IL BILANCIO DEL PARTITO DEMOCRATICO
“Maggioranza arrogante e priva di programmazione”

Il gruppo di opposizione elenca le lacune del centrodestra, forte del lavoro prodotto nei primi 18 mesi di consiliatura

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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35 interrogazioni, 15 mozioni e una delibera. La conferenza stampa-fiume con cui il Partito Democratico ha tracciato un bilancio dei primi 18 mesi di consiliatura si apre con i numeri. Numeri che dimostrano, secondo il segretario Maurizio Artusa, che “il mandato elettorale è stato ampiamente rispettato. Siamo il primo gruppo consiliare per dinamismo e vivacità, grazie alla competenza e alle qualità umane dei nostri quattro eletti, che lavorano sempre con impegno e con un rispetto per la controparte che spesso, purtroppo, non risulta reciproco”.

Un concetto che tornerà più volte negli interventi dei quattro consiglieri: il presidente dell’assise Valerio Mariani, Massimo Brugnone, Cinzia Berutti che, a partire dalla prossima assemblea, lascerà l’incarico di capogruppo a Valentina Verga.
“La nostra non è solo un’azione critica – sottolinea Mariani – ma anche propositiva. Auspichiamo che la maggioranza abbandoni l’arroganza e punti sul confronto e sul rispetto dei ruoli”. Il presidente del consiglio comunale imputa all’amministrazione una mancanza di programmazione. Le critiche riguardano in particolare Pgt e Area delle Nord (“Non si capisce dove vogliano arrivare”); partecipate (“L’iniziativa di Agesp Strumentale viene liquidata senza che abbia portato nulla al Comune, il bando del gas è fermo e su Accam manca chiarezza”). Tema delicato è anche quello del servizio idrico: “Serve responsabilità. Facendo la guerra agli altri Comuni, Busto rischia di uscire con le ossa rotte”.

La mancanza di una visione strategica viene sottolineata anche da Brugnone, che fa notare come molti degli interventi attuati dall’amministrazione si rifacciano al programma o alle proposte del Pd. È il caso della carta d’identità elettronica, del bike sharing libero, dell’app per i parcheggi, della velostazione alle Nord. “E molto si potrebbe ancora fare, anche in fatto di cultura. Busto potrebbe essere ancora più attrattiva e dovrebbe integrare le proprie eccellenze con quelle dei territori limitrofi. Invece non si muove nulla, nemmeno a proposito dell’ampliamento degli orari della biblioteca”. E pure sulla viabilità “prima si prendono le decisioni e soltanto dopo si studiano i numeri. Il metodo è sbagliato”.

Berutti elenca una serie di mancanze, dalla rimozione dell’eternit alla manutenzione dei parchi. A proposito di sport, “abbiamo diverse strutture che non riusciamo a valorizzare o mettere in rete. Il futuro del palaghiaccio non è definito, sulla Manara pende il caso fideiussione e le società sportive attendono ancora un regolamento sui contributi”. In fatto di sociale, il Pd rivendica di aver contribuito a riportare le concessioni cimiteriali da 90 a 30 anni. La proposta sullo Sprar per i profughi, invece, è stata bocciata: “Eppure avrebbe permesso di non avere grandi centri, ma ambienti più piccoli monitorati e gestibili”.

Sulle scuole “il caso delle educatrici da noi portato in consiglio è la punta dell’iceberg dell’ampio problema del personale – osserva Verga – Dopo aver chiuso il Poggi, vorremmo sapere qual è la politica sui nidi comunali. E sull’edilizia scolastica non si capisce perché Busto non partecipi o non vinca mai i bandi”. Anche la nuova capogruppo snocciola tanti casi incompiuti: “Burattana, Conventino, Borri, zona industriale. Sull’ospedale unico c’è un silenzio assordante, non fosse per gli incontri pubblici da noi organizzati”.

Nell’elenco c’è anche il sottopasso di Sant’Anna. “Il consigliere regionale Alessandro Alfieri – rivela Brugnone – ha presentato un emendamento al bilancio regionale per stanziare 2,8 milioni per questo progetto e altri 2,5 per Conventino ed ex carcere”.
“Vedremo – chiosa Mariani – se queste proposte verranno votate dalla stessa maggioranza che sostiene il sindaco”.

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