Mai star fermi

C'è un bel dire e un bel fare. A Busto Arsizio si usa così. Mai star fermi. Nemmeno a considerare le frasi più... demenziali

Gianluigi Marcora

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C’è un bel dire e un bel fare. A Busto Arsizio si usa così. Mai star fermi. Nemmeno a considerare le frasi più ….demenziali. Eccone una: “te stè chi non da sumenza” che letteralmente fa “non resti qui quale semenza o semente” quasi fosse un prototipo o l’origine per una nuova pianta. Si diceva così, quando ci si lamentava per il tempo che passa e per l’età che avanza. C’era chi non moriva mai, neanche…. ad ammazzarlo ….i cocciuti, gli esagerati, gli esagitati…coloro che si ritenevano onniscienti; quelli che pensano di conoscere ogni cosa.

Un po’ per burla…un po’ per non morire, ecco la “semente”. Di questi tempi, poi, col calo delle nascite, la “semente” va tutelata; il rischio dell’estinzione della “razza Bustocca” è in agguato.

Poi ci sono le difficoltà economiche, il trambusto del vivere, le necessità impellenti e future che si devono mettere in conto. Tuttavia, andiamo oltre.

Per dire delle svariate emergenze: case a prezzi contenuti, viabilità da rivedere, Ospedale col Pronto Soccorso in ambasce, medici che scappano, posti di lavoro precari. E’ sul Pronto Soccorso del nostro Nosocomio che “puntiamo il dito“. Da commentatori, s’intende. Non certo da esperti.

A sentire chi ne sa parecchio sul tema, basta un piccolo accorgimento per dare dignità al Pronto Soccorso: non accettare ricoveri da “codice bianco“: che contempla le specialità riservate al medico di base che un tempo di chiamava medico condotto. Troppa gente oggi  va dritta al Pronto Soccorso invece di consultare il proprio medico di base. Che, al minimo intoppo “invita” il proprio paziente a recarsi al Pronto Soccorso.

L’accorgimento “banale” per la Sanità Pubblica è quello di far pagare un ticket a chi è riconosciuto “abile” per recarsi dal proprio medico. Troppo facile farsi diagnosticare un mal di pancia o un mal di denti che magari abbisognano di ulteriori verifiche che il medico di base conosce per il suo paziente “a vista d’occhi”, e che la struttura pubblica non conosce.

Il ticket funziona da deterrente per chi va al Pronto Soccorso per un malanno semplice o per …stitichezza.  Non è che la nostra “diagnosi” sia campata in aria. Ce l’ha suggerita un luminare che preferisce rimanere anonimo, ma che la sa lunga di come funzionano i Pronto Soccorso.

Cambiamo decisamente argomento. Tuffiamoci nella Cultura. Ottima l’iniziativa di donare ad ogni nato, da parte del Comune, attraverso la Biblioteca, il primo libro della sua vita. Molti Lettori ricorderanno l’iniziativa di due Assessori del Comune di Busto Arsizio che sperimentarono con successo il “bel gesto“. Ne parliamo. L’argomento ci coinvolge …e ci coinvolse allora. Fu l’avv. Mario Crespi, Assessore alla Cultura della Giunta-Farioli a “inventare” la strategia. Lesse il nostro libro dal titolo “Veronica e il nonno” (2004) ed estrapolò la Fiaba in esso pubblicata.

La chiamammo “Tepy” per via del nomignolo che la mia nipotina Veronica affibbiò al “coniglietto Tippy” che nel 2004 andava per la maggiore. Veronica chiamava il coniglietto “Tepy” e ancora oggi quel simpatico peluche “vive” fra le sue cose più care. Dopo gli opportuni permessi, il Sindaco Gigi Farioli e l’Assessore Mario Crespi, decisero di donare a tutti i bimbi della Scuola dell’Infanzia – ai ragazzi delle Scuole Elementari e a quelli delle Scuole Medie di secondo grado, la fiaba Tepy. Con un consiglio o un avvertimento o …un’implorazione dedicata agli adulti: genitori, nonni leggete insieme ai vostri pargoli, la fiaba ….porta qualcosa di buono a entrambi. E circa 10.000 (diecimila) bambini ebbero da parte del Comune la fiaba Tepy.

Non è finita. Anche la Giunta Antonelli ha fatto altrettanto, con l’allora Assessore alla Cultura, Paola Magugliani e altri 10.000 (diecimila) bambini ebbero la fiaba Tepy. Quanto orgoglio per me che l’ho scritta; quanto orgoglio sapere di essere andato “sotto gli occhi” di 20.000 bambini e dei loro genitori e nonni. Ora la Biblioteca comunale regala un libro ai neonati. Lodevole iniziativa: beh, ci metto un’altra volta la mia fiaba Tepy per ….dare una mano all’educazione di altri 10.000 bambini e dei rispettivi congiunti. Del resto, anche una Funzionaria del Ministero della Pubblica Istruzione, dottoressa Adriana Battaglia ha ritenuto “Tepy” PEDAGOGICA …” PEDAGOGIA: disciplina che si occupa dei problemi relativi all’educazione e in particolare dei fini del processo educativo e dei modi più atti a conseguirli“. Grazie Tepy.

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