In attesa delle premiazioni di Mille e... Una STORIA, 9^ edizione
“Nel mio mondo, i sentimenti prevalgono sull’economia”

Sarà uno degli ospiti d’onore della serata del 23 novembre, dedicata alle premiazioni della nona edizione “Mille e... Una STORIA”, il premio letterario organizzato dalla nostra testata. Franco Crugnola, alias Peter Hyde. Architetto di Varese e autore di numerose opere d’arte attraverso le quali fornisce una originale “chiave” interpretativa del mondo

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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Sarà uno degli ospiti d’onore della serata del 23 novembre, dedicata alle premiazioni della nona edizione “Mille e… Una STORIA”, il premio letterario organizzato dalla nostra testata e dalla GMC editore.

Franco Crugnola, alias Peter Hyde. Architetto di Varese e autore di numerose opere d’arte (quadri, ma non solo) attraverso le quali fornisce una originale “chiave” interpretativa del mondo: feroce critica del denaro e soprattutto del ‘culto del denaro’; inoltre, la scelta dello pseudonimo (Peter Hyde) rappresenta di per sé un’altra particolare “chiave” di lettura/scrittura: Peter (Pan) incarna il “fanciullo” che c’è in ciascuno di noi e che (a volte) rifiuta di crescere, mentre Hyde (l’altra personalità del Dottor Jekyll) rappresenta la componente più buia(malvagia) del nostro essere che è in perenne conflitto con la parte più luminosa(buona) del medesimo.

La tua esperienza personale denota una particolare “chiave” di lettura-scrittura della tua vita: come me la spieghi?

“Ogni individuo è frutto del suo tempo e porta in sé il vissuto della storia delle generazioni che sono passate prima di lui. La capacità di ognuno dovrebbe essere quella di vedere e mettere in luce tale passaggio. Le esperienze personali e la vita familiare, poi, affina tale percepito. La visione medioevale della società, che poi trova riferimento in tutta la storia dell’uomo, per me è una visione del passato. Il sovrano che tutto può contro una moltitudine di uomini a cui vengono negati i basilari diritti ‘umani’ per me rimane confinato nel passato. Il denaro e il potere deviato che da esso ne scaturisce é per me motivo di critica e tema basilare del mio lavoro. Il rapporto società-economia, individuo e denaro è materia della mia ricerca artistica. Il mio ‘mondo’ è un mondo dove i sentimenti prevalgono sull’economia, l’amore e gli affetti prima del denaro. Il denaro oggi, come sempre, è uno strumento importante per l’evoluzione personale e sociale, ma lo stesso se passa da strumento a fine diventa per me patologico ed inconcepibile. Non so spiegarmi il perché di tutto questo, ma penso che la storia personale di ciascuno dovrebbe essere la somma di tutto questo: imparare dalla storia di chi ci ha preceduto e ha lasciato cosa giuste e cose sbagliate, successi ed insuccessi arricchito dell’esperienza personale del proprio vissuto e dell’osservazione critica del mondo che ci circonda”.

Il Premio Letterario Mille e… Una STORIA si rivolge in particolare ai giovani: rispetto al tuo vissuto quotidiano cosa ti senti di dire loro?

 “Ho avuto molte fortune ma la più importante secondo me è stata che ho viaggiato molto. Quando ero giovane, la diffusione del programma di Inter studi (tipo Erasmus) era agli albori e per la mia situazione familiare non ho potuto accedervi, ma comunque appena potevo andavo all’estero attratto da quei paesi ove la cultura e le tradizioni erano opposte e molto differenti dalle nostre. Penso che queste esperienze mi abbiano dato una visione aperta della cultura e del mondo nel suo complesso. Oggi con Internet, con i voli low cost, coi programmi di interstudio, con la conoscenza sempre più diffusa delle lingue straniere, il mondo si è davvero tanto ‘rimpicciolito’ e il viaggiare e intessere relazioni con ragazzi dell’altra parte del mondo é molto più facile. Cosa mi sento di dire ai ragazzi? Nulla! Non sono un maestro. Posso dire che ho imparato dagli americani ad essere caparbio e a tirare diritto verso una meta ed all’obiettivo prefissato. Ho imparato dai giapponesi ad essere ‘acqua’, flessibile ed adattabile ad ogni cambiamento. Posso citare l’ormai famoso discorso di Steve Jobs all’universita di Stanford estrapolando qui e là dei passi (chiaramente invitando tutti a riascoltarlo… la potenza di internet!): … dovete trovare quello che amate, il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita è l’unico modo per essere realmente soddisfatti e fare quello che riterrete un buon lavoro, è l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato continuate a cercare. Non accontentatevi…. se vivrai ogni giorno come fosse l’unico, sicuramente prima o poi avrai ragione…. il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro… non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E cosa più importante di tutte abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. Tutto il resto è secondario…. SIATE AFFAMATI, SIATE FOLLI”.

Ti propongo queste due “chiavi” di lettura del futuro: a) Vorrei che domani mi succedesse qualcosa di nuovo; b) Spero che domani non mi capiti nulla di diverso dal solito. Tu, quale “chiave” interpretativa scegli e perché?

“Sicuramente scelgo la soluzione A. Scelgo la soluzione A anche nel caso in cui le cose che potrebbero arrivare siano consapevolmente  negative. Il cambiamento è secondo me sempre positivo. Le esperienze che si possono trarre dai cambiamenti e l’adattamento a questi è la storia è il vissuto di ciascuno. Da anziano, cosa si sceglie di raccontare a un nipotino”?

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