I COMITATI INCONTRANO L’ASSESSORE REGIONALE CATTANEO
“Nessun pregiudizio sulla chiusura dell’inceneritore”

Il delegato all’Ambiente afferma che lo spegnimento dei forni non ha alcun impedimento tecnico. “Ma non si potrà ignorare la volontà dei Comuni”

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

I principali Comuni del consorzio vogliono prolungare la vita dell’inceneritore di Borsano fino al 2025, gli ambientalisti frenano.
E mercoledì l’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo ha ricevuto, su loro richiesta, i comitati Ecologico inceneritore ambiente Borsano, Rifiuti zero Busto Arsizio, Ecoistituto del Ticino per ascoltare il loro punto di vista sulla questione legata ad Accam.
“Si è trattato di un incontro utile – ha commentato l’assessore – per comprendere le ragioni dei comitati e per illustrare le argomentazioni che sottendono alla programmazione regionale e le scelte fatte in questi anni sul tema dello smaltimento dei rifiuti. Ho ribadito la volontà di ascoltare tutte le parti in causa a partire dalle amministrazioni comunali, specie quelle del consorzio, per arrivare con il massimo consenso possibile alla soluzione ritenuta più opportuna”.

Dal punto di vista tecnico non ci sono impedimenti insuperabili – ha sottolineato Cattaneo – per una eventuale chiusura dell’impianto che smaltisce meno del totale 5 per cento dei rifiuti inceneriti in Lombardia, anche in considerazione della bassa efficienza energetica dell’impianto, che comunque anche alla luce degli ultimi interventi garantisce ampi margini di sicurezza per quanto riguarda il rispetto dei limiti delle emissioni inquinanti e la funzionalità”.
“Andranno dunque condotte – ha concluso – tutte le indagini necessarie per valutare le ricadute, l’effetto sulle tariffe, i costi per la bonifica, l’impatto sulla gestione dei rifiuti dei 27 comuni consorziati. Sono tutti elementi oggettivi che non possono essere trascurati, così come ovviamente non potrà essere ignorata la volontà dei Comuni“.

Da parte loro, i comitati hanno “apprezzato che l’assessore abbia confermato la volontà espressa già nel piano dei rifiuti di Regione Lombardia di proseguire in un’ottica di aumento della raccolta differenziata e di decommissioning  pur nelle difficoltà imposte dalla normativa nazionale.
Non ci aspettavamo promesse finanziarie ma abbiamo apprezzato che abbia egli stesso citato l’ordine del giorno del 21 dicembre 2016 concernente il patto per la Lombardia nel quale il consiglio invitava la giunta, tra le altre cose,  a contribuire alle attività di caratterizzazione ed eventuale bonifica del sito Accam. E abbiamo convenuto che ad oggi il primo passo sarebbe quello di individuare con più precisione i costi di tale bonifica, anche al fine di avviare un approfondimento sui fondi disponibili”.

A proposito della possibile chiusura, questa “dovrà essere supportata dalla volontà del territorio (e quindi dei soci) e da un piano di dismissione/riconversione adeguato.
Abbiamo evidenziato che oggi c’è un tavolo tecnico quasi in fase finale che sta lavorando proprio su questi temi, che peraltro già un precedente tavolo tecnico aveva  individuato delle strategie di decommissioning e che le azioni fatte negli ultimi due anni dalla società, su volontà dei soci, stanno andando in questo senso (a partire dalla rinegoziazione degli contratti in corso alla svalutazione dell’impianto in previsione di una chiusura al 2021)”.
I comitati sostengono che Accam abbia oggi “una possibilità che non si ripresenterà facilmente in futuro: chiudere un impianto che negli anni ha avuto varie vicissitudini ambientali ed economiche negative, che oggi appare molto rigido per un sistema in continua evoluzione come quello dei rifiuti e del riciclo, ed avviare una strategia con impianti di trattamento e selezione a freddo.
Il nostro appello ai sindaci è quindi quello di continuare a percorrere il sentiero già tracciato verso la dismissione e riconversione”.

Copyright @2018

NELLA STESSA CATEGORIA