L'EPISODIO DEL NIGERIANO CON LA KATANA
Migranti, Albani: “Più controlli. A casa chi non rispetta le regole”

Il consigliere leghista riflette su quanto accaduto alla stazione di Busto: "Colpa da attribuire alla politica sconsiderata del governo Pd che ha portato ad una situazione insostenibile per la nostra sicurezza". E rilancia la proposta di una postazione Polfer

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

L’episodio del nigeriano che ha scatenato il panico in stazione, nella giornata di Pasquetta, solleva riflessioni anche sul fronte politico.
Ad indignarsi  per l’accaduto è il consigliere leghista Alessandro Albani, innanzitutto per il permesso di soggiorno di cui lo straniero era in possesso: “Ci sono obblighi previsti dalle convenzioni internazionali che impongono allo Stato italiano di adottare misure di protezione a garanzia dei diritti umani fondamentali, tra gli obblighi internazionali c’è anche la Convenzione di Ginevra ed altre che sono vincolanti, ma non dobbiamo dimenticare che reati come furto, violenza e spaccio, comportano la revoca del titolo ed il rimpatrio. Il giovane risulta essere sbarcato in Italia due anni fa, era in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari ma aveva alle spalle precedenti penali per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e possesso di armi improprie. Ora per lui le accuse sono di nuovo quelle precedentemente a suo carico, la pistola e l’abbigliamento militare sarebbero frutto di una spaccata consumata nella giornata precedente ai danni di un negozio di Varese”.

Il consigliere leghista si chiede come mai non gli fosse già stato revocato il permesso di soggiorno: “Continuo a considerare Busto una città estremamente sicura per l’imponente lavoro svolto dalle forze dell’ordine ed è difficile prevenire questo tipo di reati,  lascio ancora il beneficio del dubbio vista la richiesta di perizia psichiatrica nei confronti di questo giovane.  Purtroppo, la colpa è da attribuire alla politica sconsiderata del governo Pd che ha portato ad una situazione insostenibile per la nostra sicurezza. Lo dimostra anche ‘l’invasione’ dei gendarmi francesi che sono entrati nel nostro territorio senza autorizzazione. È passato il messaggio di inadeguatezza dei nostri controlli”.

Albani ricorda che non è il primo episodio del genere avvenuto alla stazione di Busto: “Non dimentico quel ragazzo che venne aggredito da alcuni stranieri per una sigaretta negata. Sua madre mi ha detto che  attualmente si sta sottoponendo ad una terapia di riabilitazione fisica  e dovrà affrontare anche un intervento chirurgico. Questi episodi di violenza minano la sicurezza di tutti noi.
È ora di cambiare registro – aggiunge – Con un premier come Salvini si potranno applicare controlli molto più adeguati, espulsioni più veloci e gestione delle rotte migratorie, perché è doveroso interrompere i viaggi della morte. Rispetto il sacrosanto diritto di chi ha i requisiti, ma chi non rispetta le regole se ne deve tornare a casa propria.  Accogliere tutti è impossibile e illogico”.

Conclude, rilanciando la proposta di una postazione della polizia ferroviaria allo scalo Fs: “Con la nostra amministrazione, sostengo fortemente da tempo la creazione di un presidio Polfer, un argomento che sto portando avanti insieme all’associazione ‘Noi’ del comitato Santi Apostoli. Credo che la città di Busto sia stata generosa e disponibile con le forze dell’ordine per sopperire alle carenze del Ministero. Dunque, questo sforzo dovrebbe essere riconosciuto, con un rinforzo di polizia”.

Copyright @2018