Massimo della pena con rito abbreviato
Morti in corsia, 30 anni a Laura Taroni

L’ex infermiera del pronto soccorso di Saronno è stata condannata al massimo della pena dal Gip del Tribunale di Busto per gli omicidi del marito Massimo Guerra e della madre Maria Rita Clerici. Accolta in toto la richiesta della Procura

BUSTO ARSIZIO

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Accolta in toto la richiesta di condanna della Procura. Laura Taroni, l’infermiera del pronto soccorso coinvolta con l’ex amante, il medico Leonardo Cazzaniga, nella vicenda delle morti in corsia all’ospedale di Saronno, è stata condannata dal Tribunale di Busto Arsizio a 30 anni di carcere, come aveva chiesto la pubblica accusa. Si tratta della pena massima possibile, avendo scelto l’imputata il rito abbreviato. Laura Taroni è stata condannata per gli omicidi del marito Massimo Guerra e della madre, Maria Rita Clerici.

Cazzaniga, ex vice-primario del pronto soccorso di Saronno, è stato invece rinviato a giudizio dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio, Sara Cipolla, per nove morti in corsia e per l’omicidio, in concorso con l’amante infermiera, del marito e della madre della donna. Cazzaniga è stato rinviato a giudizio anche per la morte del suocero della Taroni, Luciano Guerra, posizione dalla quale l’infermiera è stata assolta su richiesta della stessa accusa. Per Cazzaniga, la prima udienza del processo in Corte d’Assise è fissata per il 13 aprile.

Com’è noto, la vicenda coinvolge gli “amanti killer” Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni. A Cazzaniga sono contestati dodici “omicidi in corsia”, avvenuti secondo la Procura di Busto con sovradosaggio di farmaci. Dopo gli arresti del novembre 2016, la vicenda ha avuto una risonanza enorme. Un’eco amplificata dalle sconvolgenti rivelazioni dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, con il tristemente famoso “Protocollo Cazzaniga”.

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