LA FINESTRA SUL MONDO
Il Manifesto del Futuro – Decalogo per il Futuro

Luciano Landoni

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E’ convinzione diffusa che ciascuno di noi disponga solo e soltanto del presente.

Domani diventerà oggi, oggi diventerà ieri.

La gestione del presente, in altre parole, tende ad essere considerata prioritaria rispetto all’immaginazione e successiva costruzione del futuro.

Un’immaginazione/costruzione che non solo viene progressivamente rimandata, ma che finisce addirittura per essere sostituita (e quindi di fatto cancellata) a favore di una sorta di nostalgia ossessiva e ossessionante del passato.

Una tendenza che gli studiosi della società e della psicologia umana hanno definito retrotopia, vale a dire una visione al contrario che si rivolge al passato e non al futuro e che si illude di fuggire dalle crescenti incognite/incertezze innescate dalla cosiddetta società liquida (copyright Zygmunt Bauman) trovando riparo in un’indistinta e ovviamente illusoria età (passata) dell’oro.

Tutto ciò determina un progressivo rallentamento della tensione verso e per il domani, complice anche (soprattutto in Italia) l’invecchiamento della popolazione.

La fiducia/volontà nella possibilità di migliorare e progredire si affievolisce e corre il rischio di essere cancellata dalla timorosa (quanto fragile) conservazione del presente.

Le conseguenze sul piano socio-economico sono evidenti.

Non a caso, infatti, il sistema Italia cresce sempre meno e fa sempre più fatica a scuotersi di dosso questa sorta di rassegnata accettazione dello status quo.

Costruire il futuro risulta quindi (quasi) impossibile e credere nei giovani – che del futuro stesso sono (dovrebbero essere) i naturali protagonisti – è diventato (quasi) soltanto un esercizio retorico, più che un impegno vero e proprio.

Tuttavia, rilevare un problema è il primo passo per risolverlo.

Soprattutto da parte di chi è (o dovrebbe essere) un costruttore di futuro, vale a dire l’imprenditore.

Le persone  che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelle che lo cambiano davvero …”, diceva Steve Jobs.

La creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte”, sosteneva ancora prima di lui Albert Einstein.

Non v’è lavoro, non v’è capitale che non cominci con un atto di intelligenza”, affermava con largo anticipo su entrambi Carlo Cattaneo.

Prendendo per buone, anzi, per buonissime le affermazioni di cui sopra, il migliore augurio per il 2020 (e anche per gli anni a venire successivi) che ci possiamo è di mettere in pratica il Manifesto del Futuro – Decalogo per il Futuro composto da 10 comandamenti, quelli di seguito elencati.

  • Il futuro non si prevede soltanto, si conquista.
  • Chi non pensa al futuro, probabilmente non ne avrà uno.
  • La fantasia delle passioni e la logica della ragione preparano il futuro.
  • Studiare per conoscere, conoscere per capire, capire per crescere.
  • Gli uomini imparano finché vivono, le aziende vivono finché imparano.
  • La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica (Adriano Olivetti).
  • Non esistono cose facili o difficili, esistono le cose che si fanno e quelle che non si fanno.
  • Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo (Henry Ford).
  • Tutti hanno diritto a un’opportunità, il futuro giovane più di tutti.
  • Dice il vecchio: dai tempi dei tempi sono così. Dice il nuovo: se non sei buono vattene via (Bertolt Brecht).

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