Castellanza
Murales sull’acqua come “bene comune”

È stato inaugurato lo scorso fine settimana il Murale di via Binda creato dall’artista Cristian Sonda che, su concept dell’Associazione H14, ha coinvolto nella realizzazione dell’opera cittadini grandi e piccoli

Loretta Girola

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È stato inaugurato il Murale di via Binda, creato dall’artista Cristian Sonda che, su concept dell’Associazione H14, ha coinvolto nella realizzazione dell’opera cittadini grandi e piccoli.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione HumanitArs14 che, con il patrocinio del Comune di Castellanza, ha realizzato il progetto “MiEs1°” (Miesprimo), che ha coinvolto l’artista Cristian Sonda e il Gruppo CAP, che ha offerto il proprio contributo e sostegno.

“Il Murale, iniziato il 24 marzo, è stato eseguito su una storica parete della città – spiegano gli organizzatori del progetto – messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale, e della sua realizzazione si è occupato Cristian Sonda, su concept dell’Associazione H14, coinvolgendo anche i cittadini castellanzesi, grandi e piccoli. Il progetto MiEs1° è orientato alla riqualificazione urbana di muri, sia pubblici che privati, su richiesta del proprietario, realizzando delle opere di Arte Condivisa su temi di interesse pubblico.

Oltre all’artista che progetta ed esegue l’opera i cittadini vengono coinvolti in maniera attiva, almeno nelle fasi preparatorie e delle stesure iniziali, facendo, ad esempio, partecipare le scuole e gli insegnanti alla fase ideativa, attraverso la discussione e la scelta di un tema, disegnato poi con bozzetti dagli studenti e successivamente elaborato dall’artista; il tema, inoltre, può anche essere d’interesse pubblico ed essere proposto dai cittadini adulti.  

HumanitArs14, infatti, ritiene che l’opera debba sempre contenere un messaggio, e il risultato finale deve suscitare nell’osservatore spunti di riflessione, stimolando al contempo i cittadini a riappropriarsi di spazi da rivitalizzare, sensibilizzandoli verso la cura e il rispetto del bene comune.

Questo murale, è incentrato principalmente sul messaggio dell’Acqua come “bene comune”, evidenziando positività e problematiche di questa risorsa collettiva, attraverso l’illustrazione di vari scenari.

La madre che indica al figlio la fontanella e la signora che annaffia i fiori mostrano l’elemento acqua come disponibilità di un “bene pubblico” da non sprecare, mentre altre scene evidenziano il tema dell’inquinamento attraverso la rappresentazione di un paesaggio industriale, di un non lontano passato, in cui le acque del fiume Olona scorrono colorate dagli scarichi delle fabbriche, sottolineano quanto le speculazioni possano provocare situazioni di pericolo per l’uomo e per l’ambiente.

Il giovane pescatore mostra infatti all’anziano la mutazione di un pesce appena pescato, e l’anziano fissa con nostalgia un paesaggio, quello della sua gioventù, che speriamo con l’aiuto delle istituzioni e della popolazione si possa rivedere presto risanato e riportato alle sue origini”.

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