Dieci volti nuovi ma stessa passione
Nel giorno del raduno l’orizzonte è limpido in casa Pro Patria / Le foto

Raduno con 25 convocati e dieci volti nuovi tutti schierati alle spalle della “triade” Testa-Turotti-Javorcic. Le parole d’ordine sono continuità, passione e stessa voglia di stupire

GIOGARA

Alessio Murace

BUSTO ARSIZIO

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Un cielo nuvoloso ha accompagnato il raduno della Pro Patria edizione 2018/2019, la stagione che segna il ritorno tra i professionisti e che celebra il centenario. In realtà, per i tigrotti c’è un cielo terso e a forti tinte biancoblù all’orizzonte. Perché, dopo raduni alquanto pittoreschi e sui generis del recente passato, da due anni a questa parte, con la presidente Patrizia Testa al timone, Sandro Turotti nelle vesti di direttore sportivo e Ivan Javorcic come allenatore, la Pro Patria ha trovato quella continuità gestionale e sportiva che andava cercando da tempo e che tante (tantissime) soddisfazioni ha regalato negli ultimi dodici mesi, con la promozione dalla Serie D e con la conquista dello scudetto dei Dilettanti.

Siamo qui con la stessa passione dell’anno scorso e con la stessa voglia di fare bene – esordisce la presidentessa Patrizia Testa – l’anno scorso ci siamo lasciati bene e tutti i ragazzi nuovi arrivati sanno che devono abbracciare e sposare un progetto partito due anni fa. Permettetemi di ringraziare i miei angeli custodi (Turotti e Javorcic, nda) che sono qui al tavolo con me e tutti i giocatori che hanno contribuito a regalarci la serie C e lo scudetto sulle maglie del centenario”.

25 convocati e ben dieci volti nuovi (i portieri Paolo Tornaghi e Matteo Angelina, i difensori Matteo Battistini, Andrea Boffelli, Manuel Lombardoni, Christian Mora, Ansoumana Sanè, i centrocampisti Luca Bertoni e Giovanni Fietta e l’attaccante Ersid Pllumbaj) tutti schierati alle spalle della “triade”.

Sandro Turotti, che è l’architetto di questa squadra, prima distribuisce i meriti (“siamo tornati nei professionisti perché abbiamo una presidentessa che ha mantenuto le promesse”), poi traccia la strada e segna il confine, per evitare voli pindarici: “Ho tanto entusiasmo, ma prima dobbiamo consolidarci in questa categoria. Abbiamo mantenuto lo zoccolo duro che ci ha portato fino a qui e cercato sul mercato quei giocatori che ci permetteranno di affrontare al meglio un campionato impegnativo come la C”. Il diesse gioca a “tutto campo” quando pone l’accento sui potenziali investitori per la società: “Dobbiamo essere noi a conquistarli con il lavoro e con i fatti. Dobbiamo guadagnarci la stima e il rispetto di tutti, consolidarci nella categoria e più avanti negli anni potremo anche divertirci”.

Sostanza, determinazione e voglia di stupire sono state le qualità che hanno condotto la Croazia nella finale del Mondiale. Chi in quella terra ci è nato ed è “portatore sano” di questa mentalità è il mister della Pro Patria, Ivan Javorcic, al suo secondo raduno in quel di Busto Arsizio: “Abbiamo la fortuna di lavorare con una grande presidentessa e sono orgoglioso di far parte di questa società nell’anno del centenario. Era mio desiderio essere qui in questo preciso momento storico”. Anche gli obiettivi personali e di squadra sono chiari nella testa del mister. “So benissimo che in questo mondo c’è poca riconoscenza. A livello personale mi rimetto totalmente in gioco, riparto da meno dieci per arrivare nuovamente a dieci. Così deve fare anche la squadra: non porsi limiti, perché questo gruppo ha potenzialità e grandi margini di miglioramento”.

La chiosa è tutta della presidentessa, l’argomento sono i campi di allenamento: “Dopo quaranta giorni di attesa, abbiamo ottenuto le autorizzazioni dal Comune per procedere. I lavori sono partiti e non si fermeranno più. Sono previste tre fasi (sollevamento del fondo, predisposizione dell’impianto di irrigazione e semina) e con ogni probabilità si terminerà per l’autunno”. Insomma, un’altra situazione che volge al “sereno”. L’orizzonte è limpido in casa Pro Patria.

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