La storia di Ferruccio Bonacina: da operaio (licenziato) a imprenditore che acquista e rifonda l’azienda
“Mia moglie mi ha detto: o la prendiamo noi… o la prendiamo noi”

Una storia caratterizzata da coraggio (ai limiti della temerarietà), una formidabile determinazione e soprattutto da un’incrollabile voglia di costruire per se stessi e per i propri figli un buon futuro

Luciano Landoni

URGNANO

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La provincia di Bergamo è una delle aree maggiormente industrializzate della Lombardia.

Una miriade di piccole e medie imprese che giorno dopo giorno si conquistano una fetta di mercato, sia in Italia che all’estero.

A volte, però, l’impegno e la dedizione al lavoro non bastano.

A volte la realtà ti travolge con la stessa violenza di un treno in corsa e ti ritrovi in mezzo alla strada, con l’azienda nella quale hai lavorato fino a ieri fallita.

E’ esattamente quello che è successo a Ferruccio Bonacina, 44 anni, per venticinque alle dipendenze della B&B Srl di Urgnano, in provincia di Bergamo.

Nel novembre 2017, Ferruccio e altri 19 suoi colleghi di lavoro si sono ritrovati disoccupati a causa della chiusura della società.

Una storia come tante altre di recessione umana, che segue inevitabilmente alla recessione economica di questi anni difficili e insidiosi.

Invece no, la storia di Ferruccio Bonacina e di sua moglie Claudia Zini si distingue dalle altre per almeno tre motivi: una forte carica di coraggio (ai limiti della temerarietà), una formidabile determinazione e soprattutto un’incrollabile voglia  di costruire per se stessi e per i propri figli un buon futuro.

“E’ stata mia moglie – dice Ferruccio Bonacina – a spingermi a fare quello che ho fatto: mi sono trasformato in imprenditore e ho rilevato l’azienda nella quale ho lavorato per tanti anni”.

Una vera e propria moglie e madre coraggio?

“Sì. Fu lei ad avere l’idea. Mi disse: ‘O la prendiamo noi o la prendiamo noi. Abbiamo due figli e anche i tuoi colleghi hanno famiglia. Dobbiamo pensare a loro’. Aveva sempre fatto la mamma, quindi è stata una rivoluzione anche per lei, che oggi – precisa Ferruccio Bonacina –  mi affianca in azienda: io mi occupo della produzione e lei della gestione del personale”.

La B&B non c’è più, al suo posto è subentrata la 3B Meccanica con Ferruccio e la moglie Claudia alla direzione: una piccola-grande squadra di 19 persone (esclusi i due coniugi): 14 ex colleghi di Ferruccio reimpiegati dal neo-imprenditore e 5 nuovi assunti.

Fare impresa, in Italia, molto spesso si rivela un’autentica impresa; eppure Ferruccio e Claudia non hanno avuto paura di fare “un autentico salto nel buio” (parole dello stesso Ferruccio), si sono fatti coraggio e con tanta volontà e altrettanta passione sono stati capaci di cambiare la realtà.

“Ricordo ancora il momento esatto in cui il curatore fallimentare fece il suo ingresso – racconta Ferruccio – in fabbrica: erano le 17 di un venerdì pomeriggio. Ci disse: ‘Quest’azienda non può chiudere’. Per tutti noi fu un’iniezione di fiducia e di speranza, così continuammo a fare il nostro lavoro, nella speranza che qualcuno si facesse vivo per rilevare la B&B”.

Nell’attesa del cavaliere bianco, non era stato sfiorato dall’idea di “fare il salto nel buio”?

“Non ci pensavo proprio. Avevo sempre fatto l’operaio e già il fatto che mi avessero chiesto di diventare direttore e di occuparmi della produzione per me aveva rappresentato una grossa novità. Lo ripeto: sono stato convinto da mia moglie che mi telefonò proprio mentre era in corso, nel febbraio 2018, una riunione con il curatore fallimentare”.

Esattamente, cosa avete fatto?

“Abbiamo dovuto investire tutto quello che avevamo per acquisire l’azienda e i macchinari, che sono stati poi revisionati – risponde Ferruccio Bonacina –. Per fortuna le banche a cui abbiamo chiesto un finanziamento ci hanno dato fiducia e il nostro commercialista Corrado Torri, che è una persona straordinaria, ci è stato accanto passo per passo”.

Una notizia nella notizia: per una volta la banca si è assunta parte del rischio d’impresa?

“Assolutamente sì. Un’altra componente fondamentale è stata la fiducia dei vecchi clienti, a cominciare dalla Same Trattori di Treviglio, che non ci ha mai abbandonato. Continuiamo a lavorare conto terzi, producendo pezzi in ghisa e in altre leghe. Il bilancio è in attivo, quindi nel nostro piccolo possiamo dirci soddisfatti. Abbiamo acquisito nuovi clienti e stiamo lavorando per ottenere le certificazioni di qualità. La maggior parte degli ex colleghi ha scelto di rimanere con me e questa è una dimostrazione di fiducia che mi dà forza”.

La sua storia è molto simile a quella di Enzo Muscia: anche lui ex-dipendente che ha deciso di diventare imprenditore; ha visto la fiction televisiva intitolata “Il mondo sulle spalle”, andata in onda lo scorso 19 febbraio su Rai 1 e interpretata da Beppe Fiorello?

“Sì, l’ho vista e mi è sembrato di rivedere me stesso. Non ho sentito Muscia, ma mi piacerebbe conoscerlo”.

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