LA LETTERA DI ANTONELLI
Niente Gioeubia al Tosi. Il sindaco alla preside: “Non si chiuda nelle sue convinzioni”

Lettera aperta destinata alla dirigente Amanda Ferrario: “Darò indicazione di non autorizzare il falò”, dice il primo cittadino, che aggiunge: “Non si chiuda nelle sue convinzioni. Di predicatori alla ‘Greta’ ne contiamo milioni”

BUSTO ARSIZIO

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Caso Gioeubua all’Ite Tosi. Il sindaco Emanuele Antonelli interviene con una lettera aperta destinata alla dirigente Amanda Ferrario. “Darò indicazione agli uffici comunali di non autorizzare il falò”, dice il primo cittadino, che però aggiunge: “Non si chiuda nelle sue convinzioni. Di predicatori alla ‘Greta’ ne contiamo milioni”

 

Stimatissima dott.ssa Ferrario,

ho letto e, per alcuni versi, apprezzato molto il suo messaggio, giunto attraverso una lettera aperta ai giornali del territorio ed è per questo motivo che le rispondo pubblicamente.

Sono d’accordo con lei sul fatto che la scuola deve essere luogo di educazione e rispetto, “deve educare, insegnare, trasmettere, spronare al pensiero critico, far riflettere, discutere”.

Sono un pochino meno d’accordo con lei, quando afferma che la scuola, il Tosi, è una comunità in grado di prendere decisioni e fare delle scelte: va benissimo, ma sempre ricordando in quale contesto si è inseriti, cosa vale e cosa vale meno, quello che pensa la maggioranza delle persone.

Poi, certo, fare le proprie scelte, nel rispetto della sua autonomia, ma anche di chi vive e lavora magari non dentro la scuola, ma dando il proprio contributo attraverso altri strumenti, come le tasse e le imposte che tutti i cittadini (onesti) pagano per far funzionare i servizi pubblici.

Detto questo, se le norme me lo consentiranno, darò indicazione agli uffici comunali di non autorizzare il falò del mercoledì davanti alla scuola che lei rappresenta (anche se non sono certissimo che la scuola si senta rappresentata dalla scelta da lei fatta).

Ad ogni modo, non credo che gli stessi responsabili dell’associazione Noi del Tosi e neppure FdI richiederanno l’autorizzazione.

Probabilmente, se anziché scrivere una lettera al sindaco, pubblicata su tutti i giornali (sta facendo politica per caso?), mi avesse telefonato e mi avesse confidato che, per tutte le ragioni che elenca nella sua sentita, bellissima lettera, era meglio non autorizzare il falò del mercoledì, oppure lo avesse chiesto ai responsabili dell’associazione, ecco se avesse agito con una maggior discrezione io penso che l’opinione pubblica avrebbe compreso la dignità della scelta e l’avrebbe condivisa.

Invece, ha ritenuto giusto affidare a un messaggio pubblico la sua contrarietà a una tradizionale festa che può avere qualche limite, ma unisce nel rispetto della nostra storia e della nostra identità.

Vorrei anche dirle che il Tosi io l’ho frequentato, ne conosco i tanti pregi, la Provincia di Varese e il Comune di Busto Arsizio lo sostengono in tantissimi modi, come sostengono le iniziative di Noi del Tosi, che è associazione del territorio meritevole e meritoria, che se non ci fosse  si dovrebbe inventare.

E mi sembra giusto anche ribadire, come spesso ho fatto durante la mia esperienza di Sindaco della sesta città di Lombardia, che io sto con la politica e con gli studenti.

Con chi fa politica da tanto tempo e ha dedicato parte della sua vita agli interessi pubblici, che non pretende di essere promosso in Italiano, ma che non è giusto venga provocatoriamente definito cialtrone per aver sostenuto quella parte della scuola che non condivide la sua decisione.

Nell’attuale situazione politica nazionale, che lei conosce bene per aver fornito un importante contributo nel passato Governo, si fa politica, con la P maiuscola, anche difendendo gli interessi dell’identità culturale di una Città!

E sto con gli studenti perché lei fa benissimo a stilare la sua personale classifica dei valori educativi della scuola, ma non si chiuda nelle sue convinzioni, ascolti chi sta intorno e frequenta la scuola e la vita.

Di predicatori alla “Greta” ne contiamo ormai diversi milioni, qualcuno onesto e rispettoso di quello che dice, altri sono poco credibili, come ad esempio quelle aziende che fingono di essere green o di esserlo diventate di colpo. Pensi, a questo proposito, che gente di Busto, che quindi non conosce solo i falò delle tradizioni e inquina il mondo, sta attrezzandosi per andare a piedi a Davos per criticare questi comportamenti scorretti e con lo spirito di chi ha molto da perdere e nulla da guadagnare. Noi siamo vicini a loro perché crediamo che questa battaglia sia giusta e la sosterremo come meglio potremo.

Come avremmo sostenuto con molta più convinzione la sua scelta, se fatta con lo spirito di apertura verso i problemi del mondo e della nostra città. La sosteniamo ugualmente, ma col dubbio che si sia trattato di una trovata per far parlare i giornali (giornalettismo spicciolo?).

Col buon senso che caratterizza tutti i bustocchi, aspettiamo la Giobia del Tosi giovedì 30, insieme a tutte le altre.

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