GIANCARLO RASTELLI, UN CARDIOCHIRURGO APPASSIONATO ALL’UOMO
Mostra alla Fondazione Carnaghi Brusatori: “La prima carità al malato è la scienza”

Presso la Fondazione Carnaghi Brusatori è esposta la mostra che racconta la vita del grande cardiochirurgo Giancarlo Restelli che grazie alle sue scoperte ha cambiato per sempre la storia della cardiochirurgia, specialmente in campo pediatrico

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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“La prima carità al malato è la scienza. Giancarlo Rastelli, un cardiochirurgo appassionato all’uomo”, è il titolo della prestigiosa mostra arrivata a Busto Arsizio grazie alla Fondazione Carnaghi Brusatori. “Rastelli – spiega il presidente della Fondazione Paolo Genoni – è uno scienziato di primo piano che affermava che la scienza stessa è carità, ha dato un importantissimo contributo scientifico alla medicina grazie allo studio delle patologie cardiache e allo sviluppo di tecniche chirurgiche rivoluzionarie che l’hanno portato a essere un autentico pioniere della cardiochirurgia. Un italiano che ha insegnato molto agli americani.  E’ un’esposizione stupefacente, siamo orgogliosi di averla portata a Busto ”.

La mostra, richiestissima,composta da 28 pannelli, sta girando l’Italia, è stata esposta, per la prima volta, sotto i portici di Bologna, poi al meeting di Rimini ed ora è arrivata a Busto presso la sede della Fondazione di via Mentana 24.

Racconta la figura di Gian, come gli amici chiamavano il grande cardiochirurgo che alla Mayo Clinic di Rochester nel Minnesota grazie alle sue scoperte ha cambiato per sempre la storia della cardiochirurgia. Dalla mostra emerge l’umiltà e la grandezza d’animo, il fascino e il carisma di un uomo capace di gustarsi la vita in ogni suo aspetto, fino al suo ultimo giorno di vita, Rastelli  fu colpito dal Morbo di Hodgkin, di cui morì nel 1970.

In concomitanza con l’esposizione, mercoledì 24 ottobre al Museo del Tessile, la Fondazione Carnaghi Brusatori organizza un incontro alla presenza di Giovanni Lucertini, studente di Medicina all’Università di Bologna, tra i curatori della mostra, del dott. Paolo Panisi, cardiochirurgo di Busto e di monsignor Franco Agnesi. Saranno presenti anche esponenti dell’amministrazione comunale e ci si interrogherà sul rapporto tra scienza e carità, in particolare nel rapporto tra medico e malato. La mostra sarà visitabile fino a lunedì 29 ottobre; è possibile prenotare visite per gruppi anche al di fuori degli orari di apertura della Fondazione.

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