Nessun “burattino”

Si sa, quanto la Politica sia litigiosa. Sino a quando si "lavano i panni sporchi in casa" va bene; quando invece si travalica il senso del "buon vicinato" occorre rispondere a tono, a ogni livello

Gianluigi Marcora

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Si sa, quanto la Politica sia litigiosa. Sino a quando si “lavano i panni sporchi in casa” va bene; quando invece si travalica il senso del “buon vicinato” occorre rispondere a tono, a ogni livello. Cominciamo dal Presidente della Comunità Europea, Antonio Tajani che “minaccia sanzioni” contro le “parole forti” che risuonano in sottofondo nell’emiciclo di Strasburgo, quasi tutte contro l’Italia.

Poi vediamo di capire cos’ha spinto l’esponente dei Liberali, Guy Verhofstadt che in quasi perfetto italiano ha dato del “burattino” a Giuseppe Conte, nostro Capo del Governo, offendendo lui, l’Italia e il Popolo italiano in “un sol boccone”. Ha fatto bene, Conte a non replicare subito. Ponderando ogni parola data in risposta, con decisione ha replicato “non sono un burattino. Sono orgoglioso di rappresentare la voglia di cambiamento del popolo italiano. Burattino è chi corrisponde a lobbies e comitati d’affari“. Speriamo che il belga abbia preso buona nota.

Nel prosieguo dell’esposizione, il nostro Capo del Governo ha ribadito che “a ogni incontro ufficiale, sono stato rappresentato dai Sottosegretari” e a chi dice che “lasciamo morire le persone in mare, sappia che si sono sempre soccorsi donne e bambini”. Quindi la stoccata chiarificatrice “chi sbarca da noi sbarca in Europa e qui c’è l’ipocrisia. Si sono dichiarati tanti principi e non c’è mai stata solidarietà“. Aggiungendo che “quella dei porti chiusi è l’unica strada efficace per contrastare il traffico degli esseri umani“.

Si sono toccati altri temi, nella riunione di Strasburgo che la stampa Nazionale ha ben evidenziato. Qui ci preme far sapere che l’Italia è stata messa alla berlina da un Parlamento Europeo che ci “tira la giacca” da ogni parte. Con l’intento di farci ritornare sotto il “giogo” di chi ci ha sempre “fatto pagare” sottomettendoci al “giogo” Europeo.

Per fortuna, durante il dibattimento non s’è solo “calunniato” l’attuale Governo, ma si sono tirati in ballo anche i Governi precedenti, nel senso che da sempre, l’Italia era considerata l’ufficiale pagatore, come s’è dimostrato per gli sbarchi dei migranti.

Ora qualcosa è cambiato. Quantomeno si è cominciato a “puntare i piedi” e a pretendere equità in tutto e per tutto. A volte (come diceva mia nonna) “meglio mangiare pane e cipolla, piuttosto del pane che puzza di compromesso”. Sante parole!

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