PRESENTATO IL PIANO STRATEGICO DELL’UNIVERSITÀ “CARLO CATTANEO”
Nel futuro della LIUC la facoltà di Giurisprudenza non c’è più

Gli imput provenienti dal mercato per la LIUC-Università Cattaneo rappresentano fondamentali indicazioni in base alle quali modellare il proprio futuro e tracciare la propria rotta. Un futuro nel quale non è più prevista la Facoltà di Giurisprudenza

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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Il messaggio del presidente della LIUC-Università Cattaneo Michele Graglia, nel corso della conferenza stampa dedicata alla presentazione del piano strategico dell’ateneo, non poteva essere più chiaro: “La staticità non paga! Adeguarsi al mercato per noi è una necessità. E’ così che noi agiamo dalla nostra fondazione per soddisfare il mercato delle imprese”.

Gli imput provenienti dal mercato per la LIUC-Università Cattaneo rappresentano altrettante fondamentali indicazioni in base alle quali modellare il proprio futuro e tracciare la propria rotta.

Un futuro nel quale non è più prevista la Facoltà di Giurisprudenza.

“Coerentemente con l’andamento del mercato, con il principio espresso nel piano strategico di concentrare le risorse sui punti di forza dell’ateneo e ponendo, come doveroso – specifica una nota che il presidente Graglia e il rettore Federico Visconti hanno sottoposto alla stampa – da parte di un’istituzione sorta per trasmettere ai giovani studenti principi di corretta gestione, profonda attenzione all’analisi dei dati, il Consiglio d’Amministrazione ha anche deciso di non attivare, a partire dall’anno accademico 2018/2019 le immatricolazioni al primo anno della Scuola di Diritto”.

Gli studenti attualmente iscritti alla facoltà di Giurisprudenza non subiranno alcuna conseguenza dalla decisione del CdA, nel senso che porteranno regolarmente a termine il loro ciclo di studi.

Negli ultimi 5 anni “si è verificato un calo del 36% nella popolazione studentesca di Giurisprudenza e un calo del 43% delle immatricolazioni. Segni evidenti del fatto – ha specificato Michele Graglia – che il mercato non richiede più questo ‘prodotto’. La nostra decisione, quindi, è stata logica e corretta. Abbiamo avuto il coraggio di metterla in pratica. Anche perché – ha aggiunto il presidente della LIUC – non si possono e soprattutto non si devono ‘vendere’ illusioni ai giovani”.

Una delle linee guida del piano strategico dell’ateneo di Castellanza sarà strettamente legata all’innovazione didattica.

“Abbiamo previsto – ha precisato Federico Visconti – dei corsi di alfabetizzazione per quanto concerne il nuovo paradigma produttivo dell’Industria 4.0 che si svolgeranno all’interno del nostro laboratorio tecnologico i-fab. Contiamo molto sulla Task Force Offerta formativa 2020, comprendente anche il contributo di accademici esterni alla nostra Università, per ridefinire sia i corsi triennali che quelli biennali: i primi li consideriamo sempre più di base, mentre i secondi sono quelli maggiormente professionalizzanti. La nostra vicinanza alla imprese (LIUC ha la possibilità di entrare il contatto con almeno 6.000 aziende ndr) ci permetterà poi di incrementare gli stage, compresi quelli all’estero. Già oggi – ha aggiunto il rettore – su 2.100 studenti complessivi, ben 350 vantano delle esperienza all’estero: un dato che colloca il tasso di internazionalizzazione della LIUC ai vertici assoluti a livello nazionale”.

“Il nostro è un piano strategico che guarda decisamente avanti! Abbiamo investito massicciamente sulla LIUC Business School e attiveremo anche un Master in Digital Transformation”, ha detto Michele Graglia.

Nel corso del 2018 la collana editoriale dell’Università di arricchirà di tre importanti contributi conoscitivi: l’analisi di 8 casi aziendali nell’ambito dell’Industria 4.0 (pubblicazione a febbraio); uno studio inerente il ripensamento delle diverse opportunità formative (maggio) e una ricerca circa l’attrattività economico-professionale del territorio (ottobre).

“L’insieme di tutte queste iniziative – sottolinea la nota diffusa nel corso della conferenza stampa – che significano investimenti importanti in termini strutturali e di capitale umano, dimostra la profonda volontà di crescita, sviluppo e rafforzamento da parte del Consiglio dell’Università Cattaneo: un’ulteriore garanzia di determinazione e serietà nell’offrire un prodotto di alta qualità agli studenti di oggi e a quelli che, in futuro, vorranno vivere – conclude il documento – un’esperienza universitaria orientata totalmente ad un positivo ed efficace inserimento nel mondo del lavoro”.

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