Mi scappa da ridere…

Quando c'era qualcosa di eclatante o di effimero o che generava stupore, i vecchi bustocchi dicevano "mà scàpa da ridi" letteralmente "mi scappa da ridere" o "mi vien da ridere" come a manifestare la scarsa importanza del fatto o l'enorme importanza del fatto stesso che suscitava lo stupore improvvisato...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Quando c’era qualcosa di eclatante o di effimero o che generava stupore, i vecchi bustocchi dicevano “mà scàpa da ridi” letteralmente “mi scappa da ridere” o “mi vien da ridere” (o come diceva Lando Buzzanca – mi vien che ridere) come a manifestare la scarsa importanza del fatto o l’enorme importanza del fatto stesso che suscitava lo stupore improvvisato.

Andiamo cogli esempi. Hanno scritto (e noi ne abbiamo fatto un Editoriale) che “mamma Rai” con la sua trasmissione intitolata Techetechetè ha preso in giro gli italiani e addirittura sia “al verde” e che per mancanza di risorse ha “confezionato” una trasmissione di “bassa lega” che infastidisce. Ecco il nostro “mà scàpa da ridi” per documentare che non è assolutamente vero quanto è espresso a disdoro della Rai. Anzi, il Techetechete è una trasmissione altamente culturale per tanti motivi. Prima di scriverne le opinioni abbiamo scorrazzato per Busto Arsizio – centro e periferia – per raccoglierne le testimoniane. Senza tema di smentita restiamo fortemente della nostra opinione che la trasmissione (oltre a essere seguita da 1,8 milioni di telespettatori – lo dice l’articolista stesso che parla male di mamma Rai) merita le congratulazioni del pubblico. Non ci fosse Techetechetè, molti giovani non conoscerebbero l’evoluzione della TV. Non conoscerebbero i nomi di Artisti che hanno fatto muovere i “primi passi” dello spettacolo, dell’informazione, della Cultura. Non conoscerebbero personaggi e artisti che oggi sono sulla bocca di tutti, ma che all’epoca hanno fatto la gavetta,

Un nome a caso che a me piace tanto: Renzo Arbore. Chi dovesse vederlo adesso dice semplicemente che è un bravo Artista. Chi invece avesse visto Techetechetè sarebbe a conoscenza che Arbore con Boncompagni hanno “inventato” un certo tipo di spettacolo da trasmettere in Tv, con intelligenza. Una trasmissione a caso: “Quelli della Notte” oppure “Indietro tutta” che Arbore ha inventato da solo “scoprendo” Nino Frassica che con la sua comicità “fuori di testa” gli ha permesso di cimentarsi pure in parti impegnate. Quella poi del “cacao meravigliao” è incredibile. La gente voleva acquistare questo “cacao meravigliao” ma era inesistente. Poi quella della “da volante uno a volante due” mi vengono i brividi, a parlarne. Ho raccolto nomi di “ieri” per enunciarli oggi. Nomi di tutto rispetto che sono tuttora sulla cresta dell’onda. Mina, ad esempio, Celentano, Zucchero, Jovanotti per non parlare poi di Personaggi che la gente ama tuttora anche se si vedono poco in tv, ma che “si vedono” attraverso i loro film, le loro esibizioni che fanno vedere il talento e la sua evoluzione. Nomi? Alberto Sordi, Totò, Don Lurio, Raffaella Carrà, Ugo Tognazzi, Lola Falana, Raimondo Vianello, Pavarotti, Celentano, Abatantuono, Vasco Rossi (a proposito, visto com’era il Blasco e come è oggi? – lo si “gusta” attraverso Techetechetè, signori). Citiamo pure Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Fellini, Gina Lollobrigida, Gassmann e Gassman (con una n e con due nn – e molti non sanno il perchè – quello con due enne era Vittorio Gassmann e quello con una enne è suo figlio Alessandro che ha voluto proprio chiamarsi Gassman con una enne in rispetto del suo grande padre). E De Sica? Rossellini? Anna Magnani? poi Greta Garbo, Anita Ekberg, Walter Chiari, Corrado, Mike Bongiorno, Pippo Baudo …mi si stancano le mani a citare tutti i nomi che ho raccolto fra la gente e che qui non cito per non infastidire troppo. Siccome poi sono un amante della Storia ringrazio Techetechetè (oltre alle specifiche trasmissioni) di avermi fatto vedere Mussolini e Hitler, il “Re soldato”, il trio Almirante Berlinguer Moro e l’altro “trio” Anna Marchesini, Tulio Solenghi, Massimo Lopez e la ritirata di Caporetto, l’Italia in frantumi e la rinascita, compreso il boom economico.

Senza Techetechetè, anche l’evoluzione della nostra Storia sarebbe monca di tantissima conoscenza che poi va a far dire tante corbellerie alla gente comune, ma pure a certi pseudo intellettuali (alcuni dei quali sono in Parlamento) come ad esempio che il 2 giugno è la festa patronale, invece della Festa della Repubblica. Che le donne hanno sempre votato, mentre invece l’hanno fatto per la prima volta proprio per il Referendum del 2 giugno 1946 quando il Popolo Italiano (donne e uomini) doveva scegliere fra Repubblica e Monarchia e vince la Repubblica 12-10 milioni di voti. Quel giorno poi, nacque Enrico Montesano. Poi c’è un altro sottile aspetto (economico) che l’articolista “cicca di brutto” non conoscendone le giuste tecniche di amministrazione. Techetechetè (questo l’ha scritto lui) è a costo zero. Benissimo, dico io. Vuol dire che lo share di Techetechetè con 1,8 milioni di telespettatori è largamente produttivo, anche per effetto della pubblicità inserita. Quindi, la gente di Busto Arsizio interpellata ha detto Si, un grande Si quale indice di gradimento di questa trasmissione posta dopo il TG di prima serata. Diciamola con una battuta di Renato Zero viva la Rai, coi Dirigenti e gli Operai. Buona visione!

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