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“Siamo manager della fiducia”

“Lavoriamo sulle emozioni delle persone”. Ci dice proprio così Fabrizio Formaini Marioni, classe 1966, responsabile dell’Agenzia Allianz Zappellini di Busto Arsizio

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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“Lavoriamo sulle emozioni delle persone”.

Ci dice proprio così Fabrizio Formaini Marioni, classe 1966, responsabile dell’Agenzia Allianz Zappellini di Busto Arsizio.

Un modo indubbiamente inusuale per presentare se stesso e la propria mission professionale.

“Non ne trovo uno migliore. Anche perché – aggiunge – quando si ha modo di interloquire con le persone provenienti da ogni ceto sociale e dalle più svariate esperienze lavorative si deve innanzi tutto essere capaci di ascoltare e cogliere le specificità di ciascuna per poi proporre una soluzione assicurativa personalizzata”.

Insomma, una sorta di confessore laico che prima ascolta e poi fornisce un’indicazione necessariamente unica nel suo genere?

“Esattamente. Viviamo un periodo carico di incertezze e anche di paure e la mia funzione professionale mi carica di tante responsabilità”.

In che senso?

“E’ fondamentale far capire quanto sia importante da parte nostra accollarsi parte del rischio che grava sulle spalle del cliente, sia esso una persona oppure un’azienda. Non c’è una diffusa educazione finanziaria ed amministrativa che possa aiutare in questo senso. Ecco perché, lo ripeto, è cruciale ascoltare per poi confezionare un abito su misura. Le soluzioni standardizzate non sono delle … soluzioni”.

Fabrizio Formaini Marioni ha ricevuto il testimone di responsabile d’agenzia dalle mani di Mauro Colombo nel marzo 2018 e ha iniziato la carriera nel 1986.

“Gestire il futuro significa dare fiducia ai giovani e farsi da parte al momento giusto per dare loro strada”, sottolinea lo stesso Mauro Colombo.

“Ringrazio Mauro per l’appellativo giovane. Ho respirato l’aria dell’assicurazione – precisa Fabrizio Formaini Marioni – quando ero giovane nel pieno senso del termine: a vent’anni. Mio padre era assicuratore. Poi, ho conosciuto la mia futura moglie nativa di Crema e mi sono trasferito in quella città. Lì, ho ripreso l’attività ricominciando come semplice collaboratore. Nel 2000 sono tornato a Busto Arsizio”.

Adesso Fabrizio Formaini Marioni lavora per una delle principali compagnie d’assicurazione del mondo e l’agenzia che dirige impiega una decina di collaboratori.

La sua professione le consente di misurare, se così si può dire, gli umori del contesto sociale circostante; da questo punto di vista, qual è il sentiment predominante?

“Direi la convinzione che, comunque vada, ci penserà qualcuno, ossia lo Stato. E’ una convinzione trasversale che riguarda giovani e meno giovani. Una specie di fatalismo esistenziale che non tiene conto della realtà dei fatti”.

Vale a dire?

“Dobbiamo renderci conto che il cosiddetto welfare state è sempre più povero, avendo sempre meno risorse a disposizione. Il nostro futuro, quindi, ce lo dobbiamo costruire noi. Non tenere conto di questo dato di fatto, significa poggiare il proprio domani su basi d’argilla. Penso, ad esempio, al progressivo invecchiamento della popolazione e al rischio conseguente di un’incapacità di provvedere autonomamente a se stessi. Penso anche alla questione pensioni. Il nostro intervento tende ad evitare che la componente affettiva riceva ulteriori colpi a causa dei problemi di natura economica. In altre parole: non vogliamo aggiungere dolore al dolore”.

Allianz ha effettuato delle analisi socio-economiche in merito al futuro del welfare, in Italia?

“Certo. Dai nostri studi risulta che il popolo italiano è fra i più longevi in assoluto ed è anche fra quelli che si ammalano di più. Ne deriva che la copertura assicurativa relativamente alla perdita dell’autosufficienza riveste un’importanza particolare, soprattutto in relazione al fatto che le risorse del welfare state, come abbiamo già detto, sono limitate. Fare in modo che la piena comprensione di queste macro-tendenze future sia sempre più diffusa è uno dei principali obiettivi che mi pongo come manager della fiducia”.

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