MAFIA
Maxi operazione contro il clan Rinzivillo. Due arresti anche a Busto

Una maxi operazione antimafia contro il clan Rinzivillo è scattata all’alba di mercoledì 4 ottobre, in Italia e Germania. Tra le 37 persone arrestate anche due uomini residenti a Busto, affiliati al clan gelese

Alessio Murace

Busto Arsizio

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Una maxi operazione antimafia contro il clan Rinzivillo è scattata all’alba di oggi, mercoledì 4 ottobre, in Italia e Germania. Uomini della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Carabinieri hanno eseguito 37 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti presunti affiliati al clan egemone a Gela, da sempre alleato dei Madonia e con i corleonesi. Gli arresti sono scattati in Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna e in Germania a Colonia. All’operazione hanno fornito un rilevante apporto in fase esecutiva le Squadre Mobili di Roma, Milano, Monza, Bergamo, Varese, Brescia, Piacenza, Novara, Sassari, L’Aquila, Palermo, Trapani, Ragusa e Catania, nonché i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Roma, Palermo, Trapani, Catania, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa, Ragusa, Milano, Novara, Sassari e il Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia.

Tra le persone arrestate ci sono anche due uomini di origini gelesi da tempo residenti a Busto Arsizio. Clan Rinzivillo che a Busto e nel circondario è stato al centro di numerose estorsioni ai danni di imprenditori gelesi (sfruttando la soggezione e l’intimidazione che viene dalla conoscenza delle pratiche mafiose) e di un corposo traffico di droga tra l’Italia e il Centro America. Famiglia mafiosa che fu pesantemente decapitata nel 2011 con l’operazione “Fire Off” della Squadra Mobile di Varese.

 

Il reggente. Clan Rinzivillo che oggi ruotava attorno al capofamiglia, il boss gelese Salvatore Rinzivillo, diventato reggente del sodalizio mafioso dopo la sua scarcerazione avvenuta nel 2013. Sarebbero stati i fratelli Antonio e Crocifisso Rinzivillo, nonostante la detenzione al regime del “carcere duro” (41 bis), a imporre e a mettere al vertice della famiglia mafiosa di Gela proprio Salvatore Rinzivillo.

L’organizzazione è risultata composta da un’ala criminale – che si occupava di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsioni, intestazioni fittizie e traffico di armi – e da un’ala imprenditoriale, che si occupava invece di edilizia, trasferimento fraudolento di beni, commercio di autoveicoli, alimenti in genere e prodotti ittici in particolare.

“Patto mafioso”. A tal riguardo, le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Caltanissetta e dal Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (GICO) di Roma hanno chiarito l’esistenza di un vero e proprio accordo di spartizione territoriale per il commercio di prodotti ittici in tutta la Sicilia, con mire espansionistiche anche sui mercati romano, milanese e tedesco. Ѐ stato dimostrato come il clan abbia utilizzato le società ittiche per il reimpiego dei proventi illeciti derivanti dalle attività criminali. Il “patto mafioso” sul commercio del pesce permetteva a Salvatore Rinzivillo di “infiltrarsi” nel mercato di settore per mezzo di imprese mafiose da lui controllate.

 

L’indagine delle Dda di Roma e Caltanissetta è stata coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e ha visto la partecipazione della Polizia criminale tedesca che, a Colonia, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I 35 provvedimenti eseguiti in Italia hanno invece visto impegnati oltre 600 tra finanzieri e carabinieri del comando provinciale di Roma e poliziotti della questura di Caltanissetta.

Ci sono anche un avvocato romano e due carabinieri tra i 37 arrestati nell’operazione contro il clan Rinzivillo. Nei confronti dei due militari l’accusa è di accesso abusivo alle banche dati delle forze dell’ordine: in sostanza avrebbero passato notizie riservate ai membri del clan.

“In conclusione – recita la nota della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – l’odierna operazione costituisce l’epilogo di un’eccezionale azione di contrasto alle organizzazioni mafiose sull’intero territorio nazionale e estero, che ha visto il coinvolgimento di più Autorità Giudiziarie, la D.D.A. di Roma, la D.D.A. di Caltanissetta, la Procura di Karlsruhe e di Colonia, nonché di tutte le Forze di Polizia italiane e della Polizia Criminale di Colonia, costituendo uno straordinario esempio dell’estrema efficacia della lotta coordinata e trasversale alle mafie: tutti insieme e a ogni latitudine”.

Copyright @2017

NELLA STESSA CATEGORIA