Dove credete di andare senza averci interpellato
Non vogliamo i barbari in Parlamento

A noi donne, a noi madri, i barbari che legiferano su questi temi non stanno bene. State distruggendo un paese che di per sé sarebbe bellissimo, in nome di un avanzamento di diritti spesso inconsistenti e senza fondamento reale, le basi della natura umana e dei suoi principi originari...

Michela Diani

BUSTO ARSIZIO

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Questa settimana – a quanto pare, dalle notizie che circolano in rete e dal decreto che ho potuto leggere – il senatore Pillon, Legista con clava molto più spessa di quella di Salvini, anche se all’apparenza il bruto con i peli appare il secondo, curriculum di prestigio, con mentalità medioevale, tipica dei cattolici non evoluti nel pensiero, e che quindi sono tradizionalisti dove vogliono loro e avanzati sempre dove vogliono loro, che si era già distinto in passato per aver dichiarato guerra alle streghe in una scuola pubblica di Brescia, dove era stato messo in atto un laboratorio di teatro, costringendo con la sua ampiezza di vedute l’insegnante a chiudere il progetto basato su fiabe e racconti (che si vede lui non sa sono un mezzo educativo importante da sempre per stimolare la crescita armonica della personalità e il contatto con la propria interiorità, ma niente per lui Jung e il mondo simbolico sono acqua fresca), presenterà una proposta di legge di modifica sulla bigenitorialità (che si anticipa già da sé viste le premesse fatte sopra), congiuntamente alle associazioni Padri Separati, volto secondo lui e secondo i suoi adepti a portare a uno stadio di maggiore evoluzione questo paese dal punto di vista della genitorialità.

Certo, se mettere a tacere, non invitandole neanche al tavolo di discussione le associazioni femminili è secondo lui, evolversi, abbiamo perfettamente capito in quale senso. Evidentemente i voti delle lobbies e dei padri separati gli hanno fatto comodo e come avvocato – che quindi ben conosce i problemi che si annidano sotto questo tema, visto che è avvocato anche di madri che subiscono quella cosiddetta ‘ alienazione’ che tanto menziona nel suo decreto – ci risulta effettivamente caratteristica questa mancanza di democrazia.

Se dobbiamo, noi donne, metterci alla stregua della vostra barbarie ed ignoranza, state tranquilli che siamo capaci anche noi e quindi ve lo diciamo in un romano spiccato che fa sempre effetto:

‘’ aò, ‘ndo credete de annare senza averci interpellato’’?

A noi donne, a noi madri, i barbari che legiferano su questi temi non stanno bene. State distruggendo un paese che di per sé sarebbe bellissimo, in nome di un avanzamento di diritti spesso inconsistenti e senza fondamento reale, le basi della natura umana e dei suoi principi originari.

Per raccogliere intorno a voi, in preda ad un arrivismo senza paragoni, voti di lobbies per i cosiddetti diritti civili, state schiacciando con la vostra aggressività i diritti dei bambini, in una visione adultocentrica della vita, come se i figli fossero dei pacchi postali senza anima, dei robot senza emozioni e desideri, senza preferenze e senza bisogni specifici per ogni età e tappa della loro vita, anche in base al sesso e alle inclinazioni naturali di ogni singolo bambino, quando non addirittura li riducete a campioni o provette di laboratorio in fornetti uterini.

La degenerazione somma del diritto dei bambini in nome di un avanzamento barbarico di pseudo diritti degli adulti fondati su ego ipertrofici e strutturalmente prepotenti e narcisisti che cercano di colmare attraverso i bambini le lacune del proprio vivere.

