Necessari coraggio e volontà
“Non abbiate paura di cambiare”

Lo diceva una vecchia maestra ai suoi scolari che non si capacitavano su come ci si deve comportare idealmente. Quindi? Andare avanti col solito “tran-tran” non è edificante. E nemmeno gratificante. Si cambia in Politica. Si cambia negli atteggiamenti. Si cambia coi propositi. Di certo, per cambiare sono necessari coraggio e volontà...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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M’è rimasta in mente una frase letta qualche giorno fa sul quotidiano locale, a firma del suo Direttore: “Non abbiate paura di cambiare; tanto nella vita, quasi sempre si può cambiare di nuovo“. Lo diceva una vecchia maestra ai suoi scolari che non si capacitavano su come ci si deve comportare idealmente. Quindi? Andare avanti col solito “tran-tran” non è edificante. E nemmeno gratificante. Si cambia in Politica. Si cambia negli atteggiamenti. Si cambia coi propositi. Importante è convincersi di cambiare in meglio. Di certo, per cambiare sono necessari “coraggio e volontà“. Non sto certo qui a fare il “predicozzo” come coloro che dicevano “armiamoci e partite”, ma una riflessione la voglio fare sul problema; quanto meno per darmi una spiegazione, in rigorosa onestà. Ci lamentiamo ora del Deficit pubblico, del Parlamento che legifera male, della Giustizia …non Giustizia, dei fatti delittuosi in Scuole e in Ospizi, di sperequazioni sui fatti quotidiani, su sprechi della “cosa pubblica“, su… poi?

Poi si trova sempre una “pezza” per giustificare un misfatto, un quasi abbandono alle Leggi, una diversa attuazione di quanto ci si era prefissati di fare, un ripensamento su quanto si era deciso. Esempi? Uno a caso. Il Parlamento aveva deciso una decurtazione delle super pensioni e “un attimo dopo” la Corte dei Conti si era espressa con un categorico NO…. e per quale motivo? Aveva “bollato” il provvedimento per “anticostituzionale” e la gente ha fatto spallucce come a dire… “beh, se è così!”. La realtà è di ben altra portata. Siccome i signori membri della Corte dei Conti (ma pure quelli del Consiglio Superiore della Magistratura, del Consiglio di Stato, delle Forze Armate etc…etc…) hanno uno “stipendio” direttamente proporzionale ai Parlamentari, se avessero accettato tale Legge avrebbero dovuto sostenere la decurtazione del loro stesso stipendio. Come a dire… “tagliate pure le super pensioni, ma non la mia“. Anche l’ex Capo di Stato, Giorgio Napolitano ci ha “invaso” col suo “ce la faremo”, ma la gente con la Legge Fornero ci ha rimesso soldi, salute e non assegnazione dei posti di lavoro ai giovani e lui, il Giorgio che ha fatto solo il Politico della vita e non ha mai lavorato, oltre agli appannaggi per le cariche Politiche assunte, ha pure percepito una “liquidazione” di oltre 600.000 Euro. Ritenute? Nessuna…si, perchè lo “stipendio” non è regolato da un”  Contratto di Lavoro” quindi non è soggetto al rispetto delle parti. Ma il “cambiamento” come dovrebbe avvenire? Poi, sempre il Parlamento ha stabilito di dotare le Regioni di un “fondo perduto” per far fronte ad esigenze di mandato, senza la giustificazione per le spese effettuate… poi, solo poi si è deciso che era necessaria una “giustificazione” alle spese e s’è scoperto la nefandezza pura di come i Politici spendono (cioè sperperano) il denaro pubblico. Tanto è vero che su 27 Regioni, ben 21 sono sotto controllo e incriminate per “depistaggio” di finalità.

E i processi? Mi riferisco a quelli sui “compensi” ai Partiti morti, sulle elargizioni avvenute con “ritorno” a chi le ha proposte e sovvenzionate, sino ad arrivare (esempio) a condannare Roberto Formigoni a pagare per le sue malefatte, con quale risultato? Il primo è che l’hanno promosso da Governatore della Lombardia a Senatore della Repubblica Italiana, con tanto di indennità parlamentare e 20.000 Euro al mese. Giustizia? Poi ci sono coloro che percepiscono “indennità” per le cariche assunte giustificate con “me lo consente la Legge“. Mi fermo qui. Mi sto alterando e desidero essere pacato nei giudizi. Quando “la Legge te lo consente” e lo dico a ogni Parlamentare “non è che ti sfiora nel cervello il pensiero che è la Legge che va cambiata, per il fatto che è iniqua”? – Il cambiamento deve avvenire proprio a partire dal Parlamento con un Governo che detta la strategia e un Presidente della Repubblica che quando non è d’accordo su una Legge, non la deve firmare. Lo so che il Capo dello Stato può “non firmare” un provvedimento per una sola volta; tuttavia quando esercita un suo diritto “avvisa” il Popolo che quella ipotetica Legge è un oltraggio alla Nazione, poi se il Parlamento dovesse smentire il Capo dello Stato, il Popolo può ben commentare “ah si? e voi Parlamentari tenete in considerazione il Capo dello Stato in siffatta maniera”?

Ho lasciato per ultimi il “coraggio” e la “volontà“. Il primo, chi va in Parlamento fa come… don Abbondio e “se uno il coraggio non ce l’ha, non può inventarselo” e la “volontà” appartiene a pochi. I Parlamentari sono quasi tutti “a rimorchio” del leader di Partito e ben pochi (consentitemelo) hanno “le palle” per produrre il cosiddetto cambiamento. Visto com’è andata con la Legge Elettorale? Col “Rosatellum” sapevano tutti che nessuno avrebbe vinto e che si sarebbe andati a votare di nuovo “più tardi”. Ma adesso ci dobbiamo affidare a chi ha vinto le Elezioni, ben sapendo che i cosiddetti “alleati” hanno già dichiarato di “votare contro”. Uno sbocco felice a tutto ciò, esiste: oltre a raschiare il barile, c’è il suicidio politico; almeno si “muoia” in compagnia e con noi, “muoia” l’Europa che non ci rispetta e che noi non rispettiamo. Siamo Italiani. Però, a “cambiare di nuovo” non dev’essere l’Italia, bensì deve esserlo l’Europa, trattando tutti gli Stati alla pari.

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