Nella “mia” Busto Arsizio
Non sempre le modernità risolvono i problemi

Busto Arsizio mostra lacune evidenti, a cui si potrebbe metter mano per evitarle. Ѐ sporca, soprattutto nelle vie centrali. E ogni tre per due necessita di una sistematica pulizia, specie per quanto riguarda la fontana di Piazza Garibaldi...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Non sempre, le modernità risolvono i problemi. Basta guardarsi in giro. La “mia” Busto Arsizio mostra lacune evidenti, a cui si potrebbe “metter mano” per evitarle. Ѐ sporca, soprattutto nelle vie centrali. E ogni “tre per due” necessita di una sistematica pulizia, specie per quanto riguarda la fontana di Piazza Garibaldi. Lasciamo stare la periferia che “più o meno” trova gente che pulisce il proprio “orticello” salvo poi lasciare ampi spazi di degrado, dopo le manifestazioni a MalpensaFiere.

Non parliamo della gente indisciplinata, a cui manca totalmente il senso civico. Deiezioni per strada sia per gli animali, ma soprattutto (sic) sia umane. Non parliamo delle ubriacature riscontrate in ogni giorno della settimana, con il picco nei giorni di festa. Adesso poi che parecchie strade di Busto Arsizio sono malridotte sia per i lavori riguardanti la “banda larga” sia per la normale manutenzione, i disagi per i Cittadini, aumentano. Che si vuole dire? Che la “modernità” di cui sopra deve attingere ai vecchi mestieri che garantiscono – tra l’altro – sia il risparmio per la collettività sia il decoro deontologicamente auspicato.

Parliamo dello “spazzino“… quello che oggi si chiama “operatore ecologico“. Cosa ce ne facciamo di tale “operatore ecologico” che nemmeno si vede in giro per il rattoppo di piccole buche, quando invece il “vecchio” spazzino, armato di un badile soltanto e di un bidone di asfalto, metteva a posto fior di strade. Poi c’è lo spazzino addetto alla pulizia delle strade. C’è in giro di tutto: dal famigerato pacchetto di sigarette vuoto, alle bottiglie di birra, alcune delle quali, rotte. Devo metter qui tra i rifiuti, anche i “resti di vomito” e mi scuso per la crudezza, ma li ho notati personalmente e sinceramente mi ha fatto schifo. Non parlo più dei cani. Qui ci sono le solite “fregole” che hanno la mania di incazzarsi a prescindere, quando si cita il problema, invece dovrebbero andare in giro con paletta in mano e guanto in borsa, oltre al sacchetto per la pulizia.

Necessita quindi lo “spazzino” e non lo chiamo più “operatore ecologico” per il rispetto che gli dobbiamo e per l’umiltà con cui esercita un lavoro preziosissimo. Quindi, “spazzino” a doppia mandata: pulizia delle strade e rattoppo delle buche. E caliamo qui il “dado” del risparmio. Asfaltare una strada dissestata costa parecchi Euro; rattopparla e renderla “percorribile” costa molto meno. Inoltre, il rattoppo consente di poter procrastinare nel tempo un lavoro completo di asfaltatura. Per non arrivare, come si vede tuttora, alla situazione dei controviali del Viale della Gloria, diviso in tre: Diaz, Duca d’Aosta, Cadorna.

Da via Castelfidardo, voltando a destra, c’è un asfalto “gruviera” dove le gomme stesse si… mettono a bestemmiare, tanto l’asfalto gratta. Altro che… gratta e vinci. Qui occorre prendere appuntamento dal gommista per un restyling di tutto punto. Vogliamo aggiungere le scritte sui muri e le obbrobriosità dei graffitari? Quasi inutili le cancellazioni. Chissà come, il giorno dopo, queste oscenità, appaiono e il Comune spende soldi per cancellarle. Che si deve fare? Una soluzione ci sarebbe: ad esempio mandare in giro qualche agente in borghese, “pizzicare” chi sporca e far pagare il danno… sì, proprio così, far pagare il danno.

E veniamo al “senso civico“. Visto che il nostro Ministero dell’Istruzione ha abolito quale materia di studio l’Educazione Civica, lo faccia il Comune. Abbiamo visto la splendida iniziativa sia dell’Amministrazione Farioli sia dell’Amministrazione Antonelli di dotare tutti i bambini delle Scuole dell’Infanzia sia gli Studenti delle Scuole Elementari e Media di Secondo grado della fiaba dal titolo Tepy (10.000 copie nella prima edizione e 10.000 copie della seconda edizione), perché non pensare all’Educazione Civica? Arriveremmo a dover imparare dai nostri ragazzi, come si vive in Comunità e come ci si dovrebbe comportare. Per una ragione spicciola: sporcare o imbrattare o rompere le suppellettili pubbliche, vuol dire aumento delle Tasse. Con l’Educazione Civica a portata di mano, si vivrebbe tutti meglio.

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