VIDEO D'AUGURI DA AUBAMEYANG
Orgoglio, onore e rispetto: 100 anni di Pro Patria / Le foto

Giovedì sera al Teatro Sociale è andata in scena la festa di compleanno della Pro Patria: cento candeline, cento storie, una maglia unica e gloriosa

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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“Vorrei incontrarti fra cent’anni, combatterò dalla tua parte, perché tale è il mio amore, che per il tuo bene, sopporterei ogni male”.

Musica e parole di Ron, colonna sonora e fatti di Patrizia Testa, la presidentessa tigrotta, la presidentessa di Busto, la presidentessa… della Pro Patria. Lei ha davvero combattuto con tutto il suo cuore “e con un splendido coraggio” per la Pro Patria: prima per riconsegnarla in mani bustocche, poi per difenderla, quindi per riportarla in serie C nell’anno del centenario, con lo scudetto cucito sul cuore: “La Pro Patria è un patrimonio dell’intero calcio italiano – ha dichiarato il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ospite d’onore della serata – ma è soprattutto una grande famiglia, dove si percepisce un’esperienza vera, da prendere come esempio”.

Un cuore rigorosamente biancoblù che, giovedì sera – al Teatro Sociale – ha battuto forte, scandendo i cento anni di una storia gloriosa, fatta innanzitutto di valori, di passioni e di principi (“credibilità e rispetto“), ma fatta anche di presidenti storici (Cerana, Formenti, Candiani, Mancini…), di dirigenti (i più longevi? Guffanti e Turotti), di giocatori (da Pippo Taglioretti a, idealmente, Pippo Ghioldi), passando per gli allenatori (il decano Lello Crespi, ricordato con emozione dalla moglie): “Con estrema umiltà dinnanzi ad una simile storia – il contributo di mister Ivan Javorcic, salito sul palco così come Giovanni Cusatis in rappresentanza dei tecnici in grado di vincere un campionato con la Pro  – indossiamo la maglia biancoblù con grande orgoglio e rispetto, cercando di onorarla sul campo con il massimo impegno”.

 

Tigrotti veri, insomma, come quelli ricordati nella grande festa biancoblù per i 100 anni, a cominciare dal primo capitano della Pro Patria Pio Mara, per proseguire con il recordman di presenze (ben 389) Pippo Taglioretti, per arrivare al principe del gol (93) Carletto Reguzzoni, fino all’85enne (auguri) Carlo Regalia, l’unico ad aver “assaporato” l’esperienza biancoblù in toto, prima da giocatore, poi da allenatore (anche di un certo Re Cecconi) ed infine anche da dirigente.

In una platea gremita di tifosi (premi speciali alla “carriera” anche per Vanni Lattuada e Giannino Gallazzi), di vecchie glorie (citiamo Sartirana, Calloni e Gambazza chiedendo fin d’ora scusa a tutti gli altri grandi tigrotti presenti) e di calciatori in grado di superare le 100 presenze con la gloriosa maglia (da Pocorobba a Polverini, da Cerrone a Salvalaggio, da Zaffaroni a Vecchio, da Perfetti a Bandirali – solo per citare alcuni dei presenti – fino ad arrivare ad un certo Serafini, ad una sola presenza dalle 200 partite in biancoblù… e facciamogliela fare), la storia della Pro Patria ha ripercorso i suoi 100 anni, grazie anche al preziosissimo contributo di Giorgio Giacomelli, autentico cultore dell’epopea biancoblù.

Una storia iniziata il 28 febbraio 1919 (anno di fondazione) e raccontata – attraverso la voce dei ragazzi del settore giovanile – in tutta la sua incredibile magia, tramite foto, filmati, aneddoti, curiosità (Pelè allo Speroni grazie alla Pepsi) fino appunto al 28 febbraio 2019, alla Pro Patria di Santana (“Sono davvero emozionato“) e Colombo (“portare questa maglia è motivo d’orgoglio: a noi il dovere di onorarla sul campo, ai tifosi il compito di darci una mano dagli spalti“).

Un secolo di Pro, in tutte le sue forme (Carmelo Dato è stato premiato dagli ultras), in tutte le sue gioie (il tigrotto Riccardo Colombo in gol proprio nella partita del centenario), in tutte le sue incredibile sfaccettature (dal sogno cullato Kubala a Pierre Aubameyang, intervenuto con un video messaggio d’auguri), in tutte i suoi narratori (per restare “in casa” riconoscenze per Gianluigi Marcora, Aldo Restelli, Ottavio Tognola e Giorgio Romussi, bravo a menzionare chi purtroppo non c’è più, come il nostro Giovanni Garavaglia).

Il Sindaco Antonelli, gli Assessori Isabella Tovaglieri, Gigi Farioli, Paola Magugliani, Manuela Maffioli hanno idealmente completato il quadro istituzionale di una festa – condotta magistralmente dall’addetto stampa Niccolò Ramella (solo le sue splendide gemelline non hanno apprezzato, abbandonando in anticipo la serata) – all’insegna della Pro Patria: il vero patrimonio della Città.

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