A PALAZZO GILARDONI
Monsignor Pagani benedice il Comune: “Troppe polemiche. Serve più condivisione del bene”

Il prevosto della città ha portato la benedizione natalizia ad amministratori e dipendenti del municipio. Il suo appello è quello di “coltivare il gusto della coralità”

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Il prevosto della città, monsignor Severino Pagani, lunedì mattina ha portato la consueta benedizione natalizia a dipendenti ed amministratori di Palazzo Gilardoni.
“Personalmente ne ho bisogno, è stato un anno duro per tutti noi – ha affermato il sindaco Emanuele Antonelli –. Sono contento che siate tutti presenti, un po’ meno che manchino molti consiglieri”, osserva il sindac, che poi ringrazia i dipendenti comunali: “Riusciamo a sopperire alla mancanza di personale grazie al grandissimo lavoro che fate per dare i servizi essenziali ai cittadini di Busto”.

Il discorso di monsignor Pagani si è aperto con “un sincero ringraziamento a sindaco e giunta”: “Sono molto contento di questo invito, posso esprimere riconoscenza, solidarietà e affetto a tutti coloro che si occupano del bene comune. In un momento di contraddizioni, di difficoltà e di minori risorse, collaborare è molto impegnativo. Dunque il mio grazie va a tutti coloro che lavorano con onestà e competenza, anche a discapito del proprio tornaconto personale”.

Monsignor Pagani invita a riflettere su un interrogativo: “Cosa vuol dire veramente voler bene a una città e ai propri abitanti, al di là di individualismi e delle vedute partitiche? Significa coltivare il gusto della coralità nella casa comune. Gioire dell’ospitalità nel processo lungo e difficile di inclusione. Significa avere una grande passione per la ‘giustezza’ delle cose. Il bene della città  comporta sacrificio, ma il bello sta proprio in questo. Occorre favorire il moto di pensiero, la convergenza di vedute  e la capacità d’intesa, passare dalla indifferenza al prendersi a cuore della cosa pubblica. Guai se non lavoriamo insieme, guai se nella nostra città si instilla il cancro della pretesa. Ci sono troppe polemiche mentre è necessaria più condivisione del bene”. Il prevosto conclude evidenziando che questa benedizione “è quasi più importante della predica della mezzanotte di Natale. Perché questo è un luogo sacro”.

 

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