CONGRESSO PD
Orlando a Busto: “Solo la vittoria di Zingaretti può rimettere in moto il Pd”

L’ex ministro è stato accolto nella sede cittadina del Pd. L'incontro è stato organizzato da Piazza Grande Varese, comitato provinciale a sostegno della candidatura di Zingaretti a Segretario Nazionale

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

“Nicola Zingaretti è il candidato che può far ripartire il Pd”. L’ex ministro Andrea Orlando, ospite a Busto Arsizio, nella sede cittadina del Partito Democratico, ha indicato la via per ricostruire il centrosinistra. “Il congresso può porre le basi per rimettere in moto il partito. Se vince Zingaretti è possibile”. Ma ad una condizione, chiarisce Orlando: “Bisogna dare una guida solida al partito. Se non emerge  un segretario con il 51 per cento dei voti , ci scaveremo la fossa da soli. Zingaretti è l’unico che può raggiungere quella soglia”.
Le primarie si terranno il prossimo 3 marzo: a sfidarsi saranno Zingaretti, Roberto Giachetti e Maurizio Martina, che nei giorni scorsi aveva incontrato iscritti e simpatizzanti sempre nella sede del partito.

L’onorevole Orlando è stato accolto dal segretario cittadino del Pd, Paolo Pedotti, nell’incontro organizzato da Piazza Grande Varese, comitato provinciale a sostegno della candidatura di Zingaretti a Segretario Nazionale. Una serata di approfondimento sui temi della recente manovra del Governo Lega- Cinque Stelle,  sulla prospettiva politica del Paese, sul ruolo del centrosinistra e su quello del mondo sindacale in questa particolare fase politica.
Con l’ex ministro hanno dialogato il Segretario Generale della CGIL  Varese Umberto Colombo e il caporedattore della Prealpina Silvestro Pascarella, che ha condotto l’intervista.

Orlando ammette di aver avuto chiara la situazione di difficoltà in cui si trova il Pd già all’indomani della sconfitta alle elezioni del 4 marzo e del referendum costituzionale: “Il Pd oggi non è efficace nell’opposizione, perché non abbiamo ancora rotto il loop nel quale ci siamo infilati. Credo che il Pd debba ritornare in sintonia con il popolo per  dare efficacia all’azione di opposizione. Io penso che negli ultimi venti, trent’anni, abbiamo sottovalutato il tema delle disuguaglianze. È un errore che va riconosciuto. Occorre dare risposte alle inquietudini della gente, non mettersi su una cattedra a predicare. Dopo il referendum costituzionale, bisognava fermarsi. Si poteva evitare di fare un frontale contro un muro che si era palesato. Quest’anno abbiamo già perso molto tempo ed è gravissimo che un partito, dopo una sconfitta del genere, vada a congresso dopo un anno”.

La vittoria di Zingaretti, afferma Orlando, può dare una svolta: “La verità, diciamocela tutta, è che si voleva far arrivare il partito senza una guida alle Europee e cominciare a costruire qualcosa d’altro. La vittoria di Zingaretti può sconfiggere questo piano liquidazionista del Partito Democratico”.

Sul tema dell’Europa, afferma: “Questo Governo non dice cose sbagliate ma non ha messo in campo nessuna strategia per cambiare le regole dell’Europa. Noi siamo stati infinitamente più europeisti di loro ed abbiamo portato a casa più flessibilità. Però un errore lo abbiamo fatto: quando abbiamo preso il 40 per cento non abbiamo utilizzato quella forza per costruire un’Europa sociale con impalcature istituzionali credibili. Questo è un errore politico che non dobbiamo ripetere, dobbiamo costruire un’Europa giusta”.

Dal punto di vista dei sindacati, il segretario della CGIL, Colombo evidenzia: “Riteniamo inaccettabile che il Governo attuale legiferi senza un confronto né con i sindacati né con le parti sociali. Questa legge di bilancio è a debito e lo stiamo nascondendo al Paese. Gli effetti negativi saranno scaricati sui pensionati e sui lavoratori dipendenti”. Ma sul reddito di cittadinanza, Orlando osserva: “È sbagliato per come è costruito, non per le finalità. Se viene finanziato con l’Iva diventa semplicemente una questione clientelare che premia i più furbi e non chi ha realmente bisogno. Si tratta di costruire politiche attive del lavoro, ricette che, a partire dai bisogni sociali, siano più efficaci”.

All’incontro sono intervenuti anche l’europarlamentare Brando BenifeiDaniele Marantelli, deputato per tre legislature, che a conclusione dell’incontro ha affermato:  “La posta in gioco è altissima. Si decide il futuro dell’Italia e soprattutto della Lombardia. Qui, più che altrove, deve essere organizzata la controffensiva”.

Copyright @2019