’intelligenza.

Buono (ma non basta) il comportamento del Presidente della Ciclistica, Andrea Rigolin, a denunciare “solo” alle rispettive famiglie la bravata dei loro pargoli. Il “non basta” è riferito al “non pentimento” dei ragazzi che avrebbero dovuto capire la lezione e (magari) provvedere con la “paghetta” a risarcire il danno.

Intanto qua e là per la Valle gironzolano i soliti lestofanti per il raggiro delle persone anziane. Valgono poco i moniti a non aprire agli estranei o a “far gente” e non per colpa di chi subisce il raggiro. Si tratta di mentalità differenti fra generazioni. Una volta si lasciavano aperti gli usci senza paura; oggi non bastano le inferriate per tenere a bada i ladroni che si presentano con le belle maniere, ma che nascondono dietro il bon ton la vigliaccheria del raggiro. Si ponga rimedio. Magari con una “lezioncina” in loco. Poi si avvisino le Forze dell’Ordine.

Intanto, a Busto Arsizio dilaga “Ul Pineta”. Siamo a conoscenza delle sue legittime denunce e della sua voglia di “veder pulita” l’intera città. Il vicesindaco Stefano Ferrario gli fa eco asserendo che “la città è vasta e non è possibile arrivare dappertutto“. Tutto vero, tuttavia “occorre buon senso” ribatte Alfredo Solbiati e qui gli diamo piena ragione. A volte, il “buon senso” non c’è e, come dice il Consigliere comunale, Livio Pinciroli è importante utilizzare meno burocrazia e avere più attenzione (e non lauree) tra lo “svuotare i cestini e strappare le erbacce“.

C’è poi l’annoso (quasi ancestrale) problema degli orologi inservibili sparsi nei luoghi strategici della città. Fanno brutta mostra di sé e vedere che il tempo non passa, non è certo uno spettacolo… decoroso.

D’accordo che di soldi nelle casse del Comune ce ne sono sempre pochi, ma a volte “ragionare di pancia” è sinonimo di interventi utili e sostanziosi, per far vedere che l’Amministrazione c’è, è vigile e opera. Tanto che, per le scritte del sottopassaggio occorre “pizzicare” uno o due degli sporcaccioni imbrattatori e dar loro il merito di pagare una salatissima multa oltre al ripristino della tinteggiatura.

Sui servizi pubblici messi a posto “a singhiozzo” non si può pretendere troppo. Come è avvenuto per i bagni della Stazione Centrale o per quelli del Cimitero. Certo che, di sporcaccioni non si può perire e (altra frase del vice Sindaco Ferrario) “se le strade sono imbrattate vuol dire che qualcuno le imbratta” e non si può dargli torto. E qui sovviene una famosa frase dell’ex Ministra della Salute, Livia Turco che sentenziò  “se c’è il corrotto vuol dire che c’è il corruttore” due anime della stessa “violenza” sempre a danno della Comunità.

Per tornare a casa nostra – diciamolo – di cose da fare ce ne sono tantissime, ma quel che manca purtroppo è la certezza della pena. Solo con le Ausiliarie del Traffico “si fa cassa” mentre per il resto, il Comune non bada troppo. Si cominci a multare chi scorrazza coi cani e non pulisce; chi ruba al Cimitero le suppellettili e i fiori, chi non mantiene il decoro dei propri marciapiedi e il Comune stesso che lascia l’albero morto in giro o non tura le buche lungo le strade.

Forse bisognerebbe aprire l’Ufficio del Buon Senso, con lo spazzino in giro (oggi si dice Operatore Ecologico) a raccattare la sporcizia impunemente gettata dai finestrini delle automobili in transito, a tenere conto dei “consigli gratuiti” di Alfredo Solbiati, a segnalare quel che avviene sotto casa e magari intervenire quando si riscontrano anomalie su chi suona il campanello e non lo si conosce. Però, alla base di ogni denuncia e di ogni mugugno è necessario dire a se stessi: io sono a posto? E se la risposta è “Sì”, passare alla fase della denuncia e solo in ultima analisi a quella della protesta. L’Ufficio del Buon Senso, provvede!

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