In nome di una genitorialità fondata sul potere e non sull’amore ( perché l’amore non sapete neanche cosa sia) avanzate richieste per soddisfare i deliri irrisolti di bambini feriti che non hanno ancora capito neanche da lontano cosa sia la genitorialità, una genitorialità che non nasce all’ingresso di un Tribunale quando iniziare la recita fa comodo, ma quando la cacca puzza nel pannolino, quando il vomito ti bagna i capelli e quell’odore ti resta anche se i capelli te li lavi 5 volte, quando non devi spingere l’altalena ma negare un capriccio a costo di risultare antipatico a tuo figlio, perché hai deciso di essere genitore e non amico.

Questa ansiogena paura del sesso maschile di perdere il potere che li mette al tappeto, perché non vogliono accettare che a loro non è dato il dono della maternità e rivendicano pertanto l’esercizio della loro paternità in modo sbagliato e disfunzionale.

Se agli inizi del ‘900 Freud ci indottrinò fino allo sfinimento con quella ‘invidia del pene’ intendendo la rivendicazione nelle donne dell’energia maschile, in questi anni stiamo assistendo a una ‘ invidia spropositata della vagina’!!!

L’esercizio della paternità è un diritto, ma anche un dovere e va esercitato secondo crismi che non passano certo attraverso la violenza sulla madre o l’affermazione del proprio ruolo genitoriale schiacciando l’altro o riducendo la sua vita a brandelli per cattiveria pura, vendetta, o perché non accettate di essere stati lasciati ( e non vi domandate neanche il motivo).

Comprendo, nonostante la mia storia, che vi sono in questo paese anche molti padri finiti nelle mani di stronze che li hanno a suo tempo calpestati, qualcuno lo ho anche conosciuto e saputo accogliere quando mi ha manifestato il proprio disagio e il proprio dissenso, ma ve ne sono moltissimi e che non si nascondono neanche più ( perché la rete li smaschera), padri che nulla hanno a che vedere con l’esercizio di una genitorialità sana ma solo con l’affermazione di una prepotenza senza limiti, sostenuta dalla legge e grazie a cui la bigenitorialità diviene il mezzo migliore per continuare ad esercitare nei confronti di madri e figli, la prepotenza che prima veniva investita solo sulla moglie e vittima.

Nel suo decreto poi, cita fonti neanche accreditate di fondamento, non si parla ad esempio di legami di attaccamento, di importanza di cura del legame madre-figlio alla nascita, la cui importanza in un paese civile non andrebbe neanche spiegata, ma nel paese dei barbari e degli ignoranti dobbiamo fare una guerra cosmica per affermarlo.

Abbiamo in parlamento un branco di irrisolti con la loro madre che pretendono di strappare valore al materno solo perché a loro qualcosa è andato storto o non l’hanno ancora elaborata tutta la loro esistenza, nonostante i loro 50 anni suonati!!!

Prima di presentare i decreti, care lobbies, fatevi vedere da uno bravo, per favore. Gente irrisolta che agisce in parlamento non ci serve. Grazie.

I diritti del minore vanno riportati al centro. Punto. Che questo vi piaccia o no. Il diritto dei padri prepotenti passa in secondo piano. A meno che non si vogliano partorire generazioni future di disagiati mentali dando la colpa alle separazioni e ai conflitti, mentre nella realtà, la colpa è solo ed esclusivamente di come viene agita con somma ignoranza da parte degli operatori del diritto la legge stessa.

E se, proprio dobbiamo parlare di diritti civili, prima ci mettiamo a un tavolo per parlare dei diritti civili delle donne che da secoli combattete per negarci, ma adesso è finita la pacchia. Il potere ce lo prendiamo da sole. Lo eserciteremo senz’altro meglio di voi ed anche in maniera diversa.

Prima di paragonare l’Italia in termini di bigenitorialità agli altri paesi europei, cerchiamo di evolvere i cervelli accertandoci che abbiano almeno la base necessaria per differenziarsi dai barbari, altrimenti, caro Pillon, a lei che è cattolico, questo paragone suonerà famigliare, Gesù Cristo i tavoli dei mercanti li ha ribaltati e senza buone maniere!

 

Donne donne e Uomini non ominicchi e quaquaraquà

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