Il ricordo di due amici sacerdoti
Addio a don Pino Marelli. “Nello stile di San Giulio fu predicatore e costruttore di chiese”

Nella giornata di lunedì 30 marzo si è spento, vittima del coronavirus, don Pino Marelli, che per 10 anni fu parroco a San Giulio di Castellanza e decano della Valle Olona. Don Pino, per tanti fedeli castellanzesi, rappresentava ancora oggi un punto di riferimento importante

Loretta Girola

castellanza

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Nella giornata di lunedì 30 marzo si è spento, vittima del coronavirus, don Pino Marelli, che per 10 anni fu parroco a San Giulio di Castellanza e decano della Valle Olona. Don Pino, per tanti fedeli castellanzesi, rappresentava ancora oggi un punto di riferimento importante.

Giunto a Castellanza nel 1995, don Pino ci rimase fino al 2006, quando fu trasferito a Concorezzo; a ricordarlo don Giancarlo Moscatelli, oggi parroco di Lazzate, che con lui condivise l’ultima parte del percorso in città. “Don Pino era un uomo energico, che ha sempre affrontato le cose di petto – ricorda il sacerdote – mi è molto dispiaciuto apprendere che non ha superato anche quest’ultima prova come era avvenuto con le molte altre che ha incontrato nella sua vita. Era un uomo di una grandissima intelligenza, un vero buon pastore, che aveva ben chiaro dove guidare la comunità e quale fosse il percorso per arrivarci.
A Castellanza era una figura molto amata, sia per il suo ruolo di parroco, sia per le sue caratteristiche personali; don Pino, infatti, aveva una grande capacità di accompagnare personalmente chi a lui si rivolgeva, seguendo e dando consigli ai suoi parrocchiani, diventando per molti di loro una figura di riferimento che è rimasta nel tempo. Fu molto dispiaciuto di lasciare Castellanza, e anche la parrocchia di San Giulio fu molto rammaricata del suo trasferimento”.

Anche don Luigi Lazzati, Vicario Parrocchiale di San Giulio a Castellanza fino al 2004, ricorda il suo “primo” parroco: “La sua intelligenza – sottolinea don Luigi – lo ha portato ad essere un uomo molto legato alla Parola di Dio; il modo in cui predicava, infatti, mi ha sempre colpito, poiché ti spingeva a riflettere.
Nello stile di San Giulio fu “predicatore e costruttore di chiese”, ponendo grande attenzione anche agli ambienti ecclesiastici e impegnandosi per restaurare le parti della chiesa parrocchiale che ne avevano bisogno. Era un uomo deciso, che ha saputo ottenere grandi risultati, ma che sapeva anche chiedere scusa e collaborare con il suo prossimo, e anche grazie alle queste sue qualità fu in grado di rilanciare il Decanato della Valle Olona, facendolo crescere e prosperare. Gli anni in cui fu decano sono stati molto belli sia per la collaborazione e la comunione tra i sacerdoti, sia per le tante iniziative intraprese per la comunità sia a livello pastorale, sia a livello culturale. Sono stato molto dispiaciuto di apprendere della sua scomparsa”.

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