I rifiuti chiamiamoli risorse
Nulla si distrugge, tutto si trasforma

Un esperto del settore ha sentenziato che “non esistono rifiuti, ma resti di utilizzo o di lavorazione: quindi chiamiamoli risorse”. Giustappunto. Anche in virtù del famoso detto “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Problema attualissimo: rifiuti. Un esperto del settore su RAI 1 (radio) ha sentenziato che “non esistono rifiuti, ma resti di utilizzo o di lavorazione: quindi chiamiamoli risorse“. Giustappunto. Anche in virtù del famoso detto “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma“. Tuffiamoci nella logica e non nell’ironia come ha scritto qualcuno. Il problema è serio, ma soprattutto di facile soluzione che consente di raggiungere parecchi obiettivi che tirano in ballo la “raccolta differenziata“, l’ecologia, la salute e pure la ….TARI (Tassa Rifiuti).

Abbiamo scritto e lo sosteniamo con estrema convinzione che, per raggiungere i traguardi suddetti occorre unicamente un pizzico di raziocinio che riguardi l’organizzazione e, i nostri Amministratori Pubblici, in fatto di organizzazione devono saperci fare, altrimenti meglio che… cambino mestiere. Riprendiamo il concetto cardine: deve essere il Comune (il nostro, ma pure tutti i Comuni d’Italia) a pagare il cittadino che esegue la “raccolta differenziata“. A fronte di ciò, l’incaricato AGESP rilascia al cittadino una semplice ricevuta con scritto quanto ritira: tot kg di ferro, tot di vetro, di carta, di legno, di “umido”, di plastica e tutto ciò che oggi si ritira a domicilio. Poi, a cadenza fissa, il cittadino porta le ricevute in Tesoreria e  incassa i relativi compensi in base a un Tariffario predisposto dal Comune.

 

Il tutto (come avviene tuttora) Agesp lo porta al grossista  che a sua volta rilascia ad Agesp la ricevuta di ciò che prende in carico in quantità omogenee. Con questo sistema, oltre ad esserci un controllo contestuale sulla quantità che l’incaricato Agesp prende in carico dal cittadino e che il grossista prende in carico da Agesp, avverrà la liquidazione dei compensi da riconoscere al cittadino. Visto che un Lettore “curiosone” e in vena di ironia spicciola ha voluto inasprire il concetto asserendo “se porto la lavatrice scassata che devo fare? devo togliere l’alluminio dalla plastica? devo lavorarci sopra per dividere i materiali?” No, amico Lettore “curiosone” con ironia da mentecatto: la “raccolta differenziata” si attua come si fa adesso, mentre per ogni “rifiuto” (diventato “risorsa” per via del compenso) si porta il tutto al Centro Multiraccolta e quel “rifiuto” viene valutato “a corpo“, come per tutti gli elettrodomestici inservibili e tutto ciò che non fa parte della “raccolta differenziata”.

 

Riprendiamo il discorso di prima (da perfezionare e da mettere a punto): molta gente per “arrotondare” il proprio stipendio, ma pure per guadagnarci sopra, si procurerà l’immondizia degli altri (a rubarla, non vale) e andrà per prati e boschi a raccattare tutto ciò che gli sporcaccioni hanno buttato in quei luoghi. Il Comune sarà ben contento di pagare i cittadini operosi e a risparmiare sulla pulizia di prati e boschi. Avrà da guadagnarci, pure. Avrà una “raccolta differenziata” del 100% e, ovviamente, i “furbetti” che magari mettono il ferro dentro la carta, saranno multati …. diciamolo noh? in Italia funziona così! Noi, tuttavia, ci rivolgiamo alla gente perbene, per un servizio svolto da gente perbene.

Di conseguenza, anche la TARI sarà piano, piano annullata, proprio perchè il Comune avrà il servizio Agesp pagato dal grossista. Metti che il Comune riconosce (con tariffario) 100 al Cittadino, sempre il Comune dovrà richiedere al grossista il compenso per quanto ritira, tenendo presente tutti gli altri costi. Se ciò non fosse possibile, quantomeno la differenza fra ciò che il Comune introita dal grossista e ciò che il Comune paga al cittadino servirà per alleviare i costi del servizio effettuato da Agesp. Altra opportunità per il cittadino, portare i propri rifiuti al Centro Multiraccolta. Chiaro che il “tariffario” terrà conto del servizio diretto del cittadino e il cittadino introiterà un importo maggiore per questo suo servizio diretto. Qui mi fermo. Tutto ciò va organizzato, ma le basi del ragionamento ci sembrano giuste.

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