Novembre alle porte

Si avvicina a "larghe falde" novembre. Il cielo è stanco a trasportare nubi. Da qualche parte nevica. E' in agguato l'inverno, sorpassando l'autunno con uno stacco perentorio. Piovere sta bene, ma quando la pioggia è troppa, rischia di far male, causando pericoli

Gianluigi Marcora

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Si avvicina a “larghe falde” novembre. Il cielo è stanco a trasportare nubi. Da qualche parte nevica. E’ in agguato l’inverno, sorpassando l’autunno con uno stacco perentorio. Piovere sta bene, ma quando la pioggia è troppa, rischia di far male, causando pericoli.

Da noi, uno dei pericoli è dettato da alcuni alberi, “senza radici”. Non sono un arboricoltore, ma si sente spesso discutere del problema. Meglio un controllo, specie in viale Piemonte, viale Duca d’Aosta e viale Boccaccio.

Per i buongustai è tempo di “cazèula“, uno dei piatti tipici di Busto Arsizio. Deve essere cucinato col cavolo cosparso di brina (mai prima) e con la carne di maiale, cotenne incluse. Anche il piatto “polenta e bruscitti” è di questo periodo e guai a dire che i “bruscitti” rappresentano la carne trita. L’omonimo Magistero a suo tempo ci trasmise la ricetta originale e noi la pubblicammo.

I “bruscitti” si cucinano con quattro tipi di carne, ognuno delle quali con differente cottura..

La Tradizione, così è rispettata.

Due parole su novembre che …entra in azione: L’uno di novembre è il giorno di tutti i Santi. Chi non ce l’ha, il Santo segnato sul calendario, può festeggiarlo il primo di novembre, anche per non sentirsi a disagio rispetto a tanti che vedono il proprio nome fissato su carta.

Mi va invece il 2 di novembre, impropriamente chiamato “giorno dei morti”. E’ un errore pacchiano e chiedo aiuto al Vocabolario che mette in risalto tutte le sfaccettatura di un giorno di festa e assolutamente no al giorno della contrizione.

Commemorare vuol dire ricordare qualcuno o qualcosa. Chi lo fa con affetto; chi per risaltare una data che ricorda qualcosa di importante – c’è poi il discorso commemorativo che può ricordare una scadenza o un evento che ci ha particolarmente colpito – c’è pure l’Orazione dentro la Messa in onore di un Santo o della Beata Vergine.  Queste righe le ho copiate dal Vocabolario per non creare dubbi al Lettore.

Dunque mi limito al “ricordare” e tiro in ballo pure Ugo Foscolo (sic) che col suo “Dei Sepolcri” la dice lunga sul 2 novembre, asserendo che i sepolcri servono ai vivi, sprigionando un dialogo di “amorosi sensi” che uniscono il vivo al caro estinto, costituendo un “rapporto” e un “ricordo” per quanto i nostri cari estinti hanno prodotto per noi.

E’ una sorta di comunicazione che deve far riflettere, anche per “aggiustare” una condotta di vita che (magari) si è tralasciata o vilipesa senza una pacata riflessione. Davanti a una tomba o a una lapide o semplicemente davanti a una fotografia di un “caro estinto” si passa in rassegna tutto un percorso della nostra esistenza ed è proprio in quel momento di giusta riflessione che è possibile “correggere il tiro” e migliorarsi.

Subentra nella riflessione – poi – la riconoscenza per chi ci ha voluto bene; per coloro a cui abbiamo lesinato il bene e che non siamo arrivati in tempo a dimostrarlo. Nel “dialogo” di “amorosi sensi” si rettifica un pensiero, si pone fine a un errore, si intraprende una condotta più corretta.

Confesso, al Cimitero ci vado (più o meno) ogni domenica. C’è il “dialogo” coi miei “cari estinti“, ma c’è pure una preghiera per i Caduti (ad esempio) che hanno sacrificato la vita per donarci la Libertà. Certo non sto a parlottare per pretendere una risposta, ma un “grazie nonna per la mamma che mi hai donato” ci sta sempre. Anche un “ciao papà ….quanta vita insieme” eppure se n’è andato a 59 anni. Per mamma, poche parole “grazie di essere la mia mamma” e lei mi sorride con l’anima e avverto dentro il cuore l’emozione e quel trasporto di sentimento che “unisce il vivo al caro estinto“.

C’è anche questa ulteriore annotazione che cesella l’intero 2 novembre, quale giorno di Festa: il 2 novembre del 1973 sono diventato padre. La gioia si sprigiona ogni 2 novembre, ininterrottamente per dire che il 2 novembre è “Natale” con la gioia nel cuore e la Festa che travalica ogni sentimento.

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