Noi, Accam e il Governo

Mi viene in mente un discorso di 40 anni fa; quando decidemmo in 7 di dare vita a un giornale "targato" Busto Arsizio a cui affibbiammo in testata il nome BUSTO SPORT...

Gianluigi Marcora

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Mi viene in mente un discorso di 40 anni fa; quando decidemmo in 7 di dare vita a un giornale “targato” Busto Arsizio a cui affibbiammo in testata il nome BUSTO SPORT. Esordì in Edicola nel settembre 1980 e lo accorpammo al settimanale La Scelta e  prese il nome l’Informazione.

Fu un settimanale d’avanguardia che ricevette subito l’assenso del pubblico. Di “straordinario” c’era il contenuto: dedicammo ampio spazio alle vicende esclusivamente locali, compreso lo sport. Aveva una veste editoriale decorosa, ma non lussuosa, con titoli ficcanti e articoli ad ampio respiro. Non solo si sentivano pareri degli addetti ai lavori, ma si approfondiva ogni notizia con “servizi” che coinvolgevano il cosiddetto “sottobosco” per fornire al Lettore, ampia possibilità di critica.

Si disse, allora, che un giornale, così, con la carta patinata, così, con tante pagine, così, sarebbe durato 5-6 mesi. Gli oneri di Redazione sono tanti e con nessuno “dietro” non ce l’avremmo fatta. Ora siamo a quota 39 e …come canta Vasco, “siamo ancora qua…eh già” in on line.

Per dire che DUE “atroci” problemi, coinvolgono la nostra Comunità e l’intera Italia e le dicerie, con dentro tanto livore, continuano ad emergere. Per casa nostra, il problema “drammatico” è ACCAM, mentre per il Paese, il problema altrettanto drammatico, è il Governo gialloverde.

Ho imparato che quando “tutti” si scagliano contro “tutti” vince il buon senso di tutti gli altri. Qui, nella fattispecie, sono di Elettori, come fu per noi, allora, coi Lettori.

ACCAM la si vuole “immolata” sotto il peso di Leggi e Regolamenti, a volte reconditi e a volte non in linea con la logica. La maggioranza di chi vuole far fallire ACCAM è aumentata e chi vuole ACCAM sotterrata, sembra prevalere. Le conseguenze saranno peggiori del “male”, ma sembra si voglia così.

Per l’Italia, la novità M5S- Lega, non piace ai Politici; quelli di professione per intenderci. Coloro che hanno “scuola” dal 1946 ad oggi. Gli stessi Politici che a suon di Partiti hanno portato il Paese ai limiti della bancarotta; il Pil lo dimostra, col Debito Pubblico oltre i 2500 miliardi di deficit.

Da anni, Radio, TV, Giornali di Partito (e non quelli liberi), fanno a corsa a dire che “così non va bene, siamo in mano a dilettanti allo sbaraglio, Di Maio e Salvini litigano a più non posso” e che il Governo è alla fine; ai titoli di coda.

Noi, allora (l’Informazione) ascoltammo e facemmo spallucce. Nel senso che a ogni azione, segue una reazione. E noi, le azioni, le concretizzammo e con fatica, passione, con l’aiuto della gente libera, superammo la cosiddetta “asticella” e inanellammo ai “fatidici 5-6 mesi di durata, anni dopo anni e già pensiamo a come celebrare degnamente i nostri 40 anni, il prossimo anno.

Per dire che le ciance contano nulla. Che chi crede negli ideali e nei sogni, deve lottare per poterli ottenere, nonostante la Legge sull’Editoria che elargisce “contributi” agli Organi di Partito e nulla a chi svolge un’informazione libera. Noi, per esempio.

Per ACCAM ci sarà la riunione (dicono definita) il 4 giugno prossimo. Da una parte hanno fatto bene a procrastinarla a tale data, visto che parecchi Comuni-soci possono cambiare gli equilibri. E, dall’altra, il 4 giugno si consumerà un verdetto, con le conseguenze che pochi immaginano, ma che colpiranno come una “mannaia” chi lavora ad ACCAM, i Cittadini che dovranno pagare gli oneri del fallimento (tasse aumentate) e il servizio di smaltimento rifiuti che andrà rivisto, ri-selezionato, ri-valutato, con chi ci sta e, magari non più coi 27 soci attuali. Per assurdo, a guadagnarci è il Comune di Busto Arsizio che, giustamente, pretende la bonifica del terreno su cui sorgono gli impianti ACCAM; bonifica da attuare subito, nell’immediato e non certo alle “calende greche” per non acuire i disagi e gli effetti sulla salute. ACCAM attende, intanto la Delibera dell’effetto Conte, chiamata a fornire la parola definitiva.

Per il Governo si avrà una specie di responso il 26 maggio prossimo. Mi auguro di poter contare sui “litigi” fra Di Maio e Salvini che oltre alle parole hanno prodotto molto di buono. Diversamente, non avremo più litigi, ma dovremo affibbiarci un’Italia paciosa che lascia la corruzione, l’evasione fiscale, il Debito Pubblico oltre ogni limite di tolleranza. Con un Parlamento che, invece di vedersi ridurre drasticamente i costi, avrà “licenza” di aumentarli a piacimento. Ci diranno: sono i costi della Democrazia ….ma sarà unicamente una bufala.

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