Osservare senza giudicare

Ho letto da una cara lettrice che "la più alta forma di intelligenza è quella di saper osservare senza giudicare". M'è piaciuta molto, specie di questi tempi, dove si assiste quasi esclusivamente al giudizio sommario senza un'opportuna analisi. E ciò è grave, soprattutto per poi poter emettere un giudizio

Gianluigi Marcora

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Ho letto da una cara lettrice che “la più alta forma di intelligenza è quella di saper osservare senza giudicare“. M’è piaciuta molto, specie di questi tempi, dove si assiste quasi esclusivamente al giudizio sommario senza un’opportuna analisi. E ciò è grave, soprattutto per poi poter emettere un giudizio.

Lo vediamo in TV e lo si assiste a ogni dibattito. Nessuno che abbia l’accortezza di trovare un nesso a ciò che ha ascoltato con quello di propria pertinenza. Tutti sparano giudizi tranchant che non danno scampo al dialogo. L’interlocutore è un nemico da demolire e possibilmente mettere alla berlina; non con prove certe, ma con “intuizioni” che consentono pure un contraddittorio non per il dialogo, ma per un contro-giudizio.

Di esempi ne potremmo fare in ogni ambito: dal Parlamento alle trasmissioni in TV, ma pure in occasione di Consigli comunali e via via dove c’è un incontro pubblico. C’è l’imbarazzo della scelta. Poi ci si confonde con le sigle più o meno partitiche o con i “movimenti” (ultimo dei sorti, quello delle “sardine”).

In ambito locale c’è poi la “sparata” di Massimo Brugnone, prima uomo di sinistra, ora dentro con la destra del PD (quella di Matteo Renzi) a cui ha già risposto Matteo Sabba, in merito al “finto civico” dedicato al Sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli.

Sulle “sardine” ha già parlato il Segretario della Lega di Busto Arsizio, Francesco Speroni con sue valutazione in merito ai 600 convenuti (non di Busto Arsizio, ma dell’intera Provincia).

Non entriamo nel merito delle rispettive questioni. A noi preme un concetto basilare che nessuno più prende in considerazione e che dimostra come la “intelligenza” di cui s’è accennato, si sia persa; perduta e ignorata da troppo tempo e da tutti. Nessuno, in sostanza sa “osservare” per giudicare in seconda analisi, mai prima.

Possibile – mi chiedo – che chi esprime un giudizio non abbiamo un minimo di ragione? Possibile – mi chiedo ancora – che tutti coloro che esprimono un giudizio stanno sempre dalla parte della ragione e non riconoscono all’avversario (non il nemico) un pizzico di accondiscendenza?

Senti Salvini, dice “peste e corna” di Conte e di Di Maio – senti le portavoce di Forza Italia, il Paese è alla deriva – il PD prima era contro totalmente del M5S ora è alleato – Fratelli d’Italia insieme a FI e Lega avevano votato per la Legge Fornero, ora la stanno combattendo.

In Consiglio comunale a Busto Arsizio (limitiamoci qui, altrimenti vien fuori un “libro” come fa Bruno Vespa) non una volta senti l’Opposizione a ratificare qualcosa di giusto della Maggioranza e, da parte della Maggioranza mai una volta senti dire che una proposta dell’Opposizione è da tenere in considerazione. Per farla breve: tutti giudici, tutti col verbo in tasca, tutti con la verità appiccicata addosso, tutti a denigrare la “verità” degli altri.

Tutti a giudicare senza nemmeno una riflessione che possa instaurare un dialogo. Scriveva Alessandro Manzoni nel Conte di Carmagnola (non il Conte Giuseppe e nemmeno il Conte Antonio) “s’ode a destra uno squillo di tromba. A sinistra risponde uno squillo” per dire ” per rispondere”, occorre prima di tutto capire, poi (in base a Sherlock Holmes) “osservare concatenare dedurre” e non giudicare e basta!

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