I NUOVI PREDONI STRANIERI: "PRENDONO IL MARCHIO E SCAPPANO"
Mario Giordano a Busto: “Difendiamo le radici del nostro Paese”

Il giornalista e conduttore televisivo ha presentato ai Molini Marzoli il suo libro “L’Italia non è più italiana”. Sono intervenuti il vicesindaco Isabella Tovaglieri e Stefano Bruno Galli, assessore regionale all’Autonomia e alla Cultura

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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“I predoni stranieri prendono il marchio e scappano. Il risultato? L’Italia non è più italiana”.

Mario Giordano, giornalista e conduttore televisivo, ha presentato nella sala strapiena dei Molini Marzoli il suo libro “L’Italia non è più italiana. Così i nuovi predoni ci stanno rubando il nostro Paese”. L’incontro è stato moderato dal giornalista Marco Linari, sono intervenuti il vicesindaco Isabella Tovaglieri, candidata alle elezioni europee, e Stefano Bruno Galli, assessore regionale all’Autonomia e alla Cultura.

“Stiamo svendendo il nostro patrimonio industriale agli stranieri – ha osservato il vicesindaco Tovaglieri –. Rialziamo la testa e diciamo basta. Per molti anni non ci siamo resi conto che stavamo perdendo la parte migliore dell’imprenditoria nazionale. Dobbiamo riprenderci il nostro orgoglio”.
Stefano Bruno Galli afferma: “Questo libro è una terapia shock. Stiamo assistendo alla svendita generalizzata di un sistema economico e produttivo che ha reso grande il nostro Paese e negli ultimi vent’anni è stato facile preda dell’aggressione della globalizzazione. Parte grandissima di responsabilità deriva dalla classe politica”.

Mario Giordano fa un lungo elenco degli storici marchi italiani ceduti all’estero: “Nulla è irreversibile ma siamo arrivati a un punto drammatico. Ho realizzato questo libro girando l’Italia e ho visto situazioni paradossali. È un problema generalizzato che riguarda l’economia ma non solo”. Cita il caso emblematico Pernigotti: “È finito ad una multinazionale che ha preso il marchio ed è scappata all’estero, così d’ora in poi i gianduiotti saranno prodotti in Turchia. L’imprenditoria che ha costruito il nostro paese non ha solo valore economico ma anche sociale. Stiamo perdendo un valore inestimabile e ne abbiamo conseguenze drammatiche. Scoprire che le nostre aziende leader non sono più nostre è sconcertante. La moda italiana non è più italiana, perfino il treno Italo è americano e le biciclette Bianchi sono svedesi”.

Dunque, cosa accadrà? “Si perde la filiera del territorio, si tagliano le radici di un legame che durava da secoli. Si perde il controllo degli strumenti strategici della nostra economia. Non è solo un problema economico – afferma Giordano – quando l’Italia arriva a tagliare le proprie piante per importare prodotti dall’estero come gli agrumi, è davvero preoccupante, devastiamo il nostro Paese anche dal punto di vista gastronomico. Siamo malati di cucina etnica e perdiamo le nostre tradizioni. Stiamo perdendo le nostre radici persino nella lingua”.

Gli esempi sono curiosi: “Siamo il Paese che importa più specie di insetti aliene dall’estero: la cimice asiatica che ha stravolto le province del Veneto ha fatto strage di raccolti. Per combatterla importiamo la vespa samurai del Giappone. Il punto comune è uno solo: ci sono responsabilità politiche e in secondo luogo, ci sono anche  responsabilità imprenditoriali: i nostri imprenditori spesso sono eroi ma le nuove generazioni non hanno lo stesso coraggio di quelle passate”.

Come uscire da questa situazione? “Manca la cultura del difendere il nostro Paese. Chi cerca di difendersi viene additato come sovranista. L’apertura alla globalizzazione è un dato di fatto però attenzione – avverte il giornalista –  proprio per questo è importante difendere le proprie radici. Se copriamo le croci nei nostri cimiteri per non offendere i musulmani, significa solo solo sottomissione e perdizione. E io non vorrei che fossimo sottomessi né perduti”.

 

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