Inizierà la carriera da allenatore
Michele Ferri lascia il calcio giocato: “È stato un viaggio meraviglioso”

Quel giorno è arrivato per davvero. Firmando il contratto da vice allenatore con la Caronnese, Michele Ferri ha appeso ufficialmente le scarpette al chiodo, mettendo così fine ad una carriera da calciatore che lo ha visto protagonista in serie A con le maglie di Palermo, Cagliari, Sampdoria ed Atalanta dopo gli esordi sui campi in terra dell’oratorio di Sant’Edoardo

Mattia Brazzelli Lualdi

Busto Arsizio

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Che il giorno, quel giorno, sarebbe prima o poi arrivato era inevitabile, per non dire fisiologico. Ma adesso, quel giorno, è arrivato per davvero: firmando il contratto da vice allenatore con la Caronnese, Michele Ferri ha appeso ufficialmente le scarpette al chiodo, mettendo così fine ad una carriera da calciatore che lo ha visto protagonista in serie A con le maglie di Palermo, Cagliari, Sampdoria ed Atalanta.

A 38 anni, Michele – orgoglio di tutta Busto Arsizio (ed in particolare del rione di S. Edoardo dove ha tirato i primi calci ad un pallone venendo subito notato dal Milan, nelle cui giovanili ha vinto da capitano della Primavera due tornei di Viareggio, vestendo pure la maglia azzurra della nazionale Under 18) – ha dunque deciso di dire basta, arrendendosi all’inesorabile tic tac del tempo e ad un mondo del pallone cambiato troppo in fretta (solo l’Arconatese, fra le società di serie D ed Eccellenza della zona, aveva proposto a Michele d’allenarsi in gruppo per tenersi in forma).

Dopo le ultime stagioni fra Pro Patria (proprio a Ferri si deve l’arrivo di Santana), Varese e Busto 81, Michele ha dunque deciso di passare dal campo alla panchina, intraprendendo quella carriera che, dopo otto mesi di praticantato, gli permetterà di partecipare al Corso Master di Coverciano (dove è stato selezionato anche mister Javorcic) per conseguire il patentino di Uefa A.

Con Michele – che ora potrà dedicare più tempo alla propria famiglia (la moglie Aurora, la figlia Martina e il piccolo Niccolò) dopo anni di trasferte, trasferimenti, traslochi (da Treviso a Trapani) e chi ne ha più ne metta – si chiude una fase di un calcio come dire romantico, di un calcio dalle facce pulite, di un calcio fatto di un bambino che dal campo impolverato dell’oratorio riesce a farcela, arrivando dove tutti sognano di arrivare: a calcare i manti erbosi della serie A. Un mondo dorato, da cui però Ferri – e qui sta l’unicità di Michele – non si è mai fatto abbagliare, riuscendo a tenere fede a quei sani e autentici valori, impartiti dalla propria famiglia: da mamma Anna e da papà Giovanni che, con tanti sacrifici, sono sempre stati presenti al suo fianco, insegnandogli ad essere campione prima di tutto nella vita.

Anche se il fratello Pietro ora potrà contare su un compagno in più per vincere i tornei a sette, Michele resta un patrimonio di tutta Busto, da preservare e impiegare.

Cogliendo la palla al balzo, Patrizia Testa, sulla scorta di quanto già fatto con un altro tigrotto del calibro di Vecchio, gli ha subito proposto di entrare a far parte della famiglia Pro Patria, ma Michele, avendo già dato la sua parola ha preferito rispettare l’impegno accasandosi – per quest’anno – a Caronno.

“È arrivato anche per me il momento di appendere le scarpe al chiodo. È stato un viaggio meraviglioso fatto di lavoro e sacrifici, ma anche di tante soddisfazioni. Sono felice perché sono riuscito a realizzare i miei sogni di bambino, ho avuto la fortuna di calpestare l’erba della massima serie e soprattutto ho potuto conoscere tante persone che porterò sempre nel cuore in tutte le categorie in cui ho giocato: allenatori, compagni di squadra, avversari e tutte le persone che collaborano all’interno di una società. Vi ringrazio tutti. Adesso inizia una nuova avventura, passo dall’altra parte e affronterò il mio nuovo ruolo da allenatore con la passione e la professionalità che mi hanno sempre contraddistinto”.

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