Quando mi vedrai vecchia

Gianluigi Marcora

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Quando mi vedrai vecchia” ….magari di sera, dopo un giorno di lavoro e dentro le pene delle luci smaglianti. Il chiarore potrà espandersi nel fondo di uno sguardo, tra scintille di stelle e sospiri di lampi leggeri, simili ai guizzi del cuore che ti parlano di me.

Quando mi vedrai vecchia” … troverai i ricordi ad affiorare adagio, lentamente, nella coscienza più che nella memoria e potrai assaporare le mie mani callose che ti difendevano dai momenti tristi che non mi confidavi, ma che vedevo scolpiti nei tuoi occhi ingenui che vagavano a cercare i sogni.

Quando mi vedrai vecchia” ….avrai scoperto solo una parte di me. Potrai immaginare tutto il resto e solo allora avrai compreso il valore del bene incondizionato, la fatica di praticarlo, il sacrificio di difenderlo nei confronti delle avversità della vita che offre gioie, ma a volte è pure crudele.

Quando mi vedrai vecchia” ….mi troverai in quell’abbraccio, quando hai portato a casa papà dentro una bara ed io mi sono aggrappata a te in preda alla disperazione. Tu mi hai lasciato fare. Io ti ho lavato il viso con le lacrime e ho avuto da te quel bene di figlio che a volte non immaginavo.

Quando mi vedrai vecchia” ….troverai nelle mie rughe l’unica ricchezza che posseggo: te, per via di un incontro d’amore che mi aveva carpito un figlio (tuo fratello) e che il destino mi ha restituito, forse per pareggiare i conti di un dolore inespresso, ma che mi ha violentato l’anima.

Quando mi vedrai vecchia” …io vorrò nascondermi. Sia chiaro (e lo sai): non mi ha mai spaventato il tempo che passa. Mi spaventa il fatto di non esserti accanto col mio viso tenebroso e gli occhi scuri per non farti immaginare le scappatoie o i vizi del mondo che mi hanno sempre inorridito.

Quando mi vedrai vecchia” … comprenderai dolcemente che anch’io ti ho sognato felice e per te ho speso il cuore. Ti ho insegnato a non essere un “mammone” e non me ne sono mai pentita, anche se a volte, in molti mi giudicavano per la mia fermezza, mai per l’arroganza o per indifferenza.

Quando mi vedrai vecchia” … ti sarò accanto come mai ho fatto prima. Lo so che mi chiami e che senza di me sei nessuno. Chi credi ti abbia dato gli insegnamenti che tu hai recepito per camminare a testa alta nella vita? Lo so, hai disatteso parecchi consigli, ma sei mio figlio e ti voglio bene.

Quando mi vedrai vecchia” …. saprai cosa vuol dire diventare nonno, come lo sei adesso e saprai inseguire la vita pensando al tempo passato ….che non va buttato via, ma deve essere analizzato con la dolcezza dei sentimenti e la severità degli insegnamenti. Non scappare dalle buone maniere.

Quando mi vedrai vecchia” …. (lo so) ti specchierai nel mio sorriso accondiscendente, pacato, mai frivolo e nemmeno sguaiato. Solo le persone serie sanno qual è il valore giusto di un sorriso e cosa significa sorridere col cuore. Ecco, per te lo faccio: ti sorrido col cuore. Fallo anche tu con me.

E’ il 9 dicembre 1996 ….devo andare. Da adesso sono il tuo Angelo Custode. Non mi vedrai vecchia semplicemente per il fatto che un Angelo non invecchia mai. Ed io ti sarò vicino ogni volta che avrai bisogno di me. Ho riletto il bigliettino che ho allegato al tuo compleanno del 1995 ….ci ho scritto “ti auguro ogni bene, la tua mamma” ….sono contenta che lo conservi nei tuoi “pezzi di vita” e che soprattutto lo conservi nel cuore e…. come ti dicevo sempre “stà tenti neh” che tu rispondevi “a cusè, màma” …..e io ribattevo ….”a tuscossi” ….. 9 dicembre 2019 la tua Pierina

(lettera di mia madre che mi avrebbe scritto in un abbraccio del cuore)

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