Angiulèn Turconi ed il Valentino Nazionale
L’ultimo Pro Patria-“Grande Torino”

Il 9 gennaio 1949 è di scena al Comunale di Busto il Torino, capoclassifica, come nei quattro campionati precedenti...

Giorgio Giacomelli

BUSTO ARSIZIO

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Il 9 gennaio 1949 è di scena al Comunale di Busto il Torino, capoclassifica, come nei quattro campionati precedenti. Nel giro di tre giorni la Pro Patria affronta sul suo campo la prima e la seconda della classe: mette meritevolmente sotto il pragmatico Genoa 2 a 1, perde contro il Torino 1 a 0, abbagliata dalla forza espressa sul campo dall’indomabile complesso granata, sapientemente condotto dal fuoriclasse Valentino Mazzola. Senza alcun pregiudizio per la Giustizia Sportiva, il pari calzava bene per entrambe. La Pro non disponeva delle bordate di Menti, della scaltra destrezza del magiaro Subert, lesto a buggerare, calcisticamente, il pur bravo Guido Visco. A centrocampo si guardavano a vista Angiulèn Turconi ed il Valentino Nazionale. Mazzola nicchiava, sbirciava la possanza, il tiro dell’amico interno destro bustese, sorrideva. A fine gara gli sussurrò “allora sei dei nostri per il Portogallo… prepara la valigia”.

Angiulèn fermo ribatté: “Mai più su di un aereo”.

La sciagura del 4 maggio 1949 inondò di lacrime il mondo intero. Ci ho messo anche del mio, eccome. Giocavano a memoria, si smarcavano, correvano senza palla, ci hanno avvinti al gioco più bello del mondo. Angiulèn quando rammentava, piangeva come un bambino. Era di scorza dura, leale, parsimonioso, da prender ad esempio non solo come calciatore. La maglia azzurra alle Olimpiadi gli è andata stretta, meritava molto di più. La Pro Patria non aveva Santi in Paradiso nemmeno plenipotenziari nelle alte sfere di governo: Kubala docet.

Entro allo Speroni attendo il “Geni”, il “Cischen”. Ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, scambiamo due parole. Poi ognuno al proprio posta: il “Geni” dal 1935, il  Cischen” dal 1936, il “Giorgio” dal 1940.

FORZA PRO PATRIA.

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