A 73 ANNI DALLA BOMBA ATOMICA
“Mai più Hiroshima”, la commemorazione al Tempio Civico

JCI ricorda le vittime degli ordigni nucleari esplosi il 6 agosto 1945 a Hiroshima e tre giorni dopo a Nagasaki. Tradizionale cerimonia di preghiera e riflessione

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Per il decimo anno consecutivo, un rintocco di campana, alle 10 in punto, ha scandito l’inizio della breve ma significativa cerimonia al Tempio Civico, centro di educazione permanente alla pace, in cui sono state ricordate le vittime di Hiroshima e Nagasaki.

Il Comitato Amici del Tempio Civico di Sant’Anna e la sezione provinciale di Varese di JCI (Junior Chamber International), in collaborazione con l’amministrazione comunale, si sono riuniti in un momento di riflessione e di preghiera in memoria di quel tragico 6 agosto 1945 in cui persero la vita decine di migliaia di persone, mentre altrettante hanno sofferto per le radiazioni e i loro effetti, durati anni.

Alla cerimonia è intervenuto l’assessore all’Educazione Gigi Farioli, che già da sindaco aveva sostenuto l’iniziativa: è infatti dal 2009 che Busto Arsizio, tre le prime città in Italia, celebra tutti gli anni il ricordo delle stragi atomiche giapponesi.

“Con particolare senso di responsabilità, facciamo memoria insieme – ha sottolineato Farioli –  è fondamentale commemorare per riflettere, meditare ed educare,  le nuove generazioni devono ricordare che le armi nucleari e le nuove tecnologie, sempre al centro del dibattito politico,  possono sterminare i fragili equilibri internazionali. Non sarò mai sufficientemente grato a JCI per questa cerimonia – ha aggiunto – che non è mai una rituale forma di commemorazione e ci ha stimolato a diventare sindaci per la pace”.

Il presidente nazionale di JCI Roberto Felli ha evidenziato quanto sia importante non dimenticare il dolore del passato per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro, ricordando una nota frase di Albert Einstein: “Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre”.

Presente anche Sergio Ferrario, presidente bustocco dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra. La cerimonia si è conclusa con la lettura della preghiera della pace, recitata da Papa Giovanni Paolo II a Hiroshima.

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