“REGIONALI PARTITA DIFFICILE, MA CE LA GIOCHIAMO”
Mariani sicuro: “Fondamentale il voto degli indecisi”

Ottimismo del presidente dell’assise di Busto, che sarà candidato alla Camera. Il segretario Artusa: “Gori pragmatico, da Fontana nessuna proposta”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Tra l’incontro a Villa Tovaglieri con gli amministratori locali della zona di Malpensa, il colloquio nella sede di Univa con gli industriali della Provincia e il bagno di folla al Museo del Tessile, nella giornata bustocca del candidato governatore del centrosinistra Giorgio Gori c’è stato spazio anche per un aperitivo al Bistrot del teatro Sociale.
Qui, il sindaco di Bergamo ha dialogato in maniera informale con alcuni rappresentanti delle realtà sociali, sindacali e imprenditoriali della zona.
Ad accoglierlo c’era ovviamente anche un nutritissimo gruppo di esponenti del Partito Democratico, dal presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi alla deputata fagnanese Maria Chiara Gadda.

Valerio Mariani, presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio e consigliere provinciale, ha accompagnato da Gori alcuni rappresentati del comitato pendolari cittadino, che hanno parlato con il candidato governatore dei problemi con cui devono fare i conti quotidianamente.
Mariani, tra l’altro, con ogni probabilità sarà candidato alla Camera dei deputati: il Pd regionale ha fatto il suo nome, la disponibilità c’è, ora rimane da definire il collegio (aspetto tutt’altro che secondario, visto che la candidatura nell’uninominale è certa, ma ben altre garanzie offrirebbe quella nel proporzionale).

Guardando alla sfida per il Pirellone con Attilio Fontana, per Mariani si tratta di una partita vera, nonostante la tradizione lombarda sia notoriamente favorevole al centrodestra. “Sappiamo che sarà difficile – ammette – ma Giorgio è una persona che piace, sta girando molto nei territori raccogliendo consensi che vanno al di là dei confini del semplice centrosinistra”. Mariani non ha dubbi: “Sarà fondamentale il voto degli indecisi. E in questa categoria, credo abbia molto appeal. Senza dimenticare che anche la mancata ricandidatura di Maroni è un fattore. Non sarà facile, ma sono ottimista”.

Dello stesso avviso il segretario cittadino del Pd, Maurizio Artusa: “Al di là di alcuni sondaggi farlocchi, Gori non ha nulla da invidiare a Fontana, di cui non ho sentito nessuna proposta, ma solo le solite frasi sui clandestini. Anche sull’immigrazione, c’è chi è pronto ad affrontare il problema e chi invece non fa altro che diffondere paure”.
La mancata alleanza “a sinistra” con Liberi e Uguali preoccupa? “Potrà essere penalizzante nei territorio in cui loro sono attrezzati e non credo sia il caso della Provincia di Varese – sostiene Artusa –. Certo, se dovessimo perdere la colpa sarà di chi ha fatto di tutto per far vincere la destra e ritagliarsi un piccolo spazio all’opposizione. La scelta di appoggiare Zingaretti nel Lazio e correre da soli in Lombardia è del tutto incoerente. Ma d’altra parte, Liberi e Uguali osteggia il Pd e poi a Busto ci chiede di autentificare le firme per poter correre alle Regionali, cosa che tra l’altro abbiamo fatto perché noi siamo democratici davvero”.

Tornando sul candidato, l’impressione – dopo averci parlato direttamente – è ulteriormente migliorata: “Abbiamo discusso esclusivamente sui temi di Busto e lui si è dimostrato pragmatico. Sull’ospedale unico, si è detto d’accordo sulla realizzazione del progetto, perché la situazione attuale va migliorata. Una posizione in linea con la nostra, anche se ovviamente aspettiamo il piano di fattibilità che ancora manca. Sull’inceneritore, invece, l’idea è quella di chiuderlo e bonificare l’area, valutando la situazione e le prospettive future con gli altri Comuni”.

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