La sentenza è attesa per lunedì 26 febbraio
Omicidi in corsia, chiesti 30 anni di carcere per Laura Taroni

Il pm di Busto Arsizio Maria Cristina Ria ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Laura Taroni, l’infermiera coinvolta con l’ex amante, il medico Leonardo Cazzaniga, nella vicenda delle morti in corsia all’ospedale di Saronno. La donna è accusata degli omicidi del marito, della madre e del suocero

Busto Arsizio

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Il pm di Busto Arsizio Maria Cristina Ria ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Laura Taroni, l’infermiera coinvolta con l’ex amante, il medico Leonardo Cazzaniga, nella vicenda delle morti in corsia all’ospedale di Saronno. La donna è accusata degli omicidi del marito Massimo Guerra, della madre Maria Rita Clerici e del suocero Luciano Guerra. Il processo si svolge con il rito abbreviato e la sentenza è attesa per lunedì 26 febbraio. Per la morte del suocero, Luciano Guerra, la procuratrice Ria ha chiesto l’assoluzione.

Nel procedimento sono coinvolti anche i medici Giancarlo Favia e Daniele Sironi, a loro volta indagati a vario titolo con le accuse di omessa denuncia, favoreggiamento e falso ideologico. Per loro la pubblica accusa ha chiesto condanne rispettivamente a due anni e a otto mesi di reclusione.

La vicenda coinvolge gli “amanti killer” Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni. A Cazzaniga, ex vice primario del pronto soccorso di Saronno, sono contestati ben undici “omicidi in corsia”, avvenuti secondo la Procura di Busto con sovradosaggio di farmaci. Dopo gli arresti del novembre 2016, la vicenda ha avuto una risonanza enorme. Un’eco amplificata dalle sconvolgenti rivelazioni dell’inchiesta “Angeli e demoni”, con il tristemente famoso “Protocollo Cazzaniga”.

I destini processuali degli “amanti killer” sono però divisi. Se la Taroni ha scelto il rito abbreviato (con sentenza prevista appunto per lunedì 26 febbraio), Cazzaniga ha optato per il dibattimento in accordo con il suo legale, l’avvocato Ennio Buffoli.

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