PD VERSO LE PRIMARIE
Maurizio Martina incontra gli elettori: “Rimettiamo a fuoco la centralità della sfida democratica”

L'ex ministro, candidato alla segreteria nazionale del partito, è stato accolto nella sede di viale Repubblica, dove è poi risultato il più votato dagli iscritti. "Questa manovra indebiterà tutti. Quota cento? Un boomerang micidiale. E il reddito di cittadinanza è un intervento assistenzialistico che genererà lavoro nero"

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Ce n’è abbastanza per dare battaglia a Lega e 5 Stelle. Contro l’illusorio ‘Prima gli italiani‘, bisogna tirar fuori non solo l’orgoglio di ciò che siamo ma partire da un’iniziativa popolare funzionale alla costruzione di un progetto alternativo a chi sta governando”. Maurizio Martina, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, ha incontrato sabato un centinaio di iscritti e simpatizzanti, la maggior parte giovani, nella sede di viale Repubblica. Martina si candida alla guida del Pd con lo slogan #fiancoafianco “per cambiare l’Europa e cambiare l’Italia”.
Martina è poi risultato il più votato dagli iscritti del circolo di Busto (41 preferenze contro le 25 di Zingaretti e le 14 di Giachetti), in attesa delle primarie del 3 marzo.

“Abbiamo bisogno di rielaborare un po’ di pensiero perché c’è un bagaglio di ragionamenti, pensieri e progetti insufficiente per indagare le nuove sfide che abbiamo davanti”, sottolinea l’ex ministro facendo un’analisi dei motivi che hanno portato alla sconfitta del 4 marzo: “Non è da attribuire solo a problemi di comunicazione: la destra, dalla Lega a Trump, ha fatto un’operazione di cambiamento molto importante mentre i democratici non hanno avuto la capacità di sviluppare una nuova frontiera per proteggere i cittadini. Abbiamo fatto battaglie giuste, ma abbiamo anche commesso errori: il principale è stato non aver compreso fino in fondo che la natura di questa crisi ha cambiato radicalmente le cose. La capacità del Pd di creare la crescita, in questi anni, è stata necessaria, ma è mancata l’equità:  la distribuzione di quella crescita si è concentrata in uno spicchio troppo marginale della società. Dobbiamo dare vita alle nuove politiche democratiche  prima dell’arrivo del demagogo di turno che dica “prima gli italiani. E rimettere a fuoco la centralità della sfida democratica”.

Non è facile, evidenzia Martina: “Ma io lavoro perché il Pd non sia fatto di rabbia e di nostalgia, in troppi scommettono che debba sparire. Io credo invece che debba rinnovarsi, ponendosi senza timidezza davanti alla gente, pur sapendo che certi messaggi non prenderanno applausi facili”.

Ci sono tanti argomenti per dare battaglia: “La manovra di bilancio indebita tutti noi. Quest’anno pagheremo, tra famiglie e imprese, 4 miliardi di euro di tasse in più. Quota cento è un boomerang micidiale innanzitutto per le donne, che non affronta il nodo del superamento della Fornero”. Il reddito di cittadinanza: “Un intervento oggettivamente assistenzialistico che genererà lavoro nero e alimenterà una spirale, non solo al sud, che rischierà di essere un problema”.

Martina è stato accolto dai vertici istituzionali del territorio: l’onorevole Maria Chiara Gadda, il senatore Alessandro Alfieri, il consigliere regionale Samuele Astuti, il segretario cittadino Paolo Pedotti e la capogruppo Valentina Verga, entusiasta nel leggere il contenuto della mozione: “Saremo accanto a te in questo percorso”.  La candidatura di Martina sul territorio è coordinata da Martina Cao che aggiunge: “Se il Pd comincerà a rifunzionare nei nostri territori saremo fuori dal guado”.

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