Libro che racchiude molte eccellenze
Mobilis in Mobile

Non è un romanzo, non è una storia, non è un epistolario e nemmeno una raccolta di lettere e di proclami. "MOBILIS in MOBILE" è un libro che farà molto discutere sull'Economia Locale...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Quando la gente si strapazza il cervello si affida allo stupore. Che ne dite di “MOBILIS in MOBILE” buttato lì senza preavviso che desta curiosità, scetticismo e un piccolo senso di… terrore? Eppure, “MOBILIS in MOBILE” è semplicemente il titolo di un libro. Non è mio e non l’ho scritto io (diciamolo per coloro che implorano un… ancora? magari a disdoro della categoria di chi lavora di penna collegata al cervello), ma il libro racchiude molte eccellenze. Di chi l’ha scritto, ma pure dei personaggi elencati… setacciati, raccontati.

Quel che il libro… non è. Non è un romanzo, non è una storia, non è un epistolario e nemmeno una raccolta di lettere e di proclami. “MOBILIS in MOBILE” è un libro che farà molto discutere sull’Economia Locale. Non un “lugubre” bilancio di come va il mercato o di come vanno le faccende con dentro l’affare. Tutt’altro. Il libro per mezzo del suo autore (Luciano Landoni) evidenzia le aspirazioni, i sogni, la credibilità di gente che s’è messa in gioco e alla fine ha fatto trionfare un’idea. Non gente che ha vissuto il “tutto e subito“, ma gente che ha trovato un’idea e l’ha migliorata attraverso sacrifici, delusioni, voglia di arrivare, senza risparmiarsi, ma lottando contro ogni tipo di avversità. E finalmente “giunse il fine“, l’apoteosi del successo!

Vogliamo aggiungere che “MOBILIS in MOBILE” sembra un manuale per non coraggiosi? Ammettiamolo: i non coraggiosi troveranno linfa per la propria crescita, ardore per ogni buon proposito, aiuto inderogabile per chi ha il “coraggio di essere coraggioso” (tra virgolette, il detto di Alessandro Manzoni).

Ne parliamo ora di “MOBILIS in MOBILE” che sarà pronto per fine settembre. Chiaro che sarà presentato. Ne discutiamo ora per l’attesa che “MOBILIS in MOBILE” determina. Non per chi ne è all’oscuro, ma per chi ha “vissuto” quel percorso di vita tradotto in parole. Attesa per chi ci ha messo l’anima nelle proprie azioni, per chi ha creduto fosse realmente possibile il traguardo premeditato. Attesa per chi, in quel Libro ci gioca la credibilità.

Noi… noi della GMC Editore ci abbiamo creduto. Landoni ha svolto un lavoro egregio e i protagonisti del libro hanno avuto nulla a che… ridire. Nessun plagio, nessuna “sbrodolata”, nessun panegirico nei confronti di Uomini. Insomma, nessuna “celebrazione“: solo enunciazione di fatti che si sono concatenati e hanno portato gli “interessati” a diventare Protagonisti. Fatti da imitare. Ecco l’importanza del libro!

Il successo non lo si compra. Lo si costruisce col cervello collegato al cuore. Poi, l’alea del destino fa il resto. Di certo è che in “MOBILIS in MOBILE” c’è solo credibilità, scritta bene, analizzata con garbo, evidenziata in maniera leale e descrittiva.

Vogliamo offrire alla grafica e all‘impaginazione il giusto merito? Ѐ legittimo e vero. Qui, il responsabile della parte tecnica, Massimo Castiglioni, ha giocato un ruolo di primo piano per “MOBILS in MOBILE“.

Ha centrato sia i colori sia l’armoniosità della copertina, dedicando all’interno del libro stesso una vivacità da professionista. Lui, Massimo (sono parole sue, parafrasate) abbellisce quel che scrivono gli autori. E per “MOBILIS in MOBILE” ha “giocato duro”. Dirà (sempre Massimo) che il libro andrà a ruba per la copertina e l’impaginazione ed è difficile andargli contro. Solo che (e lo diciamo con coraggio) ancora prima della rituale presentazione, Luciano Landoni sfiora le 1.000 (mille) copie di “MOBILIS in MOBILE” già vendute e i documenti contabili lo dimostrano.  Segno che la sua credibilità fa breccia nel cuore in chi crede nella sua buona volontà e nella sua abilità di concepire e comprendere il lavoro.

A fine settembre “MOBILIS in MOBILE” avrà la “consacrazione” del lancio editoriale. Per ora, facciamo come il… Conte di Montecristo che ha detto (e scritto) “nella vita occorre saper attendere e sperare“.

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